Partita iva forfettaria, proteste su nuove regole da commercialisti e professionisti

di Marianna Quatraro pubblicato il
Partita iva forfettaria, proteste su nuo

Partita iva forfettaria proteste richieste modifica regole

Vi sono diversi punti deboli che tanno facendo aumentare le proteste per l’obbligo di fatture elettroniche per partite Iva forfettarie

Cambiano le regole per i titolari di partita Iva forfettaria con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche per i forfettari a partire dal prossimo primo luglio. E si tratta di novità che stanno suscitando non poche proteste sia da parte dei professionisti stessi e sia da parte dei commercialisti. 

Vediamo allora di seguito quali sono proteste e richieste di modifica delle nuove regole per partite Iva forfettarie da commercialisti e professionisti?

  • Nuove regole partita Iva forfettaria cosa cambia
  • Proteste e richieste modifiche per nuova partita Iva forfettaria da professionisti e commercialisti


Nuove regole partita Iva forfettaria cosa cambia

Il regime forfettario per le partite Iva prevede un’aliquota agevolata del 15% per la tassazione di guadagni fino a 65mila euro annui e anche per i forfettari scatta l’obbligo di fatturazione elettronica dal prossimo primo luglio.

Si tratta, però, di un obbligo da cui sono esenti ancora coloro che hanno partita Iva forfettaria con ricavi inferiori ai 25mila euro e che, secondo quanto stabilito dalle nuove leggi, sono ancora esonerati dall’emissione di fattura elettronica per i prossimi due anni, cioè fino al 31 dicembre 2024.

Chi ha, invece, ricavi tra 25mila e 65mila euro, tetto massimo di ricavi annui entro il quale si può rimanere nel regime forfettario, deve emettere obbligatoriamente fattura elettronica dal primo luglio e si tratta di una operazione che si può fare o in piena autonomia, scaricando gratis o acquistando apposito software dedicato alla fatturazione elettronica, o rivolgendosi a commercialisti, pagando i relativi costi stabiliti.

I titolari di Partita Iva forfettaria che superano il tetto dei 65mila euro di ricavi passano dal regime forfettario al regime ordinario.

Con le nuove regole approvate, però, chi supera i 65mila euro di ricavi annui non passa subito nel regime foiscale ordinario ma per ulteriori due anni può rimanere ancora nel regime forfettario, tempo stabilito per rendere più ‘morbido’ il passaggio dal regime forfettario all’ordinario.

Restano, però, ancora definire, o meglio da capire, aliquote e tassazione previste per i due anni di scivolo.

Proteste e richieste modifiche per nuova partita Iva forfettaria da professionisti e commercialisti

Per professionisti interessati dal nuovo obbligo di emettere fattura elettronica dal prossimo luglio e per commercialisti, però, la data di luglio è troppo ravvicinata all’approvazione delle nuove regole per i forfettari.

Stando, infatti, a quanto lamentato dai commercialisti, il periodo di entrata in vigore della fattura elettronica per i forfettari non è ideale, considerando che dovrebbe partire dalla metà dell'anno fiscale, con la conseguenza di avere per l’intero anno di imposta una parte di fatture cartacee e una parte di fatture elettroniche,

Questa novità potrebbe creare un gran caos ed è per questo motivo che si chiede una modifica alle nuove regole per la fatturazione elettronica anche per chi ha partita Iva forfettaria, con una proroga al della sua entrata in vigore obbligatoria al prossimo gennaio, in modo da partire dall'inizio dell'anno fiscale.

Dal canto loro, i professionisti lamentano un aumento di costi, considerando che per l’emissione di fatture elettroniche, sia che si acquisti un software online e soprattutto se ci si rivolge a commercialisti, si dovrà pagare, e il poco tempo per organizzarsi anche se, d’altro canto, ritengono sia un buon provvedimento quello dello scivolo dei due anni per chi supera i 65mila euro e non deve passare subito alla tassazione ordinaria.