Partite Iva, incrocio dati fatture e versamenti da Fisco

Controlli più stringenti da parte del Fisco, sia per le partite iva che per i normali cittadini. Ecco i nuovi controlli che si associano ai precedenti

Partite Iva, incrocio dati fatture e ver

Partite Iva, così il Fisco incrocia i dati su fatture e versamenti


Un ulteriore inasprimento dei controlli da parte del Fisco per le partite iva, ma non solo anche per i normali cittadini

Incrocio dati fatture e versamenti

Sale il livello di allerta e sulle fatture Iva scattano i controlli a largo raggio. L'incrocio dei dati delle fatture e delle liquidazioni punta a scoprire l'imposta non pagata su una platea di 1,4 miliardi di documenti Ma che qualcosa si era già mossa era dimostrato dall'invio di migliaia di lettere a tutti i contribuenti che hanno emesso fatture ma non hanno trasmesso al fisco la comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva. Inevitabile allora che la stretta che, in realtà, è adesso un'operazione mirata in cui un ruolo centrale viene ricoperto da Serpico.

Con questa procedura è infatti possibile segnalare anomalie con le lettere per la compliance. I verificatori possono accedere esattamente alla stessa area di consultazione dei dati Iva accessibile dal contribuente attraverso il portale dell'Agenzia delle entrate denominato Fatture e corrispettivi.

Dall'incrocio delle informazioni tra dati delle fatture emesse dai fornitori e le mancate liquidazioni emergono attraverso un applicativo chiamato Space le possibili anomalie alla base delle comunicazioni di compliance inviate al contribuente per spingerlo al ravvedimento. Serpico, si ricorda, è il servizio per le informazioni sul contribuente in dotazione all'Agenzia delle entrate e alla Guardia di finanza per le verifiche fiscali nei confronti di contribuenti persone fisiche.

Controlli più stringenti

C'è una tendenza da registrare ed è quella del progressivo aumento dei controlli da parte dell'Agenzia delle entrate. Se in origine l'attenzione si concentrava soprattutto sulla fedeltà delle dichiarazione dei redditi tra 730 e Unico (adesso Redditi), adesso il raggio d'azione è ben più ampio e coinvolge ad esempio anche i conti correnti e gli stessi contanti. L'obiettivo è sempre il solito: individuare e punire le irregolarità come indicazioni false per accedere ad agevolazioni e detrazioni, ma anche mancate dichiarazioni per evadere le imposte. Naturalmente ci sono errori ed errori. Occorre cioè distinguere tra quelli dolosi per cercare di frodare il fisco e quelli involontari con l'indicazione, ad esempio, dell'anno di nascita con l'anno corrente. In ogni caso, l'occhio dell'Agenzia delle entrate è sempre ben puntato.

Per verificare il comportamento fiscale dei contribuenti, l'Agenzia delle entrate ha a disposizione diversi strumenti di controllo:

  1. controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni fiscali
  2. l'attività di tutoraggio nei confronti delle imprese più grandi
  3. le attività istruttorie esterne
  4. le indagini finanziarie
  5. gli inviti al contraddittorio
  6. i questionari

Il controllo sulle dichiarazioni è di due tipi:

  1. automatico a tutte le dichiarazioni presentate
  2. formale alle dichiarazioni selezionate a livello centrale in base a criteri fondati sull'analisi del rischio

Una procedura molto simile viene eseguita sui versamenti delle imposte effettuate direttamente dal contribuente ovvero senza la necessità di compilare una dichiarazione. I casi più comuni sono

  1. imposta di bollo
  2. imposta di registro
  3. tasse automobilistiche

Non solo, ma prima della presentazione della dichiarazione annuale, se l'Agenzia delle entrate crede che ci sia il rischio per la riscossione, può controllare l'effettuazione dei pagamenti dei tributi dovuti a saldo e in acconto, e iscrivere a ruolo a titolo definitivo le imposte non versate con le relative sanzioni e gli interessi. Particolare attenzione va poi posta alle tempistiche. I termini di notifica delle cartelle di pagamento variano da caso a caso. Più precisamente:

  1. cartella di pagamento relativa alle somme dovute a seguito dei controlli automatici delle dichiarazioni: 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (o a quello di scadenza del versamento dell'unica o ultima rata, se il termine di versamento delle somme scade oltre il 31 dicembre dell'anno in cui la dichiarazione è presentata)
  2. cartella di pagamento relativa alle somme che risultano dovute a seguito del controllo formale delle dichiarazioni: 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione
  3. cartella di pagamento relativa alle somme dovute in base agli accertamenti degli uffici: 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo
  4. cartella di pagamento per atti di recupero emessi a seguito dell'utilizzo in compensazione di crediti inesistenti: 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'atto è divenuto definitivo

Stretta su conti correnti e contanti

Sotto i riflettori ci sono anche i conti correnti nel contesto del redditometro. Il ragionamento è semplice: se le spese sono maggiori del 20% del reddito dichiarato, potrebbero scattare controlli e accertamenti. Sono incluse le spese per

  1. assicurazioni e contributi previdenziali (obbligatori, volontari e complementari)
  2. cura della persona (abbonamenti pay TV, giochi online, cavalli, alberghi, viaggi organizzati e centri benessere)
  3. mezzi di trasporto (minicar, natanti e imbarcazioni, mezzi in leasing o noleggio)
  4. istruzione (anche scuole di specializzazione, master, tutoraggio, corsi di preparazione agli esami e canoni di locazione per studenti universitari)
  5. attività sportive e ricreative
  6. abitazione (mutui, ristrutturazioni, collaboratori domestici, elettrodomestici, telefonia fissa e mobile)
  7. investimenti immobiliari e mobiliari netti (fondi d'investimento, certificati di deposito, valuta estera, oro, numismatica)
  8. altre spese significative (donazioni in denaro a favore di onlus e simili, veterinarie)

Il tutto ricordando come per l'uso del contante deve essere sempre al di sotto di 3.000 euro per non far muovere le Entrate. L'onere di dimostrare la liceità del comportamento spetta al contribuente.

Ulteriore passo verso severità

Al lavoro sulle novità fiscali con l'esecutivo intenzionato a ripetere le esperienze di maggior successo negli ultimi anni, ma allo stesso tempo a introdurre perfezionamenti in vista di un mutato atteggiamento che, almeno a parole, dovrebbe tradursi in un atteggiamento meno oppressivo. Ma sono anche in arrivo novità assolute e per certi versi più restrittive sul versante dell'evasione fiscale. A far discutere è in particolare una nota interna dell'Agenzia delle entrate con cui gli uffici sono invitati a non perdere tempo ovvero ad accelerare notificando tutti gli atti di accertamento seguenti al silenzio che ha ricevuto le lettere di compliance. Come sintetizza Italia Oggi che ha porta alla luce la missiva, prima ti avviso e poi ti accerto. Un passaggio considerato obbligato poiché le lettere di compliance (conformità) non stanno spaventando i contribuenti.

Succede infatti che l'Agenzia delle entrate invia la lettera di conformità ai contribuenti che non avrebbero dichiarato, o lo avrebbero fatto in modo parziale, un reddito derivante da un contratto di locazione di un immobile, un reddito da lavoro dipendente, una plusvalenza o un reddito di partecipazione in società, solo per fare alcuni esempi. Questo istituto è stato di recente modificato per garantire al contribuente la possibilità di effettuare le opportune correzioni e i conseguenti versamenti delle somme dovute, beneficiando della riduzione delle sanzioni. Non si tratta dunque di un accertamento, ma di un invito a verificare la propria posizione fiscale e mettersi in regola con il pagamento delle imposte. Il punto è che chi riceve la lettera dovrebbe attivarsi per evitare che le irregolarità riscontrate diventino il motivo dell'emissione di un avviso di accertamento.

Ma i contribuenti eviterebbero di rispondere e l'Agenzia delle entrate per non perdere tempo, sono state invitate a procedere subito con gli accertamenti. In ogni caso, l'esecutivo punta molto sul recupero dell'evasione fiscale e per farlo ha già in mente una serie di provvedimenti:

  1. l'estensione della fattura elettronica tra privati, ma intanto dal primo luglio scatta l'obbligo per la filiera petrolifera;
  2. spazio a modifiche per la sanatoria bis sul contenzioso ovvero alla rottamazione delle cartelle;
  3. la cartolarizzazione dei debiti tributari.

Gli osservatori più attenti fanno invece notare come si preannunciano due strette, una sull'Iva attraverso un allargamento della platea di soggetti inclusi nello split payment e una sulle compensazioni. Perché poi sono provvedimenti di questo tipo a rivelarsi realmente efficaci e utili per le casse dello Stato.

Cosa è cambiato e cosa cambierà

Cos'è cambiato dal passaggio dall'Agenzia delle entrate a Equitalia? Cosa ci insegnano questi primi mesi in cui a occuparsi della riscossione dei crediti ci sta adesso pensando l'Agenzia di Via XX Settembre? Nei confronti dei contribuenti qual è l'atteggiamento adottato e quali i controlli e le misure in vigore? In prima battuta facciamo presente come la prima differenza sia proprio di carattere formale. Laddove c'era Equitalia con il suo logo, i suoi simboli e i suoi uffici, adesso c'è l'Agenzia delle entrate Riscossione. Tutti i faldoni contenenti le liti pendenti e le cartelle sono adesso passate di mano così come sono. Tuttavia ci sono anche altri cambiamenti, poco promossi, che in realtà rappresentano passaggi cruciali per i contribuenti, i contenziosi aperti e quelli futuri.

C'è un aspetto che nel contesto dei controlli può avere un peso decisivo nel passaggio da Equitalia all'Agenzia delle entrate. Solo quest'ultima può fare riferimento alla banca dati del contribuente più completa e ampia che esista. O meglio, l'accesso è diretto e semplificato. Il nuovo riscossore può così sbirciare nei conti correnti, andare alla ricerca di movimenti sospetti e cercare conferme o smentite rispetto alla posizione debitoria del contribuente. Quest'ultimo fa adesso riferimento a una piattaforma web differente. Dopo l'accesso nell'area riservata con le credenziali personali, può così

  1. controllare la propria situazione debitoria
  2. pagare cartelle e avvisi
  3. chiedere e ottenere una rateizzazione fino a 60.000 euro
  4. sospendere la riscossione nei casi previsti dalla legge
  5. richiedere il
  6. servizio di alert SMS - Se Mi Scordo
  7. delegare un intermediario
  8. visualizzare i documenti, anche quelli relativi a una eventuale rottmazione delle cartelle

In ogni caso, le attività e i servizi sono svolti dall'Agenzia delle entrate in continuità con Equitalia, considerato che subentra a titolo universale nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali.

Se le sedi degli sportelli sono le stesse, anche se con differente logo e modulistica, la cartella esattoriale ha subito un ritocco. Vengono distinte le somme spettanti agli enti creditori da quelle di competenza dell'Agenzia delle entrate. Un colore diverso identifica ciascun ente creditore, consentendo di distinguere con immediatezza la tipologia di debito: arancione per le Agenzie fiscali, verde per gli enti territoriali come Comuni e Regioni, viola per gli altri enti come Casse di previdenza e Prefettura.

Non solo perché ogni ente creditore ha un colore identificativo, ma aumenta più in generale il livello di chiarezza sull'importo da pagare (tra somme dovute, interessi di mora, diritti di notifica e oneri di riscossione), suddivisi tra quelli spettanti all'ente creditore e quelli di competenza dell'Agenzia delle entrate, come i diritti di notifica che sono le somme dovute per l'attività di notifica delle cartelle di pagamento fissate dalla legge. Si tratta di un passaggio delicato perché l'assenza di chiarezza è una delle ragioni per cui una cartella di pagamento può essere annullata. In buona sostanza, nel documento rinnovato dell'Agenzia delle entrate rispetto al precedente di Equitalia trovano spazio:

  1. le somme da pagare, con il dettaglio dei costi per i versamenti effettuati sia entro sia oltre i 60 giorni dalla notifica;
  2. tutti i canali e le modalità a disposizione per effettuare il pagamento e ricalcolare l’importo dovuto in caso di versamento oltre il termine di 60 giorni dalla notifica;
  3. la rateizzazione con piano ordinario o straordinario;
  4. la sospensione legale della riscossione;
  5. il ricorso con i motivi e i termini per ricorrere nel caso in cui si contestino vizi che riguardano esclusivamente l'attività dell'Agenzia delle entrate;
  6. i canali di contatto per chiedere informazioni e chiarimenti;
  7. tutti gli sportelli della provincia di competenza del contribuente;
  8. il riferimento del responsabile del procedimento di emissione e notifica della cartella.

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