Sigarette elettroniche: studio per capire se fanno meno male sigarette e benefici

Nuovi studi sui pro e contro delle sigarette elettroniche se fanno bene o male e aumento delle tasse e dei costi e dei prezzi con alcuni divieti decisi.

Sigarette elettroniche: studio per capir

Sigarette elettroniche: vendita vietata online sul Web


Ritornano al centro dell'attenzione le sigarette elettroniche eprchè costeranno di più con un aumento delle tasse e del blocco della vendita online, ma anche su novi studi scientifici che divono se fanno bene o male, mentre online i scatena la protesta organizzata per il 29 Novembre.

Sigarette elettroniche, nuovo studio se fanno più male o meno della sigaretta tradizionale

Non crediamo che sullo scontro-confronto sul rapporto tra sigarette elettroniche e salute verrà scritta la parola fine. C'è infatti chi ne esalta la totale innocuità e chi invece mette in guardia i consumatori, anche se in misura decisamente inferiore rispetto alle tradizionali sigarette di tabacco. La nuova puntata di questo dibattito senza esclusione di colpi passa adesso dallo studio di un gruppo di ricercato guidati da professor Riccardo Polosa, docente di medicina interna dell'Università di Catania, e pubblicato sulla rivista Scientific Report. La conclusione è lapidaria: nessun problema per le vie respiratorie e i polmoni anche nel caso di utilizzo quotidiano delle sigarette elettroniche. Si tratta di un punto a favore di produttori e consumatori, convinti (e rassicurati) che le cosiddette e-cig non fanno male. Resta da convincere i detrattori, secondo cui il problema principale sono le emissioni degli aerosol delle sigarette elettroniche. A quando la prossima replica?

Aumenti costi e prezzi sigarette elettroniche e tassazione ulteriore

Un po' a sorpresa perché il provvedimento non era affatto nell'aria, è arrivata una stretta sulla vendita online delle sigarette elettroniche. Stando a quanto fissato dal provvedimento, l'acquisto sarà possibile solo nelle tabaccherie e nelle rivendite autorizzate. Si tratta di una norma destinata a far discutere e che è indirizzato a uno scopo ben preciso. Anzi, due: innanzitutto la lotta al mercato illegale. Non è un'attività di poco conto, tenendo conto che stando ai dati diffusi con la presentazione dell'emendamento, la metà dei prodotti che circola arriva appunto dal mercato secondario e in questo modo lo Stato recupererebbe l'evasione senza la previsione di una ulteriore tassa dedicata. Secondo le stime, l'introito per le casse pubbliche ammonterà a circa 9,5 milioni di euro.

Da due anni è infatti applicata una imposta al consumo di 0,393 euro al millilitro per i liquidi da inalazione, contenenti o meno nicotina, dal quale ci si aspettava a regime 115 milioni di euro l'anno. Tuttavia, per via prezzi più bassi negli altri Paesi, lo Stato percepirà quest'anno circa 4 milioni di euro. Ma poi c'è una seconda ragione che ha ispirato questo provvedimento: l'indispensabilità di garantire gli adeguati controlli sul fronte sanitario dei liquidi venduti. Non serve molto per comprendere come nei negozi online possano circolano prodotti di dubbia provenienza, magari provenienti dall'estero e su cui il livello dei controlli non è evidentemente adeguato agli standard italiani.

Stop alla vendita via web delle sigarette elettroniche

Per capire qual è la reale portata di questo provvedimento ovvero le reali intenzioni dei proponenti (la senatrice alfaniana Simona Vicari, ex sottosegretario, è stata pesantemente insultata anche su Facebook) e l'impatto che può avere sul mercato occorre allargare lo sguardo e valutare nella sua interezza. L'emendamento sulle sigarette elettroniche impone infatti che il settore del vaping passi sotto il controllo dei monopoli di Stato. La vendita e la distribuzione dei prodotti con nicotina saranno appannaggio dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Significa che sono previsti l'obbligo di licenza per i venditori, allo stesso modo di quanto accade per i tabaccai, e appunto la chiusura del mercato online dei liquidi. Tutto pacifico? Non proprio, considerando il fronte degli oppositori che fa notare come in un contesto normativo in cui la politica stia lavorando per alleggerire la stretta monopolistica sulle attività industriali e commerciali, il settore delle sigarette elettroniche va controcorrente.

Non solo, ma c'è anche una raccolta firme che sta facendo il giro del web, secondo cui i beneficiari del provvedimento sulle sigarette elettroniche sono i tabaccai e le multinazionali del tabacco presenti nella filiera del vaping, evidentemente più in grado di strutturare una rete capillare di vendita e rifornimento. Sulla questione è impegnata anche l'Anafe, l'associazione dei produttori in Confindustria, secondo cui è necessario trovare un punto di equilibrio.