Prelievo massimo di contanti in banca con nuove regole 2019. Importi e controlli

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Prelievo massimo di contanti in banca co

Prelievo massimo di contanti in banca

Ecco come funzionano i controlli dell'Agenzia delle entrate, i nuovi limiti al prelievo di contanti in banca e i soggetti a rischio con le nuove norme 2019.

Si fanno sempre più stretti i controlli sull'utilizzo dei contanti e sui prelievi in banca. Cambiamento delle soglie massime e controlli dell'Agenzia delle entrate viaggiano di pari passo perché da una parte le nuove regole 2019 fissano un nuovo limite da rispettare e dall'altra gli istituti di credito (ma anche le banche) sono tenute a segnalare tutti i movimenti anomali in tempo praticamente reale.

Alla base di questo inasprimento delle misure c'è il tentativo di assestare una spallata all'evasione fiscale, piccola e grande, e che si inserisce in un programma più ampio che comprende anche l'introduzione della Superanagrafe dei conti correnti 2019, più nota come Risparmiometro, lo strumento con cui Guardia di finanza e Agenzia delle entrate tengono sotto controllo l'andamento del conto corrente: se le spese aumentano ma il saldo non diminuisce scatta il sospetto che il contribuente possa nascondere guadagni al fisco.

Prelievo in banca: nuovi limiti con leggi 2019

Innanzitutto facciamo presente come le nuove regole siano già entrate in vigore. Dal primo settembre banche, Poste e i vari istituto di pagamento e di moneta elettronica hanno l'obbligo di segnalare i movimenti nei conti correnti dei contribuenti. I dati finiscono in una immensa banca dati regolata da un algoritmo che segnala ad Agenzia delle entrate e Guardia di finanza le anomalie ovvero il mancato rispetto della normativa. Che parla chiaro: la nuova soglia da non superare nel prelievo dei contanti è di 10.000 euro al mese.

E guai a cercare di fare i furbi ovvero a dividere in maniera artificiosa questa somma (10 prelievi da 1.000 euro ciascuno, ad esempio) perché la campanella dell'alert suonerà lo stesso negli uffici del fisco con successiva attivazione dei controlli. Il nuovo limite al prelievo massimo 2019 di contanti in banca si affianca alla soglia da non superare nell'utilizzo dei contanti.

Pagamenti in contati, limite massimo 2019

Se ammonta a 10.000 euro il tetto massimo da non superare nel caso dei prelievi in banca, il contribuenti non può effettuare pagamenti in contanti per cifre superiore a 3.000 euro. Deve quindi fare ricorso a strumenti tracciabili, come il bonifico bancario o l'assegno. L'eccezione è rappresentata dal trattamento riservate alle imprese, per cui i limiti da rispettare sono di 1.000 euro al giorno e di 5.000 euro al mese nel caso di prelievi dal conto corrente aziendale.

L'obiettivo è naturalmente quello di evitare possibili pagamenti "in nero" a dipendenti e collaboratori. Questa azione si inserisce nel piano di controlli contro evasione fiscale 2019-2020 con la Superanagrafe conti correnti.

Controlli incrociati con Superanagrafe conti correnti, come funzionano

Sotto osservazione finisce praticamente tutto: conti correnti e conti deposito (il saldo contabile d'inizio e fine anno insieme all'importo totale di addebiti e accrediti nel corso dell'anno), carte di credito e carte di debito (l'utilizzo del plafond di spesa, l'importo complessivo degli acquisti effettuati e quello delle ricariche o delle carte acquistate), deposito titoli (il controvalore dei titoli rilevato alla fine dell'anno di riferimento e del precedente, l'importo totale degli acquisti di titoli, fondi effettuati e disinvestimenti), fondi comuni di investimento (il totale del contratto di gestione, l'importo finale delle sottoscrizioni di quote nell'anno e dei rimborsi).

Dal punto di vista operativo, i controlli sul conto corrente prendono innanzitutto le mosse dalla classica azione diretta dell'Agenzia delle entrate sui versamenti di contanti sul conto o sui bonifici ricevuti del contribuente singolo o dell'impresa. Oppure, in base alle novità introdotte nel 2019, tengono conto delle segnalazioni di prelievi e versamenti fatte dalla banca, dalle Poste o di vari istituto di pagamento e di moneta elettronica alla Unità di informazione finanziaria per l'Italia se superano i tetti di prelievo massimo e dunque:

  1. 10.000 euro al mese per i contribuenti singoli
  2. 5.000 euro al mese per le aziende

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