Tanti italiani favorevoli ai negozi stranieri sempre più importanti per la loro vita

E' stata annunciata, e non è la prima volta, una stretta sui negozi stranieri, in modo particolare cinesi e pakistani, ma molti italiani non ci stanno considerando sempre più parte integranti alle necessità quotidiane

Tanti italiani favorevoli ai negozi stra

Luigi Di Maio annuncia controlli più aspri su negozi cinesi e pakistani. Ecco perchè

La scure del governo si abbatterà anche sui negozi cinesi e pakistani per i quali sono stati chiesti, e quindi verranno certamente effettuati a breve, nuovi e più stretti controlli dal vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. La decisione non giunge nuova visto che già il Ministro dell’Interno Matteo Salvini si era distinto per una crociata contro i negozi etnici accusati di essere ricettacolo di ubriaconi e di affari illegali. Allora la proposta è stata quella di obbligare questi esercizi alla chiusura entro le 21.00 Lugi Di Maio invece ha promesso nuovi e più stretti controlli dei negozi cinesi e pakistani.
Ma non tutti gli italiani, sono d'accordo spiegando la propria posizione con diverse motivazioni che vanno anche al di là della semplice "catalogazione per origine"

Negozi cinesi e pakistani controlli più stretti

I negozi cinesi e pakistani dunque, dovranno aspettarsi controlli più stretti nelle prossime ore. Il vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico ha voluto esprimere la sua volontà di procedere in questa direzione per smascherare possibili traffici illegali. I sospetti ci sono, almeno questo è quanto traspare dalle dichiarazioni del capo politico del M5S attualmente al Governo del Paese, e l’intenzione è quella di andare fino in fondo.

Ma il terreno sembra scivoloso visto che è stato già battuto da Matteo Salvini che già ha messo le corde l’alleato di governo battendolo in tutte le competizioni elettorali disputate dopo le politiche del marzo scorso. E ribaltando quell’esito nelle consultazioni europee di fine maggio. E l’iniziativa non ha certo compattato i militanti a cinque stelle che si sono espressi sul web in maniera diversa, spesso opposta.

Il ragionamento che sta alla base di questa decisione risiede nella convinzione che i negozi che spuntano improvvisamente, per poi chiudere a distanza di poche settimane, spesso possono essere la coperture per affari illegali. Gli esempi non mancano di certo. A partire dal riciclaggio di denaro che necessità delle attività commerciali per poter avere luogo. I database della guardia di finanza indicano che il 20,01% delle segnalazioni che arrivano ai nuclei specializzati riguardano attività del sud Italia ma un calcolo preciso di quante sono le attività aperte per riciclare denaro diventa difficile da fare.

La scure sui negozi cinesi e pakistani è calata dopo le indagini degli uomini dell’Antimafia sparpagliati in tutta Italia che mostrano l’esistenza di collegamenti con questi negozi e attività criminali. Tra le più recenti quelle svolte soprattutto dalle procure di Milano e Roma che hanno aperto uno spiraglio su quella che è la nuova frontiera del riciclaggio: soldi italiani «illegali» che vengono «espatriati» in Oriente e poi tornano cash in Italia per essere reinvestiti in attività gestite da cinesi. Ecco da dove nasce la volontà di Di Maio di ordinare nuovi e più approfonditi controlli

Ma non si tratta del primo provvedimento di questo genere. Sull’orario di chiusura dei negozi etnici si era già espresso, poco dopo il voto del marzo 2018 e la formazione del Governo a trazione Lega-Movimento 5 Stelle, si era già distinto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini che aveva dichiarato guerra a queste attività commerciali. Con quella proposta, che sollevò una selva di polemiche, Salvini portò nell’agenda pubblica un problema molto sentito sia dai commercianti che dai cittadini.

La reazione di tanti italiani è contraria

Molti italiani interpellati su queste decisioni si sono detti contrari sia per i controlli più rigidi, sia soprattutto per le ore di chiusure, spiegando che i negozi stranieri ed etnici hannoc on il passare nel tempo, in tanti quartieri delle città italiane, ricoroperto un ruolo sociale che prima avevano le cosidette botteghe o molti negozi italiani ora chiusi.

Non tutti, soprattutto gli anziani, ma non solo, possono andare a fare la spesa nei grandi supermercati o centri commerciali, spesso distanti dalle proprie abitazioni non avendo l'auto o non potendo portare sacchetti della spesa pesanti. I negozi stranieri con il passare degli ani hanno cercato di rispondere a queste esigenze italianizzanosi sempre di più evendendo frutta e verdura, bottiglie di acqua, pane, surgelati. e tanti altri generi di prima necessità

E in questo modo non rispondono solo alla popolazione più anziana, ma anche a quella tra i 30-50 anni e più che tornano a casa tardi dal lavoro e hanno bisogno di negozi aperti anche alle 21 o 22 o più tardi oppure durante il week-end.

I controlli ci devono essere, confermano gli stessi italiani interppellati, soprattutto legati all'igiene, ma devonoe ssere estesi a tutti i negozi e supermercati, non dimenticando che situazioni al limite si trovano anche in grandi centri commerciali e catene, oltre che nei pochi negozi italiani. Insomma i controlli devono valere per tutti.

Ti è piaciuto questo articolo? star

Commenta la notizia
di Marianna Quatraro pubblicato il