Reddito di cittadinanza controllo conti correnti e titoli non si può fare

L'Istituto nazionale della previdenza sociale dichiara l'impossibilità di effettuare controlli sul patrimonio mobiliare dei richiedenti il reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza controllo conti

Reddito cittadinanza e privacy, difficoltà controlli


La partita del reddito di cittadinanza non può affatto considerarsi conclusa. Al netto delle indicazione fornite dal governo su importo, destinatari, requisiti e modalità per ottenere e spendere la somma prevista, ci sono alcuni dettagli procedurali da cui è impossibile scappare. Ci sono quelli relativi alla difficoltà dei controlli di conti correnti e titoli, ben ricordano che l'erogazione dell'importo è legato alla disponibilità di beni mobili e immobili. E ci sono quelli relativa all'impossibilità di verificare tutti i requisiti previsti perché le regole sulla privacy in Italia sono piuttosto severe e stringenti. I rischi di blocchi del reddito di cittadinanza e rinvii non sono affatto da escludere.

Conti correnti e titoli, controllo non si può fare

Essendo i tempi troppo stretti e alla luce delle tantissime incombenze prima di mettere in piedi il reddito di cittadinanza in tutta la sua complessità, l'Istituto nazionale della previdenza sociale ha ufficialmente manifestato la sua difficoltà. Anzi, la vera e propria impossibilità di effettuare controlli sul patrimonio mobiliare dei richiedenti il reddito di cittadinanza. Si tratta di conti correnti e titoli di Stati, azioni e buoni fruttiferi, quote in società e partecipazioni in società italiane o estere. Un'attività piuttosto certosina che avrebbe bisogno di un tempo maggiore prima di renderla esecutiva e soprattutto efficace. Basta non possedere uno solo dei requisiti previsti per non perdere il diritto al reddito di cittadinanza: Isee inferiore a 9.360 euro, seconda casa di valore non superiore a 30.000 euro e conto in banca non superiore a 6.000 euro. 
Diversi, invece, per un altro parametro fondamentale  ovvero i controlli che si possono fare sull'Isee da parte dell'INPS e Guardia di Finanza ma sempre complessi e sempre posteriori, dopo aver ottenuto il reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza e privacy, difficoltà nei controlli

Esistono poi dubbi sul consenso. I rilievi del Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, parlano chiaro e riferiscono di rischi sulla riservatezza dei dati personali. Viene cioè ritenuto non conforme al diritto dell'Unione europea il consenso scritto rilasciato da coloro che chiedono il reddito. Tutti i componenti maggiorenni della famiglia ammessa al reddito di cittadinanza sono chiamati a sottoscrivere un patto di lavoro. E poi, altro passaggio ritenuto critico, manifesta perplessità sul rischio che i consumi effettuati con la card elettronica sulla quale viene caricato il reddito di cittadinanza siano controllabili.

Il Garante riferisce testualmente che le legittime esigenze di verifica di eventuali abusi e comportamenti fraudolenti si traducono in una sorveglianza su larga scala, continua e capillare sugli utilizzatori della carta, determinando così un'intrusione sproporzionata e ingiustificata su ogni aspetto della vita privata degli interessati. In ogni caso, sulla carta prepagata non è presente alcun nominativo ma un numero seriale identificativo della famiglia destinataria dell'assegno. Il Garante per la protezione dei dati personali è un'autorità indipendente istituita dalla legge sulla privacy. L'attuale collegio presieduto da Antonello Soro è stato eletto dal Parlamento e fanno parte Augusta Iannini (vicepresidente), Licia Califano e Giovanna Bianchi Clerici.