Divieto di pagare retribuzioni con contanti: i chiarimenti del INL

Ma il compenso per colf e badanti non deve necessariamente passare da un bonifico sul conto corrente oppure da un assegno, anche se consigliato.

Divieto di pagare retribuzioni con conta

Regole nuove, ma tutto potrebbe cambiare


Le due questioni sono strettamente legate. Da una parte i datori di lavoro o committenti non possono più pagare in contanti lo stipendio ai lavoratori sin da domenica primo luglio. Dall'altra rimane in vigore il tetto di 3.000 euro (anzi, di 2.999,99 euro) per effettuare versamenti con le banconote ovvero con strumenti tracciabili. Si tratta di provvedimenti adottati dai precedenti governi, ma che sono oggetto di discussione nel nuovo esecutivo.

Come espressamente sostenuto dal leader della Lega, vicepremier e ministro dell'Interno, fosse per lui salterebbe ogni soglia di limitazione al pagamento con contanti. A suo dire si tratterebbe infatti di una costrizione. Ma non sembra pensarla allo stesso modo il Movimento 5 Stelle e la questione potrebbe sì essere affrontata, ma non in tempi stretti.

Cosa cambia da domenica 1 luglio

Stando allora a quanto approvato lo scorso anno, dal primo luglio i datore di lavoro devono corrispondere la retribuzione attraverso una banca, un ufficio postale o un pagamento elettronico. Sono quattro le possibilità:

  1. bonifico sul conto identificato dal codice Iban indicato dal lavoratore;
  2. strumenti di pagamento elettronico;
  3. pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  4. emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

I chiarimenti del INL sui pagamenti elettronici

Arrivano nuovi chiarimenti da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sul divieto di pagamento in contanti della retribuzione per i dipendenti e collaboratori coordinati e continuativi. L’Inl ha, infatti, chiarito che ogni pagamento deve avvenire tramite strumenti elettronici, tra cui pagamenti su carta di credito prepagata intestata al lavoratore, anche se non collegata ad un Iban, come per esempio la PostePay, con l’obbligo per i datori di lavoro di conservare ogni ricevuta di pagamento nei casi di eventuali controlli da parte dei competenti organi di vigilanza.

Per i soci lavoratori di cooperativa, l’Inl ha chiarito che valgono i pagamenti con versamenti sul libretto del prestito a patto che si tratti di una modalità richiesta per iscritto dal socio lavoratore prestatore e che il versamento sia documentato nella lista pagamenti sul libretto da parte dell’Ufficio paghe. L’obbligo di tracciabilità non vale per le somme non considerate retribuzione come incentivi all’esodo, risarcimenti danni, anticipi e rimborsi spese, pagamento di spese legali. Datori di lavoro e committenti che non osservano le regole definite saranno soggetti ad un sanzione amministrativa pecuniaria che può compresa tra 1.000 e 5.000 euro.

Trucchi vietati ed eccezioni

La soglia di 3.000 euro per pagare in contanti non può allora essere raggiunta se non nel rispetto di alcune ben precise eccezioni. Ed è poi vietato dividere in modo artificioso i pagamenti. Significa che se occorre versare 5.000 euro, è impensabile pagare 10 rate di 500 euro, anche se è pur vero che si possono concordare in anticipo i pagamenti rateali nel contratto.

Provando a fare un confronto con quanto accade oltre i confini nazionali così da renderci più facilmente conto se questo tetto sia da considerare eccessivamente alto, basso o equo, attualmente in Spagna il limite è di 2.500 euro, in Belgio di 3.000 euro, mentre Paesi come la Germania, l'Austria o la Slovenia non hanno nessuna soglia. La Francia ha di recente deciso di abbassare a 1.000 euro la soglia e la Grecia ha un limite a 1.500.

Altre due precisazioni sono necessarie. Innanzitutto per le prestazioni effettuate dai commercianti verso turisti e viaggiatori extracomunitari, il limite previsto è di 9,999,99 euro. Ed è vietato viaggiare con denaro contante per importi maggiori di 10.000 euro, sia che si tratti di entrare e sia di uscire dai confini italiani.

Quindi, a proposito del divieto di pagare gli stipendi in contanti, occorre fare presente come siano esclusi le prestazioni di tipo occasionale, i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni e quelli riguardanti i servizi familiari e domestici. Significa che il compenso per colf e badanti non deve necessariamente passare da un bonifico sul conto corrente oppure da un assegno, anche se consigliato. Può essere versato anche in banconote.

Ultime Notizie