Tassa automobilistica: prescrizione e cambiamenti multe significativi

L'applicazione e l'orientamento reale sull'applicazione della normativa del bollo auto e della sua prescrizione secondo l'orientamento giurisprudenziale sull'applicazione dell'art. 2953 cc

Tassa automobilistica: prescrizione e ca

TASSA AUTOMOBILISTICA: LA PRESCRIZIONE E L’ORIENTAMENTO GIURISPRUDENZIALE SULL’APPLICAZIONE DELL’ART. 2953 C.C.


Quando scatta la prescrizione della tassa automobilistica nell'applicazione dell'art. 2953 secondo l'attuale orientamento giurisprenziale e come cambia il regime delle multe per tutte le auto e non solo per il bollo.

Si sta arrivando al pagamento della tassa automobilistica, almeno per la maggior parte delle persone. Cerchiamo di capire le regole attuali sulla prescrizione del bollo auto nel 2018, quando e come vle anche secondo l'orientamento giurisprudenziale sull'applicazione dell'art. 2953 cc

La questione è semplice, ma soprattutto bene nota: in riferimento alle tasse automobilistiche è valida la norma sull'applicazione alle cartelle di pagamento notificate dall'agente della riscossione e bloccata in un credito irretrattabile per assenza di opposizione?

Pagamento tassa automobilistica e prescrizione

Di certo c'è che il mancato versamento della tassa automobilistica entro la scadenza comporta l'avvio delle procedure per il recupero del credito da parte dell'Agenzia delle entrate. Altro punto fermo è in riferimento alla mancata ricezione degli atti: nel caso di mancata notifica della richiesta di pagamento o della cartella esattoriale entro i termini della prescrizione, l'ente non ha diritto di richiedere alcun pagamento poiché l'atto è appunto andato in prescrizione. Tutto risolto? Non proprio perché non è sempre facile il calcolo della prescrizione delle tasse automobilistiche.
Secondo una recente sentenza, il calcolo dei tre anni in caso di notifica di una cartella esattoriale partono dalla data in cui il contribuente riceve nelle proprie mani il plico e non da quando le Entrate consegnano il plico all'ufficiale giudiziario o all'ufficio postale.

Un'altra sentenza delle Sezioni Unite prevede che la scadenza del termine stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce solo l'effetto della irretrattabilità del credito ma non la conversione del termine di prescrizione breve previsto in quello ordinario decennale. Infine, sulla materia si è anche pronunciata la Corte Costituzionale, secondo cui le Regioni non possono fissare proroghe ai termini di decadenza e prescrizioni relativi alla riscossione delle tasse automobilistiche.

Attenzione al nuovo regime sulle multe

C'è un problema di fondo che riguarda le multe in Italia ed è quello della riscossione di quanto richiesto ai contribuenti. La conseguenza, come fa notare il direttore dell'Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini, è che le multe si trasforma in cartelle esattoriale ovvero in sanzioni e interessi aggiuntivi da corrispondere da parte dei contribuenti. Tuttavia c'è un aspetto che mette al centro dei suoi ragionamenti e che rappresenta la linea di indirizzo per il futuro: gli inviti al pagamento che consentono di mettersi volontariamente in regola con il fisco sono efficaci e rappresentano uno strumento da migliorare, ma comunque su cui insistere. Questo almeno in via ufficiale, perché poi le Entrate hanno intenzione di seguire un'altra strada e passa da interventi di riscossione iper veloci senza perdite di tempo.

Stando alle regole che cambiano, si prospetta vita dura per gli automobilisti indisciplinati. Le multe ricevute per violazione del codice della strada - un parcheggio in area vietata o lo sforamento dei limiti di velocità su una strada extraurbana - diventeranno subito esecutivo ai fino della riscossione. Lo ha detto chiaro e tondo lo stesso numero uno dell'Agenzia di XX Settembre, spiegando come, al pari di quanto già avviene con i debiti per mancati contributi previdenziali versati o debiti erariali, sia necessario allargare alle sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada la validità immediata dell'atto notificato all'ente, anche ai fini dell'esecuzione forzata a mezzo ruolo. C'è proprio quella parola forzata che è destinata a fare la differenza rispetto al passato. Ergo: si ricorrerà con sempre maggiore frequenza alle cosiddette ganasce fiscali ovvero al fermo amministrativo dei veicoli.

Le ganasce fiscali sono un fermo amministrativo che consiste in una misura cautelare, attivata dalll'agente della riscossione, attraverso la trascrizione del fermo del veicolo nel Pubblico registro automobilistico, non consentendole di circolare. Se dopo il fermo il debito continua a non essere pagato, l'Agenzia delle entrate può sottoporre l'auto a pignoramento e venderla all'asta. Naturalmente è sempre possibile cancellare il fermo amministrativo. Basta esibire allo stesso Pubblico registro automobilistico il provvedimento di revoca che l'agente della riscossione rilascia all'atto del pagamento della multa, con tanto di sanzioni e interessi.

Pugno duro, dunque, ma anche e soprattutto rapido e incisivo. Come spiegato da Ruffini, il ruolo dell'Agenzia delle entrate sarebbe quello di intervenire nella fase esecutiva, senza riprendere la notifica della cartella di pagamento. Numeri alla mano, quelli che spingono all'applicazione di regole differenti rispetto a quelle adesso in vigore, ammonta a circa un milione e mezzo la quantità di cartelle relative a sanzioni amministrative stradali. Volendo fare un paragone, in sei anni l'ormai ex Equitalia, le cui funzioni sono adesso in mano alle Entrate che è subentrata nell'esercizio delle mansioni e nella gestione delle nuove pratiche di riscossione, ha incamerato per conto dei Comuni oltre quattro miliardi con le cartelle e dal 2000 a oggi ha portato a incassare 34,56 miliardi di euro.