Tari 2019 come si può non pagare o versare molto meno la tassa sui rifiuti

Ogni comune stabilisce le proprie tariffe in base ai costi reali della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Sono tante le possibilità di sconti e tagli di tariffa.

Tari 2019 come si può non pagare o versa

Tassa rifiuti 2019, come pagare di meno

Quando si parla della Tari ovvero della tassa sui rifiuti, occorre prendere in considerazione molte variabili. A differenza di altre imposte sono infatti tanti i casi particolari di cui tenere conto per pagare di meno o addirittura non pagare. Ad esempio, in quanti sanno se l'immobile è soggetto alla Tari nel caso di mancata produzione di rifiuti, ad esempio se è disabitato in parte o per tutto l'anno? Le caratteristiche di base sono note: la Tari 2019 deve essere pagata dagli utilizzatori degli immobili che producono rifiuti urbani per i quali opera il servizio di raccolta e smaltimento. Ogni comune stabilisce le proprie tariffe in base ai costi reali della raccolta e smaltimento dei rifiuti. In ogni caso si rifà alla superficie calpestabile degli immobili e al numero di componenti del nucleo familiare.

Quando non si paga o si paga di meno

Ebbene, la tassa sui rifiuti è ridotta nel caso di esecuzione del servizio di gestione dei rifiuti in grave violazione della disciplina di riferimento; di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbia causato una situazione dannosa o pericolosa per l'ambiente e le persone; di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti (come vedremo nel dettaglio nel paragrafo successivo), se il punto di raccolta è lontano dalla zona servita. Infine, alcuni comuni prevedono un taglio delle Tari del 10% nel caso di compostaggi.

Possibilità di pagare il 40% in meno

C'è poi un caso particolare di cui tenere conto. Il riferimento normativo è il decreto legislativo 2017 del 1993 - Revisione e armonizzazione dell'imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche dei comuni e delle province nonché della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma delle regole sul riordino della finanza territoriale - secondo cui se il servizio di raccolta dei rifiuti svolto dal Comune è insufficiente rispetto alle quantità prodotte dal contribuente,l'imposta deve essere tagliata al 40%. Entrando ancora di più nel dettaglio delle normativa, emerge infatti come siano esenti dalla tassa sui rifiuti

  1. le occupazioni effettuate dallo Stato, dalle regioni, province, comuni e loro consorzi, da enti religiosi per l'esercizio di culti ammessi nello Stato, da enti pubblici per finalità specifiche di assistenza, previdenza, sanità, educazione, cultura e ricerca scientifica;
  2. le tabelle indicative delle stazioni e fermate e degli orari dei servizi pubblici di trasporto, nonché le tabelle che interessano la circolazione stradale, purché non contengano indicazioni di pubblicità, gli orologi funzionanti per pubblica utilità, sebbene di privata pertinenza, e le aste delle bandiere;
  3. le occupazioni da parte delle vetture destinate al servizio di trasporto pubblico di linea in concessione nonché di vetture a trazione animale durante le soste o nei posteggi ad esse assegnati;
  4. le occupazioni occasionali di durata non superiore a quella che sia stabilita nei regolamenti di polizia locale e le occupazioni determinate dalla sosta dei veicoli per il tempo necessario al carico e allo scarico delle merci;
  5. le occupazioni con impianti adibiti ai servizi pubblici nei casi in cui ne sia prevista, all'atto della concessione o successivamente, la devoluzione gratuita al comune o alla provincia al termine della concessione medesima;
  6. le occupazioni di aree cimiteriali;
  7. gli accessi carrabili destinati a soggetti portatori di handicap.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il