Riordino detrazioni fiscali bonus tasse redditi casa
Come si preparano a cambiare quest’anno detrazioni fiscali, bonus e tasse: misure allo studio con prossima riforma fiscale 2023
Il prossimo impegno del governo è la definizione di una riforma fiscale 2023 che, stando a quanto riportano le ultime notizie, sarebbe già a buon punto, considerando che se ne attende la presentazione già nel mese di marzo e con diverse novità al vaglio è già trapelate tra riordino detrazioni fiscali, bonus, tasse redditi e casa nel 2023.
Tra le importanti novità fiscali su cui si sta concentrando il lavoro del governo c’è il riordino di detrazioni fiscali e bonus, come del resto già annunciato sin dal suo insediamento. Dopo aver confermato la proroga dei bonus edilizi, che inizialmente si volevano rivedere, e le modifiche per il superbonus al 110% passato al 90%, l’idea è quella di una revisione delle detrazioni fiscali con contestuale revisione delle fasce di reddito per accedervi.
Ora sono, infatti, previste progressive riduzioni delle detrazioni per i redditi tra i 120 e i 240 mila euro fino all’azzeramento totale delle detrazioni e l’intenzione del governo è quella di allargare la riduzione ad altre fasce di reddito.
Il governo Meloni starebbe, infatti, pensando di ridurre le agevolazioni non solo ai redditi compresi tra i 120 e 240 mila ma anche alle altre fasce di reddito, con le sole eccezioni di spese sanitarie e spese per le ristrutturazioni edilizie.
Nel 2023 si preparano a cambiare le tasse sui redditi per effetto della nuova riforma fiscale: si dovrebbe partire da una revisione delle aliquote Irpef, riducendole dalle attuali quattro a tre, per arrivare ad una tassazione uguale per tutti, lavoratori dipendenti, pensionati e lavoratori autonomi e liberi professionisti con estensione della flat tax al 15% a tutti.
Le quattro aliquote Irpef attualmente previste in base agli scaglioni di reddito stabilite dall’ex governo Draghi sono le seguenti:
Il governo Meloni sembrerebbe intenzionato a ridurre ancora le aliquote Irpef, portandole a tre che potrebbero essere del 23%, 27% e al 43%. Si ipotizza che le nuove aliquote per fasce di reddito potrebbero essere così divise:
C’è poi il capitolo estensione della flat tax a lavoratori dipendenti e pensionati, con aliquota piatta al 15% non solo dunque per lavoratori autonomi e professionisti con partita Iva forfettaria. Con particolare riferimento alla flat tax, è già stata alzata la soglia di reddito per rientrare nel regime fiscale forfettario con aliquota al 15% portandola da 65mila a 85mila euro e l’intenzione è di estendere la flat tax a tutti i lavoratori e pensionati italiani, fino a rendere le tasse uguali per tutti.
In un primo momento, probabilmente la flat tax al 15% per tutti potrebbe essere per il primo scaglione di reddito, cosa che porterebbe alla cancellazione della no tax area, che oggi permette di non pagare le tasse a pensionati con un reddito fino a 8.500 euro, a lavoratori dipendenti con reddito fino a 8.174 euro e agli autonomi con reddito fino a 5.500 euro, per poi diventare aliquota unica di pagamento delle tasse sui redditi.
Nessuna novità dovrebbe, invece, essere in arrivo per le tasse sulla casa nel 2023. Nella nuova riforma fiscale non dovrebbe, infatti, trovare spazio alcuna nuova revisione del Catasto, come si era ipotizzato, piano in realtà già avviato dall’ex governo Draghi ma che per il momento non sarà ripresa.
Per il governo Meloni, rivedere il catasto con eventuali contestuali novità per tasse sulla casa non è una necessità urgente né una priorità.