Tari: si può pagare meno o nulla per disservizi rifiuti e sconti e detrazioni validi per tutti i Comuni

di Luigi Mannini pubblicato il

C'è una differenza di rilievo tra la Tari e gli altri tributi: i tempi ridotti entro i quali l'Agenzia delle entrate deve eventualmente preparare la cartella.

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Tari: quando si prescrive la multa

Anche per via della sua natura, ma la Tari, l'imposta sui rifiuti, ha tempi di prescrizione ben diversi da quelli in vigore per altre tasse. E si tratta di un aspetto rilievo di cui le amministrazioni comunali devono tenere conto in sede di formulazione dei bilanci di previsione. Stando infatti a quanto stabilito dai giudici della Suprema Corte, in caso di Tari non pagata, l'Agenzia delle entrate Riscossione ha 12 mesi di tempo per preparare la cartella con tanti di calcoli e precisa indicazioni di sanzioni e interessi e inviarla al contribuente. Più precisamente, l'intera operazione deve avvenire entro l'anno successivo a quello per il quale la Tari è richiesta. Quest'ultimo, a sua volta, ha 60 giorni a disposizione per proporre un eventuale ricorso per annullamento o ricalcolo in caso di errori.

Perché si paga la Tari

L'imposta sui rifiuti presenta caratteristiche ben diverse rispetto alle altre, anche sul versante di sconti e detrazioni per i Comuni. La Tari si paga per sostenere le spese dei comuni per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. La Tari deve essere pagata dagli utilizzatori degli immobili che producono rifiuti urbani per i quali opera il servizio di raccolta e smaltimento. Ogni comune stabilisce le proprie tariffe in base ai costi reali della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Se il comune ha approntato un sistema di rilevazione puntuale dei rifiuti urbani prodotti, la tariffa può avere natura di corrispettivo. La tariffa si rifà alla superficie calpestabile degli immobili e al numero di componenti del nucleo familiare che vi risiedono.

Il contribuente non deve eseguire alcun calcolo in quanto l'importo da pagare gli viene comunicato direttamente dal comune o dall'azienda che effettua il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Il comune può applicare delle riduzioni della tariffa con riferimento al valore dell'Isee del nucleo familiare. La Tari si pagherà in un minimo di due e fino un massimo di quattro rate le cui scadenze sono fissate con delibera regolamentare del comune. Con bollettino di conto corrente postale o con modello F24 inviato al contribuente a cura del comune o dell’azienda che eroga il servizio di raccolta. Ogni comune potrebbe prevedere modalità e moduli diversi di dichiarazione per la Tari.

La regola generale è che questa dichiarazione andrà presentate tutte le volte che si modificano i criteri per calcolare le imposte di riferimento. Il tipico esempio è quando l'inquilino cessa di abitare un immobile o l'esistenza di un contratto di comodato registrato con i propri figli o genitori. Occorre avere particolare attenzione al regolamento comunale che potrebbe imporre obblighi di dichiarazione anche molto ravvicinati rispetto al verificarsi degli eventi che modificano la determinazione della tariffa.

Al fine della corretta emissione dei documenti di pagamento, anche per evitare futuri contenziosi con l'Agenzia delle entrate, il contribuente presenta agli sportelli Tari istanze di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili al tributo; rettifica ovvero quando subentrano variazioni delle condizioni di applicazione del tributo da cui consegua un diverso ammontare del tributo; cessazione del possesso, conduzione o detenzione dei locali e delle aree costituenti presupposto di applicazione del tributo. Eventuali modifiche inerenti sulle caratteristiche dell'utenza che comportino variazioni in corso d'anno del tributo applicato sono generalmente conteggiate nella successiva richiesta di pagamento mediante conguaglio compensativo.

Le richieste di rimborso per somme versate e non dovute devono essere presentate nel termine di cinque anni dal giorno del pagamento o dal giorno in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. Entro lo stesso termine va richiesto lo sgravio a decorrere dalla data della consegna della richiesta di pagamento o della notifica del provvedimento di riscossione coattiva. Il provvedimento è generalmente disposto nel termine di 180 giorni decorrenti dal momento della presentazione dell'istanza da parte del contribuente.

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