Tari 2020 pagamenti slittano. Nuove date possibili, quando si dovrÓ pagare

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Tari 2020 pagamenti slittano. Nuove date

Coronavirus, pagamenti Tari 2020 slittano

La principale differenza rispetto ad altre imposte legate alla casa: la tassa sui rifiuti Tari Ŕ applicata e riscossa dal Comune e non dallo Stato. Cosa cambia per l'emergenza.

Le scadenze fiscali sono destinate a subire un deciso sconvolgimento per via dell'emergenza coronavirus che si sta rivelando più logorante di quanto immaginato.

Gli appuntamenti più prossimi con le tasse sono state rinviate mentre altre, che vanno in scadenza in tempi brevi, sono ancora in fase di discussione. Il riferimento va in particolare alla Tari ovvero la tassa sui rifiuti chiamata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

A carico del proprietario della casa ovvero dell'inquilino, la gestione dei rifiuti urbani comprende le attività di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani e rappresenta un servizio di pubblico interesse, svolto in sui territori comunali.

Proprio questa è la principale differenza rispetto ad altre imposte legate alla casa: la tassa sui rifiuti Tari è applicata e riscossa dal Comune e non dallo Stato.

Il servizio di gestione dei rifiuti è disciplinato dai vari regolamenti comunali. Vediamo allora cosa cambia in questo periodo estremamente delicato e vediamo insieme

  • Coronavirus, pagamenti Tari 2020 slittano
  • Quando si dovrà pagare e nuove date possibili

 

Coronavirus, pagamenti Tari 2020 slittano

In questa situazione di incertezza, il termine per l'approvazione delle tariffe Tari è rinviato alla fine dei giugno. Il via libera deve infatti arrivare entro i termini stabiliti dalla legge generale, dai vari consiglio comunali e tenendo conto dei singoli piani per la gestione dei rifiuti urbani.

Si allungano quindi i tempi per il pagamento con le amministrazioni comunali chiamate a riscrivere il calendario fiscale. La tassa sui rifiuti è infatti calcolata in base alla tariffa commisurata ad anno solare a cui corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria.

E sono gli stessi comuni a occuparsi della gestione e della successiva riscossione. Più precisamente, le tariffe sono determinate sulla base delle quantità e qualità di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi ed alla tipologia di attività svolte.

Sono composte da una quota fissa, determinata in relazione alle componenti del costo del servizio, e di una quota variabile, calcolata in base alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entità dei costi di gestione.

Quando si dovrà pagare e nuove date possibili

Alla luce dello slittamento, resta quindi da capire quando si dovrà pagare e nuove date possibili. Siamo ancora nel campo delle ipotesi poiché la situazione è in costante mutamento.

Tuttavia è verosimile che l'appuntamento con la cassa possa slittare di 2-3 mesi e dunque tra agosto e settembre 2020 sia per le fasce di utenza domestica e sia per quelle di utenza non domestica. Le prime sono calcolate in base al numero dei componenti del nucleo familiare e alla superficie dell'utenza.

Le seconde tengono conto della classe di attività con omogenea produzione di rifiuti e della superficie posseduta o detenuta dall'utenza. E in ogni caso sono commisurate sulla base del costo del servizio indicato nei differenti piani finanziari.

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