Flat Tax 2019 nuove modifiche per pagare ancora meno tasse al regime da poco in vigore proposte dalla Lega

Prevista l'emersione di imponibili fino al 10% in più senza accertamento. Entro questa soglia il reddito viene considerato conforme dal fisco.

Flat Tax 2019 nuove modifiche per pagare

Flat tax 2019, prima proposta di modifica


La proposta di modifica della flat tax 2019 è ufficiale perché il nuovo disegno di legge della Lega è stato già formalmente depositato. Prevede cambiamenti al nuovo regime della tassa piatta con l'introduzione della cosiddetta IrpefIresPlus. Si tratta in buona sostanza di un prelievo del 15% da applicare sugli incrementi di reddito rispetto all'anno precedente. La volontà di rendere sin da subito attiva questa misura per pagare ancora meno tasse al regime da poco in vigore. L'ipotesi è infatti di partire già dalla dichiarazione da presentare nel 2020 e quindi relativa ai ricavi e ai compensi percepiti in questi 12 mesi del 2019. Ma attenzione alle percentuali previste nella prima modifica alla flat tax 2019.

Flat tax 2019, prima proposta di modifica

Non tutti gli incrementi di reddito rispetto all'anno precedente verrebbero tassati al 15% così come da flat tax 2019 per ricavi fino a 65.000 euro, ma solo fino al 10% dell'imponibile inizialmente dichiarato. Entro questa soglia il reddito si considera conforme e i contribuenti possono infatti beneficiare di uno scudo sugli accertamenti. Che, si badi bene, non si applica nei casi di frode ed evasione accompagnati da reati. E a dirla proprio tutta, la proposta di modifica della flat tax 2019 messa a punto dal deputato Alberto Gusmeroli e dai sottosegretari all'Economia, Massimo Garavaglia e Massimo Bitonci, prevede che sul reddito incrementale al 15% non siano dovuti i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e né le tasse locali.

Stano ai proponenti, il vantaggio di questa modifica alla flat tax 2019 sarebbe triplice. Il prima battuta il sistema fiscale diventerebbe più semplice da gestire perché questo nuovo prelievo sostituirebbe Irpef e relative addizionali o Ires per le società di capitali da applicare al reddito incrementale. In seconda battuta i contribuenti coinvolti finirebbero per pagare meno tasse. Tanto per fare un esempio concreto: Per un contribuente con 75.000 euro di ricavai, un reddito maggiore di 25.000 euro sarebbe oggetto di un tassazione flat tax 2019 di 3.750 euro (aliquota al 15%) anziché di 10.750 (aliquota del 43%). Infine, ma non di minore importanza per gli esponenti politici, lo Stato troverebbe così il modo di rimpinguare le casse pubbliche.

Flat tax 2019, tre anni per aderire all'emersione

L'emersione di redditi incoraggiato dal prelievo unico e ridotto rappresenterebbe un tassello per evitare la sterilizzazione delle clausole Iva per cui da qui a fine anno sarà necessario risorse per circa 52 miliardi di euro. E oltretutto non ci sarebbero oneri a carico del bilancio pubblico perché si tratterebbe di ricavi o compensi non ancora tassati. Da segnalare che questo cambiamento alla flat tax 2019 viene considerate temporaneo perché il nuovo regime durerebbe per tre anni. Di conseguenza i contribuenti avrebbero a disposizione questo preciso lasso di tempo per aderire. Calcolatrice alla mano, secondo la categoria professionale, nel 2019 i risparmi con flat tax 2019 ammonteranno a 331 milioni, per poi salire a 1.925 milioni nel 2020, a 2.500 milioni nel 2021 e arrivare a 2.226 milioni dal 2022.