Riforma fiscale 2022-2023 con modifiche tasse, catasto case e nuove regole partite iva ad un punto di svolta

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Riforma fiscale 2022-2023 con modifiche

Punto di svolta per la nuova riforma fiscale 2022-2023 e modifiche tasse: rinviata settembre o bloccata in base a prossimi lavori politici

Slitta l'approvazione della delega fiscale in Senato per la manca di accordo e la riforma fiscale 2022-2023 slitta a settembre. Restano, dunque, ancora in forse e in ballo le novità su cui si era iniziato a lavorare tra modifiche tasse, riforma del catasto e novità per partite Iva. Vediamo qual è la situazione aggiornata sulla riforma fiscale 2022-2023 con modifiche tasse, catasto case e nuove regole partite iva ad un punto di svolta?

  • Riforma fiscale 2022-2023 con modifiche tasse, catasto e novità partite iva nuovi tempi e rischi
  • Riforma fiscale e misure previste tra revisione, riforma catasto e novità partite Iva

Riforma fiscale 2022-2023 con modifiche tasse, catasto e novità partite iva nuovi tempi e rischi

Stando a quanto riportano le ultime notizie, mancando l’accordo sulla delega fiscale in Senato, tutto sulla riforma fiscale è stato rinviato al prossimo al 6 settembre quando potrebbe essere convocata una nuova capigruppo.

Se sarà confermato l’appuntamento di settembre, allora le misure e novità fiscali finora discusse e messe a punto continueranno ad andare avanti fino all’approvazione finale.

In caso contrario, vale a dire se a settembre non si riprenderanno i lavori sulla delega fiscale, allora tutto rischia di bloccarsi, in vista delle nuove elezioni di settembre e dell’insediamento del nuovo governo che potrebbe rimandare la definizione di una riforma fiscale 2023 al prossimo anno. 

Riforma fiscale e misure previste tra revisione, riforma catasto e novità partite Iva

Con lo slittamento della delega fiscale e le incertezze sui tempi di effettiva approvazione delle novità, tutte le misure e modifiche finora definite rischiano di slittare del tutto, dalla ulteriore revisione dell’Irpef sui redditi da lavoro, dopo le aliquote già riviste quest’anno 2022 e passate da cinque a quattro, al graduale superamento dell’Irap, Imposta regionale sulle attività produttive, alla revisione delle aliquote di tassazione su Bot, Btp, obbligazioni, azioni, con possibile introduzione di due aliquote sui redditi da capitale del 15% e del 26% e di un'aliquota proporzionale unica al 23%, nonché delle addizionali comunali e regionali Irpef.

Incerta e a rischio potrebbe essere anche la riforma del catasto, nonchè le novità per partita Iva per modificare la soglia del limite reddituale per il passaggio dei titolari di partita Iva da regime agevolato forfettario a regime ordinario. 

Secondo le leggi in vigore, possono usufruire del regime agevolato forfettario tutti coloro che hanno ricavi entro i 65mila euro annui. Se si supera la soglia dei 65mila euro di ricavi all’anno, i titolari di partita iva escono dal regime forfettario per passare al regime ordinario della partita Iva normale.

Con la riforma fiscale 2023, si era pensato per chi superasse i 65mila euro di beneficiare per ulteriori altri due anni dell’imposta agevolata al 15% prima di passare al regime ordinario di tassazione.

Ciò significa che per le partite Iva forfettarie il passaggio al regime ordinario non avverrebbe subito ma dopo due anni e si lavorava alla nuova soglia reddituale. La legge oggi stabilisce, come detto, il passaggio da regime agevolato a regime ordinario per partite Iva se si superano i 65mila euro di guadagni annui ma si parlava di aumentare tale soglia, portandola a 85mila ma forse anche a 100mila euro.

Potrebbero essere rinviate o bloccate anche le novità relative a pagamenti di tasse e acconti, con il nuovo metodo di calcolo di acconti per il versamento dell’Irpef, mantenendo l'attuale sistema di calcolo del saldo e degli acconti anche previsionale ma insieme ad una progressiva mensilizzazione del pagamento sia degli acconti e sia dei saldi per dare ai contribuenti la possibilità di effettuare i pagamenti degli acconti in più rate mensili e avere maggiore liquidità a disposizione.