Quanto guadagno ora dopo aumento stipendi nei prossimi mesi del 2022 e cosa succede nel 2023

di Marianna Quatraro pubblicato il
Quanto guadagno ora dopo aumento stipend

Quanto guadagno ora dopo aumento stipendi 2023

Come cambiano e aumentano gli stipendi ora e il prossimo anno 2023: misura già approvate e prospettive incerte per il futuro

Quanto guadagno ora dopo aumento stipendi nei prossimi mesi del 2022 e cosa succede nel 2023? L’approvazione ufficiale del Decreto aiuti bis ha deluso le aspettative di quanti attendevano fiduciosi e speranzosi la proroga del bonus di 200 ancora fino alla fine dell’anno, da agosto a dicembre, prevedendo come misura di aumento degli stipendi una decontribuzione.

Si tratta di un meccanismo di calcolo fiscale che riduce l’importo delle tasse da pagare aumentando, di conseguenza, il netto in busta paga. Secondo le stime, gli aumenti sarebbero decisamente più bassi rispetto ai 200 euro attesi con il bonus. Vediamo cosa cambia per gli stipendi dei lavoratori italiani ora e nel 2023.

  • Quanto si guadagna ora con novità stipendi prossimi mesi nel 2023
  • Come cambieranno gli stipendi nel 2023

Quanto si guadagna ora con novità stipendi prossimi mesi nel 2023

Per chi si chiedesse come cambieranno gli stipendi dopo l’approvazione del Decreto Aiuti bis e di quanto aumenteranno gli stipendi nei prossimi mesi fino alla fine del 2022, è bene che sappia che dal mese di ottobre presumibilmente vedrà qualche decina di euro in più in busta paga. E si tratta di aumenti, bassi, ma nemmeno per tutti i lavoratori italiani.

Ora, infatti, l’aumento degli stipendi riguarda i lavoratori dipendenti con redditi annui entro i 35mila euro ed è, come anticipato, di qualche decina di euro tra decontribuzione, detassazione welfare, e qualche aumento contrattuale in vista.

La decontribuzione, dopo il Decreto aiuti bis ufficiale, sale dell'1,2% dallo 0,8% per una percentuale complessiva del 2% e portando aumenti variabili in busta paga a seconda dell’importo di stipendio che si percepisce.

Per esempio, chi prende uno di mille euro avrà un aumento di circa 20 euro, per uno stipendio di circa 1.300 euro, l’aumento sarà di circa 30 euro e così via fino a stipendi di 2.600 euro circa. Chi percepisce stipendi da 2.700 euro in su, superando la soglia dei 35mila euro annui, non ha diritto ad alcun aumento perché su tali redditi non si applica la decontribuzione.

Per tutti, invece, influisce la detassazione welfare. Il decreto aiuti bis ha, infatti, previsto non solo la decontribuzione degli stipendi per aumentare gli importi netti mensili in busta paga ma anche la detassazione sulle misure welfare delle aziende, raddoppiando la soglia esentasse per i fringe benefit aziendali detassati da 258 a 516 euro, e prevedendo anche contributi riconosciuti dalle aziende ai lavoratori per il pagamento delle bollette di luce, gas e servizio idrico integrato, che non concorrono alla formazione del reddito.

Le voci del welfare aziendale da detassare per aumentare gli stipendi dei lavoratori sono:

  • buoni benzina e buoni pasto;
  • premio produttività;
  • autovetture ad uso promiscuo;
  • ulteriori beni e servizi. 

Dunque, tra decontribuzione al 2% e detassazione welfare, gli stipendi aumenteranno fino a dicembre tra 20 e 70-80 euro al mese. 

Come cambieranno gli stipendi nel 2023

Ciò che ci si chiede è cosa cambierà dal 2023, se resterà la decontribuzione, se le misure welfare saranno detassate per sempre, se ci sarà effettivamente una nuova revisione Irpef sui redditi, come ipotizzato nella riforma fiscale su cui aveva iniziato a lavorare il governo Draghi ancora in carica, o se sarà effettivamente introdotta una flat tax, come proposto dalla destra, al 23%, per tutti, famiglie e imprese, per ridurre l'oppressione fiscale, combattere l'evasione e aumentare le entrate dello Stato.

Al momento le previsioni per il futuro degli stipendi nel 2023 è decisamente incerto e forse, o meglio, sicuramente, qualcosa si capirà dopo l’estate, considerando che il 25 settembre sono in programma le nuove elezioni, per cui in base a programmi elettorali, vincitori e nuovo governo insediato si saprà quali saranno gli orientamenti per il prossimo anno per continuare ad adeguare gli stipendi all’attuale andamento di inflazioni e prezzi sempre più al rialzo.