Partite Iva escluse dal bonus 600 euro di marzo potrebbero rientrare

di Chiara Compagnucci pubblicato il
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Il bonus di 600 euro comprende una lunga lista di esclusi, tra cui gli iscritti agli ordini professionali che fanno riferimento a una cassa previdenziale separata.

Se c'è un provvedimento contenuto nel decreto Cura Italia emanato dal governo per tamponare le emergenze economiche e occupazionali per tamponare la diffusione del coronavirus è il bonus di 600 euro per le partite Iva.

Sono almeno tre i motivi che hanno provocato il malumore. Il primo è forse il meno importante ed è l'importo di questa cifra: non tiene conto delle differente posizioni tra lavoratori ovvero tra chi guadagna di più e chi di meno, chi ci sta rimettendo di più e chi di meno.

In seconda battuta sembra che la distribuzione del plafond stanziato segue la regola della tempestività ovvero che a riceverlo saranno solo chi presenterà la richiesta prima di altri.

Infine, il bonus di 600 euro comprende una lunga lista di esclusi, tra cui gli iscritti agli ordini professionali che fanno riferimento a una cassa previdenziale separata.

L'agevolazione spetta solo a Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa con partita Iva, lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell'Ago, lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore agricolo. Scopriamo in questo articolo

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Coronavirus, bonus 600 euro partite Iva

Le nuove disposizioni prevedono la concessione di una indennità di 600 euro nel solo mese di marzo 2020 per oltre 4,8 milioni di autonomi, che può essere prorogata in un successivo decreto e vale circa 3 miliardi di euro per le casse dello Stato.

A differenza di quanto si possa inizialmente immaginare, il provvedimento contenuto nel decreto Cura Italia solo una parte dei lavoratori.

Sono infatti coinvolti 3,6 milioni di lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della gestione separata.

Sono interessati 339.000 liberi professionisti titolari al 23 febbraio di partita Iva e Co.co.co iscritti alla gestione separata, oltre a 173.000 stagionali del turismo e degli stabilimenti termali rimasti senza lavoro dal primo gennaio 2019.

Sono quindi inclusi 660.000 operai agricoli, non titolari di pensione che nel 2019 hanno lavorato almeno 50 giornate e 81.000 lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 e un reddito fino a 50.000 euro.

Nuovo bonus per partite Iva escluse

La platea dei beneficiari è quindi molto ampia ma non è completa perché sono esclusi tutti quei lavoratori iscritti agli ordini professionali. Pensiamo ad esempio ad avvocati e architetti, medici e geologi, giornalisti e commercialisti, iscritti a un'altra cassa previdenziale.

Per tutti loro è precluso l'accesso al beneficio economico una tantum nel mese di marzo 2020, ma non è da escludere un eventuale coinvolgimento nel possibile decreto di aprile contente la proroga e il rinnovo delle disposizioni nel prossimo mese di aprile 2020. Oppure l'attivazione delle singole casse previdenziali, da cui si attendono novità.

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