Scadenze casa tasse e affitti proroga per coronavirus. Nuove date, come cambiano

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Scadenze casa tasse e affitti proroga pe

Nuove date affitti proroga per coronavirus

Il punto di riferimento Ŕ il decreto Cura Italia in cui il governo ha inserito tutti i provvedimento di sostegno alle famiglie e ai lavoratori, modificando anche le scadenze fiscale.

Lo sconvolgimento provocato dalla diffusione del coronavirus sta travolgendo il settore immobiliare anche dal punto di vista fiscale.

Le incertezze sono di due tipi: da una parte il pagamento delle imposte ovvero Imu e la Tasi e dell'altra l'affitto di case e uffici da parte di privati. L'Imu, si ricorda, è dovuta dai proprietari di tutte le abitazioni diverse dalla prima (a meno che non sia di lusso o un castello) mentre la Tasi è l'imposta sui servizi indivisibili (da versare ad esempio per finanziare la pulizia delle scale) ed è pagata in parte anche dagli inquilini.

Per quanto riguarda l'affitto di case e uffici da parte di privati, la questione è di carattere economico e richiama le stesse esigenze avvertite in altri comparti. In un periodo in cui i guadagni e i fatturati sono ridotti, è possibile accedere a facilitazioni e agevolazioni economiche?

Il punto di riferimento è il decreto Cura Italia in cui il governo ha inserito tutti i provvedimento di sostegno alle famiglie e ai lavoratori, modificando anche le scadenze fiscale. Vediamo insieme nel dettaglio

  • Coronavirus, scadenze casa tasse, come cambiano
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Coronavirus, scadenze casa tasse, come cambiano

Quali sono le novità in termini di scadenza nel pagamento delle tasse? Al netto della sospensione e del differimento dei termini di pagamento degli avvisi di accertamento, gli appuntamenti con Imu e Tasi rimangono per ora immutati.

Anzi, proprio nelle scorse ore è intervenuto il Ministero dell'Economia specificando che la prima rata da corrispondere per l'acconto 2020 di giugno è pari alla metà di quanto versato a titolo di Imu e Tasi per il 2019.

Un'altra precisazione riguarda il caso dell'immobile acquistato del primo semestre 2020 e la prima rata delle tasse sulla case. Come precisato dal dicastero di via XX Settembre, il contribuente non deve passare alla cassa poiché nel 2019 l'Imu non è stata versata per l'assenza del presupposto impositivo.

Nell'ipotesi in cui il contribuente ha venduto un immobile nel 2019 e acquistato nel 2020 un secondo nello stesso comune, l'acconto di giugno va comunque versato.

Nella prima circostanza il contribuente paga la prima rata per l'immobile venduto nel 2019, pari al 50% della somma del 2019 mentre non versa alcunché per quello acquistato nel 2020.

Nella seconda corrisponde l'acconto 2020 per l'immobile acquistato, calcolato sulla base dei mesi di possesso nel primo semestre del 2020 e tenendo conto dell'aliquota Imu 2019 mentre non versa nulla di Imu per l'immobile venduto nel 2019.

Nuove date affitti proroga per coronavirus

Le novità vanno quindi cercate altrove ovvero nella possibilità concessa ai lavoratori di accedere al credito d'imposta del 60% dell'ammontare del canone di affitto di negozi e botteghe per il solo mese di marzo.

Tuttavia sono esclusi i professionisti che svolgono l'attività pagando canoni d'affitto e hanno sospeso l'attività per le restrizioni in vigore.

Da segnalare anche lo stop alle rate della quota capitale dei mutui di regioni ed enti locali con l'obiettivo di liberare spesa corrente da destinare all'emergenza sul territorio. Si liberano così subito 700 milioni di euro.

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