Bonus 600 euro per le partite iva appena aperte 2020. A chi spetta, quando, regole e come fare domanda

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Bonus 600 euro per le partite iva appena

Bonus 600 euro: regole per partite Iva

Rispetto alla prima versione del bonus di 600 euro sono state introdotte alcune modifiche attraverso chiarimenti da parte dell'Inps e del Ministero del Lavoro.

Tra le più importanti misure introdotte dal governo in questo periodo di emergenza da coronavirus c'è l'introduzione del bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi e i professionisti ovvero per le partite Iva.

La cifra è destinata a coprire almeno in parte i mancati ricavi e la perdita di opportunità nel mese di marzo. In attesa di conferme ufficiali ovvero del decreto della presidenza del Consiglio previsto per la fine del mese, la nuova indennità (quella relativa al mese di aprile) potrebbe essere innalzata a 800 euro, ma forse con un irrigidimento dei requisiti richiesti per l'accesso.

Proprio questo è un aspetto di cui tenere conto: rispetto alla primissima versione del bonus di 600 euro, quella cristallizzata nel primi decreto, sono state introdotte alcune modifiche, anche attraverso chiarimenti interpretativi da parte dell'Inps, delle casse di previdenza private e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Ed è proprio quest'ultimo dicastero ad aver fatto luce su una delle domande maggiormente formulate in queste ultime settimane. Vediamo quindi

  • Partite Iva 2020 appena aperte, spetta il bonus di 600 euro
  • Bonus 600 euro: regole per partite Iva e come fare domanda

Partite Iva 2020 appena aperte, spetta il bonus di 600 euro

Da dove nasce il dubbio sul diritto al bonus di 600 euro per le partite Iva appena aperte? Dalla disposizione in cui si fa riferimento al reddito del 2018 come punto di riferimento per verificare se il professionista o il lavoratore autonomo ha subito un calo dei ricavi.

Da qui l'intervento pubblico del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che ha chiarito l'ambito di applicazione. Stando a quanto comunicato, l'indennità di 600 euro può essere riconosciuta anche in favore di quelle partite Iva iscritti agli enti previdenziali di appartenenza durante l'anno 2019 o nei primi mesi del 2020 che non possano vantare per il 2018 un reddito derivante dall'esercizio della professione.

La condizione fondamentale che viene però sottolineata è che gli stessi professionisti e lavoratori autonomi abbiano percepito un reddito complessivo non superiore a 35.000 euro ovvero compreso tra i 35.000 e i 50.000 euro in quello stesso anno.

Bonus 600 euro: regole per partite Iva e come fare domanda

La platea degli interessati dal chiarimento di questo aspetto è molta ampia perché comprende gli iscritti alla gestione separata di casse previdenziali private.

A cominciare dagli assistenti sanitari e vigilatrici d'infanzia, geometri liberi professionisti, agrotecnici e periti agrari, forestali e agronomi per arrivare a geologi, periti commerciali, dottori commercialisti agenti, chimici, rappresentanti di commercio, ragionieri, giornalisti e attuari.

Le modalità di prestazione della domanda per la ricezione dell'indennità da parte delle partite Iva appena aperta varia da cassa a cassa e non c'è un modo unico e condiviso, come avviene ad esempio a tutti gli iscritti all'Inps.

Può ad esempio bastare l'invio di una semplice mail oppure la compilazione di un modulo preimpostato.

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