Reddito di inclusione aumentano i destinatari subito e da luglio 2018

Il reddito di inclusione, Rei, la principale misura contro la povertà si estende a più persone attraverso due vie, nazionali e locali

Reddito di inclusione aumentano i destin

Reddito di inclusione: "Da luglio 2018 sarà a tutti gli effetti universale"


In due modi differenti aumenteranno i destinatari e i beneficiari, sia single che famiglie cosidette "povere" che potranno avere il reddito di inclusione (Rei). Ecco come.

Il reddito di inclusione diventerà una misura universale effettivamente dal Luglio 2018, anche se la strada per la copertura totale è ancora lunga. Interessante, però, in questo senso è l'accordo con la regione Toscana e altri simili con province e Comuni per estendere più velocemente il Rei, redditodi inclusione, appunto, a più persone e famiglie possibili in Toscana 1 su due

Rei e misure contro la povertà

​Il reddito di inclusione o Rei è finalmente legge ufficiale ed è in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale con un asumento dei beneficiari e dell'importo e cifra dell'assegno rispetto a quello iniziale. Ecco come fare domanda INPS e chi può farla

Dopo la firma ufficiale del provvedimento che dà finalmente il via al Rei 2017, nuovo reddito di inclusione contro la povertà, i dibattito sulle misure per contrastare l’indigenza continua senza sosta, alla luce di diversi punti critici emersi già con il nuovo Rei. Sono tantissimi ormai i poveri in Italia, ma sempre scarse le risorse economiche da destinare a piani di sostegno per queste persone, e le ultime notizie sul Rei che potrà effettivamente essere destinato solo a pochi ne è una dimostrazione. Bisognerebbe fare di più e non solo da un punto di vista di sostegni economici ma anche per quanto riguarda le politiche attive di reinserimento nel mondo del lavoro di chi oggi si ritrova a non avere un impiego.

Stando a quanto riportano le ultime notizie, nonostante appena entrato in vigore il nuovo Rei, reddito di inclusione 2017, sta creando non poche difficoltà, trattandosi di un sussidio che per la serie di requisiti che chiede di soddisfare alla fine varrà solo per pochi. E per molti non si tratta certo della migliore soluzione per combattere la povertà nel nostro Paese. Proprio per superare queste criticità è stato messo a punto un nuovo documento, Alleanza Povertà, con ulteriori proposte contro l'indigenza che potrebbero essere inserite nella prossima manovra finanziaria.

E proprio in virtù del fatto che il nuovo Rei sarà effettivamente per pochi, l’Alleanza propone di adottare un Piano Nazionale contro la povertà 2018-2020, che prosegua il percorso iniziato con l’introduzione del Rei, estendendolo a tutti gli indigenti, andando oltre i tanti requisiti al momento richiesti, e sostenendone l’attuazione a livello locale. Per il nuovo Piano contro la povertà dell’Alleanza, però, il nodo da sciogliere resterebbe sempre quello delle risorse, poche al momento quelle disponibili e di circa 5,1 miliardi di euro in più rispetto ad oggi richiesti a regime nel 2020. Secondo l’Alleanza solo con maggiori risorse economiche a disposizione si potrà effettivamente fare qualcosa per sostenere coloro che oggi si ritrovano a vivere in condizioni di grosse difficoltà economiche e prevedere nuovi piani di inclusione sociale.

Rei reddito di inclusione, domanda e requisiti

Il Rei reddito di inclusione 2017, come detto, ha un valore compreso tra i 190 euro e i 485 euro massimi in caso di famiglie numerose e vale per una durata massima di 18 mesi. Al termine di questo periodo, però, si potrà nuovamente richiedere ma per farlo bisognerà aspettare almeno 6 mesi dall’ultima erogazione. Per richiedere il nuovo reddito di inclusione bisognerà soddisfare determinati requisiti che, come riportano le ultime notizie, prevedono:

  1. essere cittadini italiani o comunitari, o familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza in uno Stato membro;
  2. avere un reddito Isee di 6mila euro;
  3. presenza di figli minori, disabili in famiglia, o disoccupati;
  4. nuclei familiari monogenitoriali, come madre single;
  5. obbligo di mandare a scuola i propri figli;
  6. nel caso di cittadini extracomunitari, avere regolare permesso di soggiorno;
  7. essere titolari di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria) e residenti in Italia da almeno due anni;
  8. impegnarsi nella ricerca attiva di un nuovo lavoro o frequentare corsi di formazione sempre volti al reinserimento del richiedente il Rei nel mondo occupazionale.

Non possono, invece, presentare domanda di richiesta per avere il nuovo reddito di inclusione i nuclei familiari in cui vi sia un componente che usufruisce di qualsiasi altro ammortizzatore sociale, come la Naspi, o che nei due anni precedenti la domanda abbiano acquistato una nuova auto, o moto o barche. La domanda per ottenere il nuovo reddito di inclusione dovrà essere presentata presso i punti per l'accesso al Rei, che saranno definiti dai singoli Comuni e gli stessi enti, entro 10 giorni, dovranno inviare la richiesta all'Inps, che entro i 5 giorni successivi verificherà i requisiti del richiedente, riconoscendo il beneficio in caso di esito positivo. Il Rei sarà erogato dai Comuni con i quali i cittadini si impegneranno a rispettare l'impegno di ricerca di un nuovo lavoro.

Svolta a  Luglio 2018 e anche subito

Il reddito di inclusione (Rei) avrà una svolta ulteriore da Luglio 2018, con le nuove risorse date dalla finanziaria che porteranno ad un aumento del budget disponibile deciso dell'attuale esecutivo uscente che porterà dalle attuali 1,8 milioni di persone e 500mila famiglie ad una copertura potenziale per 700mila famiglie e circa 2,5 milioni di persone.

Le risorse stanziate non sono state il miliardo che doveva essere inserito ogni in aggiunto nella legge di bilancio, ma c'è stato un aumento. E così, nel piano programmatico, dovrà essere ogni anno.
Tra l'altro si muovono le cose anche a livello regionale, ad esempio in Toscana, dove grazie ad un accordo tra Regione-Stato, il numero delle famiglie che potranno avere il Rei sarà maggiore, un beneficiario su due almeno secondo gli annunci. E tali accordi sembra ci saranno con diverse altre regioni, ma anche Comuni e Province.

La cosa importante è monitorare il sito del proprio Comune e Regione o Provincia per sapere se ci sarà un ampliameto o chiedere direttamente ai Caf. Noi ovviamente da parte nostra continuremo con i nostri aggiornamenti a riguardo.