Accertamenti più stringenti e nuovi antievasione e conti correnti. Ma condono va avanti Agenzia Entrate

Nuovi sistemi contro l'evasione fiscale da parte dell'Agenzia Entrate più severi e stringenti tra cui il Tna, ma non solo.

Accertamenti più stringenti e nuovi anti

Lotta fisco alle frodi comunitarie


Sempre più controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate con verifiche e accertamenti nuovi in modo automatico e incorocio dei dati a livello europeo (Tna), e più severità e controlli più frequenti sui conti correnti. Ma nello stesso tempo si va avanti per il condono.

Non ci sarà molto da aspettare perché il nuovo software di controllo dell'Agenzia delle entrate sui dati Vies e finalizzato al contrasto delle frodi Iva sarà pronto entro la fine dell'anno. Tna rappresenta un'arma in più nelle mani del fisco per individuare l'evasione fiscale e, si badi bene, nonostante sia un software europeo per l'armonizzazione della politica fiscale comunitaria sul fronte dei controlli, l'adozione nei singoli Paesi è su base volontaria e non obbligatoria. Nello svolgimento delle verifiche fiscali, i funzionari degli altri Paesi aderenti possono sfruttare le stesse prerogative dei colleghi operanti nel Paese di riferimento delle operazioni oggetto di controllo.

Lotta alle frodi comunitarie

A ricordarlo è stato lo stesso direttore uscente dell'Agenzia delle entrate: per il comparto delle frodi intracomunitarie, con particolare riferimento all'individuazione tempestiva dei soggetti a rischio, sono a disposizione i dati e le informazioni scambiate all'interno del network di Eurofisc. Ma soprattutto, per questi dati, le Entrate hanno spinto per l'adozione al livello europeo del Tna (Transaction network analysis) ovvero il tool informatico che incrocia in maniera avanzata i dati VIES al fine di individuare frodi intracomunitarie. Come premesso, i tempi per il suo utilizzo sono di fatti imminenti perché il Tna è destinato a diventare operativo entro la fine del 2018.

Come fatto presenta dalla Commissione europea, lo Stato membro del soggetto passivo può essere obbligato a partecipare e avviare una verifica Iva quando almeno due altri Stati membri ritengano necessaria una indagine amministrativa. Gli altri Paesi membri devono assistere lo Stato in cui si trova l'impresa controllata al fine di prendere attivamente parte alla revisione contabile. In buona sostanza, anche e soprattutto nel sistema dei controlli, la cooperazione rafforzata tra gli Stati membri viene considerata un elemento necessario per combattere le frodi Iva intracomuniarie in modo più efficace e tempestivo, rafforzando la fiducia tra gli Stati membri.

E altri due controlli

In ogni caso questo si sta rivelano un periodo piuttosto caldo sul fronte dei controlli, come dimostrato dalle recenti sentenze della Corte di cassazione che hanno messo nelle mani di Agenzia delle entrate e Guardia di finanza maggiori spazi di intervento. Sono stati in particolare oggetto di intervento l'analisi dei conti correnti, l'incrocio di banche dati, la comunicazione di tutte le operazioni eccedenti una certa soglia, gli acquisti di prodotti di valore.

Primo sistema automatico

L'obiettivo è sempre quello di rendere più efficaci le procedure di contrasto all'evasione fiscale e individuare quei contribuenti che sono maggiormente a rischio. Ed è naturale che l'analisi e il controllo dei movimenti sui conti correnti rappresentino indicatori preziosi e irripetibili della situazione degli stessi contribuenti sia sotto forma di società di persone e di società di capitali e sia liberi professionisti. Ma è soprattutto sulle prime (almeno in questa primissima fase) che sono destinate le disposizioni di attuazione per l'avvio della fase di sperimentazione della procedura di analisi del rischio di evasione per le società con l'utilizzo delle informazioni comunicate all'Archivio dei rapporti finanziari.

Ma si tratta appunto di un primo passaggio perché l'Agenzia delle entrate potrebbe presto allargare il campo di applicazione e coinvolgere anche quei contribuente che non lavorano in maniera associata. Di certo siamo davanti a un impegno centrale per il fisco, rispetto a cui no ha l'intenzione di arretrare. Stando allora a quanto stabilito nelle nuove disposizioni delle Entrate, tutti i contribuenti delle società di persone e di capitali individuati in base alla procedura di analisi del rischio di evasione di cui al punto sono potenzialmente selezionabili per ordinarie attività di controllo.

E poco conta che i conti correnti presentino movimenti in accredito.In buona sostanza siamo davanti all'elaborazione di una procedura sperimentale di analisi del rischio di evasione con l'utilizzo integrato delle informazioni comunicate dagli operatori all'Archivio dei rapporti finanziari. Per ciascuna posizione segnalata viene comunicata l'informazione sui conti correnti e sul totale dei saldi e dei movimenti dei rapporti finanziari, oltre agli elementi presenti in Anagrafe tributaria. Si ricorda infatti l'obbligo per gli operatori finanziari di comunicare all'Archivio dei rapporti finanziari le movimentazioni che hanno interessato i rapporti finanziari e ogni informazione utile ai fini dei controlli fiscali.

Secondo sistema

E si sono fatti sempre più stringenti anche i controlli per quanto riguarda i conti correnti, sia a livello di leggi nuovo proprio per il controllo dei conti, che di regole sulle operazioni. E il tutto aumentato con recenti sentenza della Cassazione favorevoli all'Agenzia dell'Entrata. Abbiamo visto tutto nel dettaglio in questo articolo

Novità Condono che procede

Nel frattempo, però, mentre da uan parte l'Agenzia delle Entrate continua con una stretta fiscale sempre più forte e nuovi strumenti per verificare l'evasione fiscale si procede anche sul maxi condono con ultimi sviluppi che lo farebbero sempre più vasto e largo come abbiamo spiegato nel dettaglio in questo articolo con le tutte le ipotesi in campo e in particolare le ultime.

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