Problemi di leggi e proroga Pos obbligatorio e fattura elettronica partita iva forfettari

di Marianna Quatraro pubblicato il
Problemi di leggi e proroga Pos obbligat

Pos fattura elettronica partita iva forfettari problemi

Quali sono problemi e richieste di modifiche per avvio di obbligo di pagamenti con pos ed emissione fatture elettroniche per forfettari

Si preparano a debuttare due importanti nuovi adempimenti fiscali per professionisti e lavoratori autonomi, dall’uso del pos obbligatorio per tutti al debutto dell’obbligo di emissione di fattura elettronica anche per i titolari di partita Iva forfettaria. 

Come spesso avviene in Italia, però, il debutto delle due novità è accompagnato da una serie di problemi, incertezze e dubbi che hanno portato a diverse richieste di chiarimenti e proroga. Vediamo allora quali sono i problemi di legge relativi a debutto del pos obbligatorio per tutti e della fatturazione elettronica per forfettari.

  • Problemi Pos obbligatorio al via
  • Fattura elettronica partita iva forfettari tra proroga e problemi 

Problemi Pos obbligatorio al via

Da domani 30 giugno scatta l’obbligo di accettare pagamenti con pos per tutti coloro che esercitano attività di qualsiasi natura, da commercianti a liberi professionisti e le ultime notizie confermano l’anticipo dal primo gennaio 2023 al 30 giugno 2022 dell’applicazione delle sanzioni per chi che effettua attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali e non accetta i pagamenti con carte elettroniche Pos.

Dunque, da domani per chi non accetta pagamenti elettronici con Pos scatterà una sanzione di 30 euro più un aumento del 4% del valore dell’operazione rifiutata.

Hanno l’obbligo di dotarsi di Pos per permettere pagamenti con carte le seguenti categorie di persone:

  • commercianti e artigiani;
  • titolari di attività di ristorazione;
  • professionisti che esercitano in proprio e hanno un rapporto diretto con il cliente (ad esempio: avvocati, notai, commercialisti, medici);
  • tassisti;
  • venditori ambulanti;
  • attività ricettive come hotel e B&B;
  • agriturismi.

L’unico caso in cui, secondo quanto stabilito dalla legge, commercianti e professionisti possono non accettare carte per pagamenti con pos è quello in cui dovessero sussistere problemi di linea che rendono impossibile l’uso del pos.

Tuttavia, il pos obbligatorio per tutti è accompagnato da una serie di criticità sottolineate da esercenti e professionisti soprattutto sui costi sia per dotarsi del pos e sia per le percentuali trattenute sulle transazioni. 

Il governo sembra, però, essere già intervenuto su alcuni problemi sottolineati, prima eliminando le commissioni per le transazioni inferiori ai 5 euro e poi sui costi di aggiornamento delle apparecchiature.

E’ stato, infatti, definito un credito di imposta del 30% sulle commissioni per i pagamenti con Pos e sono stati stanziati fondi anche per incentivare acquisto o noleggio dei Pos elettronici. Chi acquista, infatti, un Pos entro domani 30 giugno e ha ricavi inferiori ai 200mila euro può un credito di imposta di massimo 160 euro per la copertura del 70% delle spese per il convenzionamento e per il collegamento tecnico tra Pos registratore di cassa.

La percentuale si riduce al 40% per importi sempre fino ad un massimo di 160 euro per chi ha ricavi sotto il milione di euro e al 10% per chi ha ricavi fra 1 e 5 milioni.

In ogni caso e nonostante gli interventi del governo, la legge sul pos obbligatorio per tutti presenta diverse falle. Innanzitutto, su una persona che effettua un acquisto vedere rifiutarsi il pagamento con carta può segnalare l’irregolarità alla Guardia di Finanza o all’Agenzia delle Entrate che faranno scattare verifiche approfondimenti.

Ciò significa che il consumatore non può ottenere ciò che vuole subito ma deve comunque dare avvio ad una azione che comunque richiede del tempo prima di arrivare ad eventuali sanzioni per l’esercente.

Inoltre, come spiegato, le agevolazioni per commercianti, esercenti e professionisti che devono dotarsi di pos sono in scadenza per cui chi decide anche solo il primo luglio di acquistarlo o noleggiarlo non potrà già più goderne. 

Fattura elettronica partita iva forfettari tra proroga e problemi 

Anche il debutto dell’emissione di fattura elettronica per titolari di Partita Iva forfettaria porta con sé una serie di problemi sottolineati da commercialisti e Confcommercio. Mentre, infatti, dal primo luglio i forfettari si preparano all’emissione di fatture elettroniche, per lo stesso avvio dell’obbligo è stata richiesta una proroga per diversi motivi, a partire dal debutto del nuovo adempimento da metà anno fiscale.

Secondo commercialisti e Confcommercio, l’obbligo di emissione di fatture elettroniche per forfettari dovrebbe scattare dal prossimo primo gennaio 2023, vale a dire a inizio del prossimo anno fiscale, in modo da non avere, come si rischierebbe ora, metà delle fatture cartacea dell’anno fiscale e metà in formato elettronico, cosa che potrebbe creare un gran caos. 

C’è poi la scelta del servizio di fatturazione elettronica da scegliere, alcuni dei quali implicano costi e di cui in tanti devono imparare il funzionamento. In tal senso i problemi sono relativi perché in ogni caso, anche se l’obbligo di avvio di emissione di fattura elettronica fosse rimandato, comunque per alcuni servizi di fatturazione elettronica sono previsti costi. 

In merito alla richiesta di proroga al 31 dicembre 2022 del debutto dell’obbligo di emissione di fatturazione elettronica per chi ha partita Iva forfettaria, al momento non è arrivata alcuna risposta ma, come spesso accaduto, non si esclude che possa essere anche approvata proprio in questi giorni.