Pignoramento evasione fiscale, cambia tutto con nuova importante sentenza Cassazione

di Marianna Quatraro pubblicato il
Pignoramento evasione fiscale, cambia tu

Pignoramenti: tutti illegittimi da Agenzia Entrate

La recentissima sentenza della Cassazione sui pignoramenti dell'Agenzia delle entrate è da legare al decreto fiscale. e' certamente una sentenza che potrebbe essere molto importante per tutti.

C'è un filo sottile che lega la recentissima sentenza della Cassazione sui pignoramenti dell'Agenzia delle entrate e le nuove regole sulla rottamazione delle cartelle.

Succede infatti che i giudici hanno stabilito che l'atto esecutivo con cui viene stabilito il prelievo dei conti correnti di stipendi e pensioni è illegittimo se le indicazioni inserite sono generiche, come nella maggior parte dei casi.

In buona sostanza, occorre che siano specificati tutti i dettagli e non, come evidentemente da prassi, limitarsi all'inserimento di informazioni di massima.

Si tratta di un passaggio fondamentale che, da adesso in poi, rappresenta una delle carte più valide a favore dei contribuenti debitori per proporre opposizione.

Le altre sono come al solito l'avvenuto pagamento nelle more della notifica del pignoramento, l'esistenza di diritti di terzi sui beni pignorati come nel caso di un conto cointestato, la mancata notifica del titolo esecutivo o del precetto, la non corretta quantificazione delle somme dovute, la non corretta quantificazione delle somme da pignorare, come nel caso di uno stipendio pignorato oltre i limiti di legge.

Si ricorda che il pignoramento è pari a un quinto se la busta paga è superiore a 5.000 euro, a un settimo se è compresa tra 2.501 e 5.000 euro e a un decimo se è inferiore a 2.500 euro. In buona sostanza, maggiore è lo stipendio e maggiore è la percentuale che può essere prelevata.

Cosa è cambiato con il decreto fiscale

Anche alla luce di questa novità il decreto sulla rottamazione delle cartelle ha subito alcuni significativi ritocchi. Basti pensare al via libera alla possibilità di aderire alla sanatoria anche a tutti coloro che hanno ricevuto una cartella esattoriale dal 2000 al 2016, ma non avevano fatto domanda per rientrare nella rottamazione prevista dal decreto dello scorso anno.

Non solo ma in vista della legge della manovra di fine anno e dunque dal 2020, c'è anche l'ipotesi di rendere strutturale la rottamazione della cartelle o comunque di prevdere una periodicità fissa. Vanno definiti tutti i contorni e non è affatto detto che questa opzione possa vedere la luce. Già agli albori, la discussione è diventata un terreno di scontro.

Pignoramento e regole aggiornate 2019

Sulla base delle norma 2019 aggiornate, il pignoramento viene eseguito dall’ufficiale della riscossione il verbale del pignoramento notificato al debitore con consegna di copia del verbale. In ogni caso non può essere eseguito prima che decorrano 60 giorni dalla notificazione della cartella di pagamento e perde efficacia trascorsi 200 giorni senza l'effettuazione del primo incanto.

Infine, la custodia di titoli di credito o dagli oggetti preziosi (tutti i beni differenti dai contanti) è nelle mani del debitore o, in alternativa, del Comune con il concessionario non può essere nominato custode ma può disporre della sostituzione del custode. E ricordando che l'agente della riscossione può fare riferimento agli uomini della Guardia di finanza per eseguire il pignoramento, nella scelta dei beni da occorre preferire i contante, gli oggetti preziosi ei titoli di credito.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sui diritti per i lavoratori per rimanere aggiornato su tutte le novità:
Seguici su Facebook, clicca su "Mi Piace":