Soldi sul conto corrente, quando sono giudicati soldi in nero per nuova sentenza Cassazione

Come comportarsi dinanzi a un avviso di accertamento da parte dell'Agenzia delle entrate per il versamento di contanti sul conte corrente considerati in nero?

Soldi sul conto corrente, quando sono gi

Soldi conto corrente, quando sono in nero

Qualcuno potrebbe contestare che si tratta solo di dettagli, ma in realtà tali se non sono se possono essere utilizzati dall'Agenzia delle entrate per avviare una formale contestazione sui soldi nel conto corrente. E anche in questo 2019 c'è una importante sentenza della Corte di Cassazione che fissa un importante principio che ciascun contribuente - sia esso un lavoratore autonomo o un professionista, un imprenditore o un pensionato - deve tenere ben presente.

Ma prima di entrare nel dettaglio di questa decisione, facciamo subito presente il caso di scuola: quello in cui il titolare di un conto corrente effettua il deposito di una somma variabile di denaro. Negli uffici dell'Agenzia delle entrate suona un campanello e inizia a sospettare che quelle cifra possano essere state guadagnate in nero e dunque senza il pagamento della tasse.

Soldi sul conto corrente, ecco quando sono in nero

Come comportarsi dinanzi a un avviso di accertamento da parte dell'Agenzia delle entrate per il versamento di contanti sul conte corrente? O, ancora più preoccupante, cosa fare se il conto è stato sequestrato per via di un maxi deposito? Le regole del fisco sono chiare e valgono per tutti: qualsiasi somma dei denaro versata sul conto per cui non c'è riscontro è considerata il frutto di evasione fiscale.

E spetta allo stesso contribuente dimostrare il contrario, anche se il comparto è perfettamente in buona fede ovvero quegli importi sono il risultato di una inaspettata vincita al gioco o della donazione di un parente. Non basta ovviamente dichiararlo ma bisogna fornire le prove scritte, da custodire gelosamente. In caso contrario l'Agenzia delle entrate farà scattare le multe variabili in base alla cifra in gioco.

Adesso c'è però una sentenza della Corte di Cassazione che da una parte rafforza la posizione del fisco e dall'altra provvede a fornire alcuni dettagli. Per i giudici, l'Agenzia delle entrate può ritenere che il contribuente abbia effettuato guadagni in nero se non è in grado di giustificare nella contabilità tutti i versamenti sul conto corrente bancario. Stando alle norme 2019, se non c'è traccia nella contabilità aziendale o nella dichiarazione dei redditi, quella cifra è il frutto di un ricavo sommerso. A meno di prove contrarie, da dimostrare nero su bianco, ogni guadagno viene infatti considerato parte del reddito e come tale è da tassare.

Ma c'è soprattutto un punto della sentenza della Corte di Cassazione che rafforza la posizione dell'Agenzia delle entrate e indebolisce quella del contribuente o dell'imprenditore: non importa che ci sia congruità tra il reddito d'impresa sia congruo e i movimenti sul conto corrente. Occorre fornire una giustificazione voce per voce.

Soldi in nero, come difendersi dall'Agenzia delle entrate

La sola via d'uscita per il contribuente per evitare il procedimento dell'Agenzia delle entrate è dimostrare il contrario ovvero che quelle cifre sono frutto di un ricavo lecito (redditi già tassati alla fonte come nel caso della vincita al gioco o operazioni non imponibili come nel caso della donazione di un familiare o di un amico), con prove materiale alla mano in cui siano specificate la causale e la data.

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di Marianna Quatraro pubblicato il