Taglio bonus fiscali e detrazioni per non alzare l'iva. Ecco quali potrebbero essere toccati

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Quali detrazioni, deduzioni e bonus potrebbero essere taglia per evitare l'aumento dell'Iva? L'esecutivo ha bisogno di 8 miliardi di euro.

Taglio bonus fiscali e detrazioni per no

Taglio bonus fiscali e detrazioni

I conti non tornano e di fronte allo spettro dell'aumento dell'Iva nel 2020, ma anche alla volontà di finanziare misure costose come la flat tax per i lavoratori dipendenti, ecco che il governo potrebbe procedere con un netto taglio di bonus fiscali e detrazioni. Anche perché l'elenco su cui intervenire è piuttosto lungo. In qualche modo si tratterebbe di una decisione inevitabile in quanto il taglio della spesa pubblica si sta rivelando esiguo e poco efficace.

Rispetto agli oltre 860 miliardi di uscite correnti attesi secondo il Def nel 2022 il Governo conta di tagliare 8 miliardi per il prossimo triennio (tax expenditures), circa l'1%. Sarà sufficiente o è necessario, come suggeriscono anche i grandi media economici, ridurre bonus fiscali e detrazioni.

Taglio bonus fiscali e detrazioni

La domanda è quindi molto chiara: quali detrazioni, deduzioni e bonus potrebbero essere taglia per evitare l'aumento dell'Iva? L'esecutivo ha un disperato bisogno di trovare le coperture necessarie (8 miliardi) per scongiurare il ritocco verso l'alto di una imposta che incide direttamente sui consumi finali.

La prima voce a rischio riguarda la casa e tutte le detrazioni che le ruotano attorno. Basti pensare che in questo momento sono in vigore il bonus ristrutturazioni (detrazione Irpef 50% e limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare per le spese di recupero del patrimonio edilizio), bonus mobili (detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici), ecobonus (detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici).

E a dimostrazione di come sia proprio questo il comparto più delicato e più oggetto di interventi di tagli è dimostrato dal ritocco verso l'alto delle aliquote Imu e Tasi da parte delle amministrazioni comunali, così come concesso dall'esecutivo.

La nuova fase ipotizzata nel Def

Con il Documento di economia e finanza varato nelle scorse settimane, l'esecutivo annuncia in più punti l'intenzione di far scattare una nuova fase di revisione della spesa con la prossima legge di bilancio. L'obiettivo minimo, fissato dal Programma nazionale di riforma che fa parte del Def, è realizzare 2 miliardi di risparmi nel 2020 per poi salire a 5 nel 2021 e a quota 8 miliardi nel 2022.

Nel monitoraggio riguardante l'attuazione della spending review per il 2018 a carico dei ministeri - 1 miliardo di tagli - allegato al Documento di economia e finanza, si afferma che sono emersi rischi per il completo conseguimento degli obiettivi di risparmio, a fronte dei quali le amministrazioni hanno raramente proposto interventi correttivi. Per l'Ufficio parlamentare di bilancio sarà arduo percorrere il nuovo cammino tracciato dall'esecutivo.

Della revisione delle cosiddette tax expenditures scrive anche il quotidiano economico-finanziario Il Sole 24 Ore, secondo cui l'idea è di procedere con un intervento selettivo salvaguardando comunque le fasce di reddito più basse e i disabili. Al Ministero dell'Economia da alcune settimane sarebbe stato aperto un dossier che parte dall'ultimo rapporto sulle spese fiscali messo a punto dall'apposita commissione e sotto l'egida dello stesso dicastero di Via XX Settembre.

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