Scontrino elettronico 2020, leggi in vigore ufficiali

di Marianna Quatraro pubblicato il
Scontrino elettronico 2020, leggi in vig

Scontrino elettronico 2020, leggi in vigore

Il 2020 è un anno di svolta per gli scontrini elettronici perché divengono obbligatori per tutti i negozi e non solo per quelli con elevato volume d'affari.

Dopo l'approvazione di legge di Bilancio, manovra finanziaria 2019-2020, decreto fiscale e milleproroghe che non ha previsto sospensioni e proroghe, la grande novità dello scontrino elettronico destinato gradualmente a scalzare lo scontrino cartaceo sta iniziando a prendere forma.

E il 2020 sarà certamente un anno fondamentale perché entrano in vigore nuove disposizioni che allargano la platea dei soggetti obbligati a fare riferimento a questo nuovo strumento. C'è però un altro aspetto fondamentale di cui tenere conto. Le leggi in vigore incidono non solo per chi è chiamato a emettere lo scontrino fiscale, dai negozianti agli artigiani, dai lavoratori autonomi ai commercianti.

Ma anche per gli stessi acquirenti e i cittadini. Insomma, come accade tutte le volte che c'è di mezzo una novità di questa portata, vantaggi e incertezze finiscono per equilibrarsi, almeno finché le leggi sullo scontrino elettronico 2020 entrano definitivamente a regime, magari con qualche correzione. Vediamo allora in questo articolo

  • Scontrino elettronico 2020 per tutti
  • Leggi scontrino elettronico 2020 in vigore ufficiali

Scontrino elettronico 2020 per tutti

Il 2020 è un anno di svolta per gli scontrini elettronici perché divengono obbligatori per tutti i negozi e non solo per quelli con un volume d'affari maggiore del tetto di 400.000 euro. In buona sostanza, tutti gli esercizi commerciali devono prendere confidenza con lo scontrino elettronico e capire di cosa si tratta.

In sostanza si tratta della memorizzazione digitale e della trasmissione telematica di scontrini all'Agenzia delle entrate che sostituisce quella cartacea.

Gli incassi sono inviati in maniera istantanea e in questo modo diventa possibile confrontare le vendite e confrontare l'va incassata e quella pagata. Il negozio comunica in maniera diretta e senza intermediari con il fisco e lo strumento fondamentale è il registratore di cassa per scontrino elettronico.

Quest'ultimo produce il cosiddetto documento commerciale che prende il posto di scontrini e ricevute fiscali. Dal punto di vista pratica, al suo interno non sono inseriti informazioni sui clienti, ma solo dati ben precisi.

Si tratta di cinque macrocategorie che devono essere obbligatoriamente presenti in tutti gli scontri elettronici emessi nel corso del 2020. In prima battuta sono ci tratta di data, ora di emissione e numero progressivo.

Quindi è fondamentale che siano indicati con estrema chiarezza e riconoscibilità ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome dell'emittente ovvero del negozio o del commerciante. Il terzo blocco di informazioni riguarda il numero di partita Iva dell'emittente e l'ubicazione dell'esercizio ovvero l'indirizzo completo.

Ecco quindi che, al pari di quanto in fondo si vede anche negli attuali scontrini cartacei, è indispensabile la descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi. Infine, ed è naturalmente una delle voci dirimenti, spazio all'ammontare del corrispettivo complessivo e di quello pagato.

Leggi scontrino elettronico 2020 in vigore ufficiali

C'è un altro aspetto importante di cui tenere conto: lo scontrino cartaceo può comunque essere utilizzato ma senza valore fiscale. In pratica non contiene dati sulla partita Iva del negozio o del venditore e serve solo come prova d'acquisto per successivi rimborsi o sostituzioni.

E se l'obbligo dello scontrino elettronico vale per tutti gli esercizi commerciali, compresi quelli che si occupano di cessioni di beni in locali aperti al pubblico mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio ovvero prestazione di servizi in locali aperti al pubblico, come alberghi, ristoranti, bar, parrucchieri, nonché falegnami e categorie di artigiani in rapporto diretto con il privato, ci sono anche alcune categorie che sono esonerate, oltre alle partite Iva con regime forfettario.

Si tratta di benzinai, ambulanti che vendono caldarroste, gelati, dolci, panini fuori dagli stadi, tabaccai e coloro che vendono beni soggetti a Monopolio di Stato, ombrellai, calzolai, arrotini, sarte, ricamatrici calzolai, notai, tassisti e Ncc, negozianti che vendono cartoline e souvenir, produttori agricoli.

Come ricordato, quello dello scontrino elettronico è un obbligo. Vuol dire che nel caso di violazione della normativa si va incontro a sanzioni pari al 100% dell'imposta relativa. Non solo, ma se nell'arco di cinque anni l'irregolarità viene reiterata è prevista la sospensione dell'attività.

Dal punto di vista tecnico ovvero del funzionamento dello scontrino elettronico, i negozianti devono dotarsi di un registratore telematico oppure adattare l'attuale registratore di cassa per consentire la memorizzazione e la trasmissione tutti i giorni dei dati dei corrispettivi in formato XML (delle dimensioni non superiori a 1 MB) all'Agenzia delle entrate.

Il registratore genera il file XML con i dati dei corrispettivi della giornata, appone il sigillo digitale e lo invia alle Entrate. Nel caso di scarto del file dei corrispettivi elettronici, ci sono 5 giorni di tempo per l'invio del file corretto.

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