Roventini, M5S: pace fiscale e flat tax sono follia economica della Lega. Ecco i motivi

Il docente dell'Istituto di Economia della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa va giù pesante allo schema immaginato dalla Lega, finito nel contratto di governo con il Movimento 5 Stelle.

Roventini, M5S: pace fiscale e flat tax

Andrea Roventini, ex ministro designato


Chissà se questa presa di posizione rappresenterà solo un caso isolato oppure si tratterà di un pericoloso precedente. Di certo c'è che le parole del designato ministro del Movimento 5 Stelle (era stato inserito nella squadra di governo in campagna elettorale) vanno in netto contrasto con due dei capisaldi della Lega ovvero l'alleato a Palazzo Chigi. Per Andrea Roventini il combinato disposto tra flat tax e pace fiscale non può che essere deleterio per i conti dello Stato e per gli equilibri sociali. Anzi, per dirla con le sue parole, da una parte non produce quella crescita di cui abbiamo disperatamente bisogno e dall'altra aumenta le disuguaglianze, ben più di quelle attuali.

No alla flat tax e alla pace fiscale

Il docente dell'Istituto di Economia della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa va giù pesante allo schema immaginato dalla Lega, finito nel contratto di governo concordato con il Movimento 5 Stelle. A suo dire si tratta infatti di una vera e propria follia economica che sarà pagata a caro prezzo. A conti fatti, le entrate nei forzieri statali sarebbero destinate a calare. E poi, suggerisce, meglio chiamare le cose con il proprio nome: la pace fiscale non sarebbe altro che un condono a favore dei contribuenti della prese con cartelle inferiori a 100.000 euro. E, si sa, provvedimenti di questo tipo non sono accettati all'unanimità perché considerati iniqui da parte di chi ha sempre pagato tasse e debiti.

Andrea Roventini non crede alla flat tax, che in realtà è un dual tax ovvero l'applicazione di due sole aliquote (più basse rispetto a quelle adesso in vigore) nel segno della semplificazione e della convinzione sul concetto di "pagare meno, pagare tutti". Anche perché, ci tiene a far presente, una revisione del sistema fiscale di questa portata finirebbe per favorire le piccole imprese e non i dipendenti. Quest'ultimi pagano le tasse direttamente in busta paga. In realtà, è la stessa Lega che si rivolge proprio agli imprenditori piccoli e grandi, e al momento del liberi professionisti, nell'immaginare lo schema della cosiddetta tassa piatta.

Uscire dall'euro: sì o no?

E anche se nelle ultime notizie questa eventualità è stata esclusa, per il professore l'uscita dalla moneta unica sarebbe un'azione da irresponsabili. A detta di Roventini, le priorità dovrebbero essere ben altre, come la riforma del fondo Esm (il Meccanismo europeo di stabilità ovvero il fondo salva-Stati) e, più in generale, su quelle proposte concrete da discutere ai tavoli. Secondo Roventini l'Italia deve sfruttare l'occasione delle trattative con l'Unione europea per cooperare con gli altri partner e sedersi ai tavoli per la riforma della zona euro. Ma non decisioni unilaterali di improvviso abbandono del sistema della moneta unica.

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