Stipendi non pagati, prescrizione. Entro quanto tempo si può richiedere pagamento

di Marcello Tansini pubblicato il
Stipendi non pagati, prescrizione. Entro

Prescrizione e stipendi non pagati

La Corte di cassazione si è espressa sulla materia in seguito al ricorso di un lavoratore che contestava i tempi di prescrizione indicati dal datore di lavoro.

La recentissima sentenza della Corte di cassazione apre un un nuovo scenario nel rapporto tra lavoratore e datore di lavoro sulla questione degli stipendi non pagati. L'aspetto sui cui i giudici hanno prestato attenzione e si sono espressi non è sul come il dipendente può far valere i propri diritti e dunque esigere il versamento di quanto gli spetta da contratto.

Il tribunale ha infatti messo nero su bianco che il conteggio del tempo affinché la richiesta non cada in prescrizione non deve tenere conto della chiusura della procedura concorsuale bensì dal momento in cui il credito diventa esigibile.

Si tratta di una decisione apparentemente tecnica ma che ha invece un impatto diretto sugli spazi e le modalità a disposizione del dipendente per chiedere e ottenere dall'azienda gli stipendi non pagati. Entriamo quindi nei dettagli per vedere

  • Prescrizione e stipendi non pagati
  • Tempo per richiedere pagamento

Prescrizione e stipendi non pagati

La Corte di cassazione si è espressa sulla materia in seguito al ricorso di un lavoratore che contestava i tempi di prescrizione indicati dal datore di lavoro di una società fallita. Chiedeva il versamento di tre mensilità diversi dal Trattamento di fine rapporto a carico del Fondo di garanzia dell'Inps.

I giudici, andando in scia dei togati dei due precedenti gradi di giudizio, hanno ribadito che il diritto del lavoratore a ottenere dall'Istituto nazionale per a previdenza sociale il pagamento degli stipendi non corrisposti si prescrive in un anno da quando il credito è diventato esigibile.

Di conseguenza ha sconfessato la circolare dell'Inps, come vedremo nel paragrafo successivo, in quanto non hanno la facoltà di derogare le disposizioni di legge così come incidere sull'interpretazione della normativa.

Tempo per la richiesta del pagamento

Nella controversia giudiziaria, il lavoratore si era fatto scudo con la famosa circolare Inps "Intervento del Fondo di garanzia istituito per la liquidazione del Tfr in caso di insolvenza del datore di lavoro.

Riepilogo delle disposizioni vigenti ed orientamenti giurisprudenziali" in cui l'Istituto di credito aveva precisato i tempi della prescrizione per la richiesta del pagamento. Qui si legge che l'attivazione del fondo di garanzia per la liquidazione dei crediti di lavoro si prescrive in un anno dalla chiusura della procedura concorsuale e non - come sentenziato dalla Corte di cassazione - da quando il credito è esigibile.

La normativa generale in materia da cui non si può prescindere prevede che il diritto alla prestazione si prescrive in un anno e tale termine decorre dal momento in cui può essere fatto valere.

Nella circolare dell'Inps oggetto di confronto tra le parti si legge testualmente che tutti gli atti con i quali il lavoratore interrompe la prescrizione nei confronti del datore di lavoro hanno effetti anche nei confronti del Fondo di Garanzia e che l’eventuale rinunzia alla prescrizione fatta dal datore di lavoro o dalla procedura concorsuale non ha efficacia nei confronti del Fondo.

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