Partita Iva forfettaria 2020 quando scattano nuove regole per cui si esce

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Partita Iva forfettaria 2020 quando scat

Rischi uscita dalla Partita Iva forfettaria 2020

Sono due in particolare le novità che hanno mandato i tilt lavoratori autonomi e commercialisti. Il primo è il tetto massimo di redditi da lavoro dipendente.

Anche quest'anno entrano in vigore nuove regole per le partite Iva con regime forfettario e anche quest'anno inizia con molta confusione tra lavoratori autonomi e commercialisti che li assistono. Già, può sembrare strano ma la normativa approvata con l'ultima manovra non si rivela chiara fino in fondo e c'è chi contesta la disapplicazione dello Statuto del contribuente.

E almeno fino a questo momento stanno mancando i chiarimenti dell'Agenzia delle entrate con la conseguenza della mancata uniformità delle interpretazioni.

Alla base di tutto c'è stata la decisione dell'esecutivo di introdurre nuovi e più stringenti limiti per aderire al regime forfettario 2020 delle partite Iva. Il problema è chiaro: le nuove regole si applicano solo dal 2020 o nell'anno fiscale 2019, quando i contribuenti non erano a conoscenza di questi cambiamenti.

Si tratta evidentemente di una differenza basilare che mette in gioco la permanenza nel regime forfettario di migliaia di parte Iva. Vediamo allora

  • Quando scattano nuove regole Partita Iva forfettaria 2020
  • Rischi uscita dalla Partita Iva forfettaria 2020

Quando scattano nuove regole Partita Iva forfettaria 2020

Sono due in particolare le novità che hanno mandato i tilt lavoratori autonomi e commercialisti. Il primo è il tetto massimo di redditi da lavoro dipendente di 30.000 euro compatibili con la permanenza nel regime forfettario delle partite Iva 2020. Il secondo è l'introduzione di un limite anche sui compensi per i collaboratori.

Ebbene, dinanzi a questa situazione, Cecilia Guerra, sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha pubblicato sostenuto che la permanenza nel regime forfettario non è permessa a chi, già nel 2019, ha incassato oltre 30.000 euro da lavoro dipendente.

Ma per l'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano non è affatto detto che l'interpretazione corretta sia questa. Ha così scritto al Garante del Contribuente della Lombardia chiedendo quale sia la data reale di decorrenza nuovi limiti partita Iva forfettaria 2020 ed eventualmente di sospendere le sanzioni e di concedere almeno 120 giorni per regolarizzare le posizioni.

Rischi uscita Partita Iva forfettaria 2020

Siamo dunque davanti a due posizioni opposte rispetto all'interpretazione su quando scattano nuove regole per cui si esce dalla partita Iva forfettaria 2020. A dirimere la questione non può che essere l'Agenzia delle entrate, di cui si resta in attesa dei soliti chiarimenti di inizio anno legati ai cambiamenti introdotti.

La posta in palio è alta perché sul piatto c'è la permanenza in un regime che, per redditi o ricavi da lavoro dipendente fino a 65.000 euro conseguiti nell'anno precedente, prevede l'applicazione di un'aliquota fissa al 15%.

All'opposto, nel caso di mancata permanenza per sforamento dei limite sui compensi per i collaboratori o del tetto massimo di redditi da lavoro dipendente di 30.000 euro, il passaggio al regime ordinario con il suo sistema a scaglioni così come l'applicazione dell'Iva e di altri oneri burocratici diventano inevitabili.

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