Partita Iva forfettario minimi nuove tasse, cartelle equitalia rottamazione: decreto fiscale Governo Renzi 2015-2017 ufficiale

Vantaggi e ulteriori svantaggi derivante da nuove misure su Partite Iva ed Equitalia contenute nel nuovo decreto fisco: quali sono

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Tra novità per le Partite Iva e nuovo piano di rottamazione delle cartelle Equitalia contenute nel nuovo decreto Fisco 2017 del governo Renzi, sono diversi i pro e i contro previsti da queste misure. Partendo dalle Partite Iva, è stata cancellata la deroga che avrebbe previsto la possibilità di continuare a rimanere nel regime dei minimi forfettario per un periodo transitorio, anche se superata la soglia dei 15mila euro di compensi, prevedendo il pagamento dell’imposta sostitutiva al 27% solo sull’ammontare del reddito sopra la soglia limite. Ciò significa che chi supererà la soglia dei 15mila euro passerà automaticamente nel regime di tassazione ordinaria. Questa è solo la prima novità peggiorativa prevista dal nuovo decreto Fisco per i liberi professionisti titolari di Partita Iva su cui, secondo le previsioni, peseranno costi ‘importati’. Stando alle ultime notizie,  infatti, le partite Iva nel 2017 costeranno circa 480 euro in più nel 2017 e 720 euro in più nel 2018 e si tratta di costi in più che deriveranno da nuovi adempimenti.

Il nuovo decreto Fisco, infatti, introduce nuovi adempimenti per tutti i titolari di Partita Iva, rendendo trimestrali adempimenti che ora sono annuali, facendo letteralmente svanire quelle semplificazioni che erano state annunciate a promesse ee nonostante abolizione si spesometro e studi di settore. E, a fronte di una stima di 9,11 miliardi di nuove entrate, nel triennio tra il 2017 e il 2020, il costo degli adempimenti nello stesso periodo si stima in 10,1 miliardi. Dal primo gennaio 2017, infatti, lo spesometro sarà sostituito dalla comunicazione trimestrale telematica delle fatture emesse e ricevute e dalla comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva al posto della comunicazione dell'elenco clienti e fornitori; e gli studi di settore saranno sostituiti dagli indici di affidabilità fiscale. Per il resto, resta confermato per il prossimo anno l’attuale regime dei minimi che prevede un’aliquota forfettaria al 15% per tutti coloro che hanno guadagni entro i 30 mila euro e senza limiti anagrafici. Per poter accedere a questo regime dei minimi, la soglia dei 30mila euro vale per i professionisti, senza limiti temporali o anagrafici, e la stessa soglia è prevista anche per artigiani e imprese.

Il nuovo decreto fisco prevede anche il nuovo piano di rottamazione delle cartelle Equitalia che riguarderà le cartelle pendenti relative al periodo 2000-2016, per cui il contribuente inadempiente dovrà versare solo la somma dovuta senza alcuna sanzione e alcun interessi. Il piano vale per chi ha ricevuto cartelle esattoriali emesse da regioni, province, comuni, città metropolitane relativi a mancate tasse come Imu, Irpef, Irap, Tares, o a contributi previdenziali e assistenziali affidati dall'Agenzia delle Entrate e dall'Inps o Inail. Soni escluse dal nuovo piano di rottamazione le cartelle relative all'Iva riscossa all'importazione, al recupero di aiuti di Stato, ai crediti da danno erariale per sentenze di condanna della Corte dei Conti, alle sanzioni pecuniarie dovute per provvedimenti e sentenze penali di condanna.

Per aderire al nuovo piano tutti i contribuenti dovranno presentare l’apposita domanda, che si può scaricare direttamente dal sito di Equitalia e che deve essere presentata entro il 31 marzo del 2017, e chi aderisce al nuovo piano di rottamazione potrà scegliere se pagare l’importo dovuto o in un’unica soluzione o nelle cinque rate stabilite, al posto delle quattro iniziali, di cui tre da versare nel 2017, per un totale pari al 70% dell'importo, e due nel 2018, per il 30% restante. Si tratta di un piano che prevede certamente dei pro per chi ha ruoli iscritti di valore non troppo elevato, considerando che a fronte di un piano di rateazione che attualmente prevede la dilazione in 72 rate, pur sottraendo sanzioni e interessi, comunque obbligherà il contribuente a pagare quanto dovuto in appena 5 rate e per debiti elevati, anche senza l’aggiunta di interessi e sanzioni, comunque le rate da versare sarebbero pesanti. Chi, invece, deve poco al fisco italiano potrà certamente beneficiarne.

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di Marianna Quatraro pubblicato il