Partita Iva forfettaria 2020 conviene o no aprire. I pro e contro

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Partita Iva forfettaria 2020 conviene o

Partita Iva forfettaria 2020 conviene

Tasse più basse, ma c'è da fare i conti con due limiti: il primo è quello dei guadagni annui e il secondo è l'impossibilità di detrarre spese per l'esercizio della propria attività.

Lo schema si ripete anche quest'anno: anno nuovo e nuove regole per le partite Iva in regime forfettario 2020. Anche se rispetto allo scorso anno la portata dei cambiamenti è inferiore, anche questa volta occorre procedere con attente valutazioni prima di decidere se conviene o no aprire una partita Iva con il forfettario anziché con l'ordinario.

A fronte di alcuni pro riconosciuti, come il taglio delle imposte da pagare, è indispensabile valutare i contro, come la non detraibilità delle spese effettuate per l'esercizio della propria attività, così come il limite di reddito annuale da rispettare.

Accanto a questi punti fermi che adesso analizziamo nel dettaglio per capire se conviene o no aprire una partita Iva forfettaria 2020, ci sono anche le novità da valutare per avere un quadro completo. Scopriamo quindi

  • Conviene o no aprire una partita Iva forfettaria 2020
  • Partita Iva forfettaria 2020: pro e contro

Conviene o no aprire una partita Iva forfettaria 2020

Entriamo subito nel vivo della domanda: conviene o no aprire una partita Iva forfettaria 2020? E la risposta è una sola: dipende. Può essere infatti estremamente conveniente per alcune categorie di lavoratori autonomi così come piena zeppa di limiti per altri.

Proviamo a fare chiarezza. Il regime forfettario 2020 è riservato a chi, nell'anno precedente, ha conseguito ricavi o compensi fino a 65.000 euro. Su questa cifra è applicata un'aliquota unica al 15% che sostituisce forfettariamente Irpef, addizionali regionali e comunali e Irap e che viene calcolato con l'applicazione di un coefficiente di redditività del 78%.

In termini di spesa, vanno aggiunti i contributi previdenziali e le eventuali spese per il commercialista. Appare quindi evidente che, rispetto al regime a scaglioni delle partite Iva ordinarie che prevedono anche l'applicazione dell'Iva, il livello di imposte è sicuramente più conveniente.

Ma c'è da fare i conti con due grandi limiti: il primo è appunto quello dei guadagni annui e il secondo è l'impossibilità di detrarre spese per l'esercizio della propria attività.

Partita Iva forfettaria 2020: pro e contro

Se i vantaggi vanno ricercati nella tassazione leggera e nella riduzione degli adempimenti burocratici, tra cui

  • l'obbligo della fatturazione elettronica
  • l'adesione agli Isa (ex studi di settore)
  • la ritenuta alla fonte sugli emolumenti corrisposti
  • l'applicazione dell'Iva
  • la tenuta della registrazione e delle scritture contabili
  • l'assoggettamento a ritenuta d'acconto da parte dei sostituti d'imposta

i contro sono i tanti limiti disseminati qua e là. Chi apre una partita Iva forfettaria 2020 deve infatti sapere che non può esercitare l'attività professionale in misura prevalente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due anni precedenti.

Facile comprendere il motivo: evitare lo scioglimento del rapporto di lavoro di tipo dipendente per avviarne un secondo forfettario e fiscalmente più conveniente.

Chi aderisce al forfettario non può controllare società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione che esercitano attività economiche riconducibili a quelle della propria attività professionale. Neanche in maniera indiretta.

C'è anche un altro vincolo che ostacola le partite Iva a regime forfettari: il divieto di partecipazione all'esercizio dell'attività, società di persone o associazioni che esercitano attività economiche riconducibili a quelle della propria attività professionale.

Viene quindi richiesta la residenza in Italia. in uno dei Paesi dell'Unione europea o in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni.

A questi paletti se ne aggiungono altre due novità che troveranno spazio solo nel 2020: il limite di reddito da lavoro dipendente di 30.000 euro e la soglia a 20.000 euro per compensi a collaboratori. Alla luce delle molte differenze con il regime ordinario delle partite Iva, la scelta del forfettario deve tenere conto della personale pianificazione fiscale.

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