Tassa rifiuti, quando si può avere indenizzo e versamento esclusivo F24

Come capire e quali voci vedere per sapere se la tassa rifiuti pagata finora è legittima e valida o gonfiata. E poi regole riviste per pagamenti solo con F24

Tassa rifiuti, quando si può avere inden

Tutto quello che c'è da sapere su come fare ricorso per ottenere il rimborso della Tari


Diventa sempre più complesa la situazione della tassa rifiuti, sia per le modalità di pagamento che per quando si può rimborso, come far a capire, quali voci occorre prestare attenzione.

Se la tasse per i rifiuti era già complessa e poco ben voluta dagli italiani la situazione peggiora perchè in molti Comuni non viene accettata più la domiciliazione bancaria, ma solo il pagamento con F24, l'unico sistema valido e accettato.Il modello si ricervà a casa e sarà precompilato e si potrà pagare in banca o in Posta oppure via Internet ricopiando con attenzione i codici. Altra indicazione che se si è professionisti con partita iva, il pagamento deve essere per forza per via informatica.
Ricordiamo che non si potrà compensare eventuali pagamenti gonfiati e sotto spieghiamo come procedere anche per verificare se la la tassa rifiuti, la Tari, pagata finora era giusta e valida oppure sbagliata e gonfiata e come procedere con il il rimborso

La raffica di ricorsi che sono già pronti a partire per quanto riguarda la Tari non sembra avere alcun effetto sulla manovra finanziaria per il 2018 che sta vedendo la luce. Vero è che le due cose viaggiano su binari paralleli ma intanto una delle tasse più odiate dai contribuenti italiani potrebbe lasciare un brutto regalo sotto l’albero di Natale. La manovra economica di fine anno, infatti, come accade ormai da diverso tempo a questa parte, tiene in considerazione tutto quello che si è detto durante l’anno tranne le promesse di abbassare la pressione fiscale. E anche in questo caso per attività commerciali e famiglie si prevedono aumenti sulla Tari che non faranno certo piacere.

Per questo motivo, dopo i chiarimenti del sottosegretario al ministero dell’Economia e Finanze sul calcolo della Tari in base alle pertinenze, la richiesta di rimborso al Comune di residenza da parte dei cittadini che hanno versato una cifra superiore per quel che riguarda la Tari non può che essere quasi che un riflesso condizionato. Molte amministrazioni locali hanno fatto pagare la tassa sui rifiuti calcolandola sia in relazione all’abitazione sia alle pertinenze, con una maggiorazione che, in alcuni casi, è arrivata fino a un aumento del settantadue per cento. E qui, una volta svelato l’arcano, si innesta il diritto di chiedere il rimborso attraverso il ricorso tenendo presenti anche le direttive fornite dal Ministero dell’Economia che ha stabilito in pratica il calcolo sulla quota variabile va fatto una sola volta per ogni utenza. Questo significa che per molti cittadini la tassa è risultata gonfiata e per questo adesso che c’è la possibilità di chiedere il rimborso si ci aspetta una valanga di ricorsi.

Rimborso tassa rifiuti al Comune

Per ottenere il rimborso della Tari dal Comune di residenza si dovrà compilare l’apposita domanda con l’indicazione della quota di Tari che non bisognava pagare perché calcolata sulle pertinenze. Questa opportunità vale solo per gli importi versati negli ultimi cinque anni. Quindi bisognerà recarsi nella sede del proprio comune di residenza e presentare la domanda di rimborso. Se a gestire la riscossione di questo tributo non è l’ente comunale, ma un ente terzo, allora sarà necessario inviare questa domanda di rimborso direttamente a tale ente e non al Comune. L’invio con la richiesta di rimborso deve avvenire con raccomandata con ricevuta di ritorno oppure con posta elettronica certificata. Deve essere ben leggibile la firma del titolare dell’utenza. Nella raccomandata o nella mail bisogna infine citare gli estremi dell’interrogazione parlamentare n. 5-10764 del 18 ottobre 2017. Alla richiesta vanno allegati gli avvisi di pagamento della Tari che contengono:

  • i dati catastali dell’immobile;
  • la quota fissa e variabile distinta per ogni unità immobiliare;
  • la superficie tassata;
  • il riepilogo dell’importo da pagare e il dettaglio delle somme;
  • il numero degli occupanti.

Tassa rifiuti gonfiata

Sono molti i cittadini, per i motivi che abbiamo visto qui sopra, ad avere pagato una tariffa sui rifiuti gonfiata rispetto all’importo che bisognava pagare. Sono stati tanti, in tutta Italia, i casi di Tari gonfiata, quindi. Talmente tanti tanto che i tribunali non hanno potuto far finta di niente e all’iniziale indifferenza hanno dovuto sostituire il peso di molte sentenze che hanno in buona sostanza sancito la giustezza delle proteste dei cittadini che, una volta avuto ragione, adesso possono chiedere il rimborso per quanto riguarda tariffe fino a cinque anni orsono. Il dibattito su questo tema è ancora aperto e la questione della Tari illegittima ovvero della tassa dei rifiuti gonfiata rispetto all'importo reale.

Si tratta di una situazione che come abbiamo avuto già modo di dire, è la stessa in diverse parti d’Italia da Nord a Sud con poca differenza tra grandi e piccoli comuni perché, con le dovute proporzioni sia gli uni che gli altri hanno applicato le medesime regole, sbagliando. Il consiglio per i cittadini è allora di leggere con molta attenzione gli avvisi di pagamento ricevuti e verificare che la quota variabile applicata sulle eventuali pertinenze sia pari a zero euro.