Tassa Airbnb e case affitto per vacanze: costo per milioni di italiani. Allarme Antitrust

Due elementi vedono in prima file ancora Airbnb e i servizi di affitto brevi che interessano tanti italiani per gli affitti delle case soprattutto quelli per le vacanze

Tassa Airbnb e case affitto per vacanze:

Allarme Antitrust sulla Tassa Airbnb 2018


Due decisioni sugli affitti a breve e in particolare su Airbnb, fanno ritornare al centro dell'attenzione il mercato degli affitti a breve, ad esempio delle case vacanze, con un rischio, da una parte di un aumento dei costi che andrà ovviamente sui cittadini

Tassa Airbnb che alla fine pagheranno i cittadini

E' una tassa decisa nella scorsa manovra di primavera per gli affitti a breve, entro 30 giorni, e che interessano,. però, milioni di italiani non solo con ropirtari di case che danno in locazione, ma anche per chi affitta le case vacanze.

E l'allarme è stato lanciato dall'Antitrust, in quanto provocorebbe non solo problemi concorrenziali, ma anche un aumento dei prezzi per i consumatori finali, anche se lo stesso Antitrust ammette che potrebbe aiutare a risolvere il problema dell'evasione fiscale.

In parole semplici, si tratta di una tassa in più che devono pagare i proprietari di case che affittano tramite Airnbnb e servizi simili che saranno obbligati ad agire come sosituti d'imposta nel 2018 e ritirare una ritnuta del 21% del valore del canone di affitto.
E' chiaro che in questo modo gli affitti tenderanno ad aumentare con costi più alti come si diceva a esempio per le case affitate per le vacanze al mare o in montagna

Airbnb, l'altra decisione più positiva, ovvero anticipo permette di pagare meno

Airbnb sempre più usato da chi ama viaggiare e con sempre più interessanti novità: le ultime notizie riguardano la decisione del colosso degli affitti online di far pagare meno ai clienti in fase di prenotazione.

Si tratta di una novità possibile grazie all’arrivo di una nuova funzione, battezzata Pay Less Up Front, he consentirà di pagare al momento della prenotazione un prezzo inferiore rispetto a quanto attualmente richiesto con un saldo maggiore al momento del check-in nella struttura prescelta.

Cosa cambia in termini pratici con l’arrivo della Pay Less Up Front? Finora i clienti che hanno prenotato luoghi in cui trascorrere brevi vacanze o soggiorni per motivi di lavoro hanno sempre dovuto pagare in anticipo quanto richiesto dalla stessa struttura per il tempo del soggiorno previsto, cosa che per lunghi soggiorni poteva rappresentare un gravoso pensiero, considerando che comportava una spesa considerevole, interamente, prima della partenza.

Ora invece con la nuova funzione pronta al debutto, al momento della sola prenotazione non bisognerà versare l’intera somma prevista per il soggiorno, ma si potrà pagare solo una

Affitti è boom

Le abitudini degli italiani cambiano e non potrebbe essere altrimenti visto che è il mondo a cambiare. Se fino a questo momento il discorso è valso spesso per quanto riguarda le vacanze, visto che ormai i maxi soggiorni che duravano mesi sono un lontano ricordo, questa tendenza si può riscontrare anche per quel che riguarda gli affitti. Secondo l’Ufficio Studi sulle locazioni gli italiani, popolo da sempre famoso nel mondo per essere proprietario, quasi sempre, di almeno una casa, starebbero orientando il loro gradimento verso l’affitto. Una possibilità molto meno impegnativa rispetto all’acquisto, operazione sempre complessa non fosse altro che per motivi di natura economica.

Specchio della crisi economica che ha destabilizzato il pianeta negli ultimi dieci anni. La crescita degli affitti è stata evidente e ha riguardato gli immobili con finalità abitativa, e non solo i negozi. Inoltre, cresce anche la ricerca di case e appartamenti di qualità: il semplice costo, infatti, non rappresenta più la sola priorità per chi prende in locazione un immobile. Infine c’è da considerare il fatto che grazie a questa modalità il guadagno è il 50% in più

Ecco spiegato il perché del boom degli affitti registrato nell’ultimo anno. A confermarlo anche i dati forniti dell’Ufficio Studi sulle locazioni che confermano senza più tentennamenti che gli italiani oggi preferiscono l’affitto alla proprietà. Di certo una scelta che consente di sgravarsi di dosso il peso dell’acquisto di una casa. Conseguenza dello stravolgimento del ritmo e delle abitudini in voga nella società moderna e frutto anche della crisi economica che ha di fatto costretto a modificare alcune abitudini che sembravano eterne.

Il boom dei contratti di locazione è testimoniato dai numeri: nel primo trimestre del 2017 si è registrato un aumento che varia dal +2% al +1,1%. A guidare questa speciale classifica gli affitti dei monolocali, apprezzati da studenti e freelance. Per quanto concerne le modalità contrattuali, quella a canone libero annovera un +57%: il canone concordato si attesta intorno a un ragguardevole + 28% del mercato degli affitti che in questa fase vede gli studenti come grandi protagonisti.







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di Luigi Mannini pubblicato il