Paypal, Postepay e carte prepagate. I controlli sempre più rigidi Agenzia Entrate

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Paypal, il conto è controllato dall'Agenzia delle entrate? E la Postepay quando viene controllata dal fisco? Limiti delle verifiche e rischi.

Paypal, Postepay e carte prepagate. I co

Carte prepagate controllate dall'Agenzia delle entrate

Non esistono paradisi fiscali all'italiana. L'Agenzia delle entrate ha infatti un grande potere di controllo e di ispezioni dei conti correnti. Riesce ad andare in profondità di tutti i movimenti effettuati, in entrata in uscita, e se qualche operazione risulta anomala, ecco che scatta il sospetto dell'evasione fiscale. Ma adesso vogliamo scoprire se questa capacità di spiare nei conti correnti vale anche per il conto Paypal, per la carta Postepay e più in generale per le carte prepagate, anche anonime.

Fino a poco tempo fa erano infatti ritenute porti sicuri su cui difficilmente il fisco avrebbe allungato lo sguardo a caccia di irregolarità. Ma le cose stanno veramente così?

Paypal 2019, il conto è controllato dall'Agenzia delle entrate?

Non ci sono dubbi perché sulla questione l'Agenzia delle entrate ha sottoscritto un accordo ben preciso. O meglio, lo ho fatto Paypal con oltre 90 Stati, tra cui l'Italia, e prevede appunto la facoltà per il fisco di sapere quanti soldi ci sono. Non si tratta naturalmente di un'attività finalizzata banalmente a conoscere i guadagni dei contribuenti, ma di andare a caccia di evasori. E lo strumento utilizzato è l'Anagrafe dei conti correnti (o Archivio dei rapporti finanziari) a cui gli stessi istituti di credito comunicano i movimenti di denaro.

Se sono superiori alle soglie d'allarme (o se sono ripetute con regolarità nel tempo), ecco che l'Agenzia delle entrate può decidere di vederci chiaro e chiedere chiarimenti. Insomma, chi crede che depositano o facendo depositare somme di denaro sul conto Paypal permette di evitare i controlli del fisco commette un grave errore.

Postepay 2019, quando viene controllata dall'Agenzia delle entrate

Lo stesso ragionamento può essere applicato alle carte Postepay, di cui esistono tante versioni come Postepay Standard, Postepay Evolution, MyPostepay, Postepay Inps Card, Postepay Junior. Non solo, ma a differenza di Paypal che è un conto straniero, nel caso di Postepay, la società di emissione è italiana ovvero Poste. L'Anagrafe dei conti correnti ha dunque maggiore facilità di arricchimento con le informazioni sui flussi di denaro.

Con una precisazione e un corollario. I controlli non possono spingersi di oltre 5 anni e il contribuente è eventualmente chiamato a dichiarare le somme ricevute ovvero a pagare le tasse richieste. A meno che si riceve un prestito, la vincita al gioco, un risarcimento danni, una donazione, un regalo in denaro o la somma pattuita per aver venduto un oggetto usato.

Carte prepagate 2019 controllate dall'Agenzia delle entrate

Infine, anche se la Postepay è tra le più diffuse e cercate in Italia, anche per tutte altre carte prepagate vale lo stesso concetto: l'Agenzia delle entrate può venire in possesso delle modalità di utilizzo e dunque di effettuare controlli e verifiche. Anche perché poi, al pari di un conto corrente si tratta di un deposito bancario (o postale nel caso di Postepay), con la sola differenza che viene alimentata della somma via via necessaria per effettuare le spese necessarie. E si badi bene, anche le cosiddette carte prepagate anonime subiscono lo stesso trattamento.

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