Tari: illegittimo costo più alto in tantissimi casi. Boom rimborso quota variabile pagamento

Riflettori puntati sulla tassa dei rifiuti perché i comuni moltiplicano la quota variabile per garage, cantine e altre pertinenze. Ma è possibile chiedere il rimborso.

Tari: illegittimo costo più alto in tant

Tari: più alta la tassa rifiuti


Un calcolo ai limiti della Tari è stato fatto in diversi Comuni e che è stato considerato illecito giòà da diverse sentenze. E ora c'è un boom di richieste di rimborsi.

Scatta ufficialmente l'allarme Tari: in un capoluogo su tre applicato il meccanismo illegittimo che moltiplica l'importo della tassa sui rifiuti. Succedere che i regolamenti applicati a livello comunale moltiplicano la quota variabile per garage, cantine e altre pertinenze. E attenzione, si tratta di una consuetudine che coinvolge proprio tutti senza alcuna differenza. Da nord a sud, dai grandi capoluoghi ai piccoli Comuni, solo in pochissimi sono perfettamente in regola con la non applicabilità della quota variabile alle pertinenze dell'utenza domestica. Più esattamente , sono solo 12 le città in cui la tassa sui rifiuti non presenta profili contestabili. Si tratta di

  1. Aosta
  2. Torino
  3. Venezia
  4. Trieste
  5. Bologna
  6. Firenze
  7. Perugia
  8. Roma
  9. Campobasso
  10. Bari
  11. Potenza
  12. Palermo

Tari gonfiata in quasi tutte le città

Sorprende allora l'alto numero di capoluoghi coinvolti, come Milano. L'articolo 14, commi 5 e 6 del regolamento fissano un misura massima di metri quadrati per poter considerare la pertinenza e attribuiscono la quota variabile al garage in base alla sua metratura. A Genova fa testo l'articolo 13, comma 6 del regolamento: i box sono tassati come magazzini, quindi utenza non domestica con relativa tariffa variabile. L'articolo 15, comma 4 del regolamento di Napoli limita il numero delle pertinenze. A Cagliari, l'articolo 48, comma 2, del regolamento limita il concetto di pertinenza che deve risultare ubicata nello stesso edificio o complesso immobiliare nel quale è sita l'abitazione principale. Il posto auto deve invece essere ubicato nel raggio di 300 metri dall'abitazione principale.

C'è poi il caso di Ancona e dell'articolo 32, comma 4 del regolamento, portato anch'esso alla luce da una puntuale inchiesta sulle diverse modalità di applicazione della tassa sui rifiuti pubblicata dal quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore. Per i locali di pertinenza di utenze domestiche si applicano sia la quota fissa sia la quota variabile commisurata a un occupante. Un'altra città non in linea con le indicazioni del Ministero dell'Economia ovvero con la disciplina della quota variabile Tari, è Catanzaro. Secondo l'articolo 15, comma 2 del regolamento, la Tari per i locali che costituiscono pertinenze dell'abitazione - magazzini, garage, depositi, ripostigli - è pari al prodotto dei metri quadrati per la tariffa fissa più la quota di tariffa variabile nella misura minima ovvero un occupante.

Quando e come chiedere il rimborso Tari

Accertata questa situazione, resta adesso da capire quando e come chiedere il rimborso Tari. Premettiamo subito come questa possibilità sia contemplata a ben precise condizioni. Il rimborso delle somme versate e non dovute - stando a quanto espressamente previsto dalle norme attualmente in vigore - deve essere richiesto dal contribuente entro cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. Si tratta di un lasso di tempo sufficientemente ampio che lascia immaginare come la quota della tassa sui rifiuti da farse restituire possa essere sufficientemente cospicua. E sempre sulla base delle disposizioni in vigore l'ente locale è chiamato ad effettuare il rimborso secondo una tempistica ben precisa: entro 18 giorni dalla data di presentazione della domanda da parte del contribuente.

La tariffa della Tari è composta da una quota fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per opere e ai relativi ammortamenti, e da una quota variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, alle modalità del servizio fornito e all'entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio, compresi i costi di smaltimento.