Tassa sulla plastica 2020, il costo reale per i consumatori e le azienda

di Marianna Quatraro pubblicato il
Tassa sulla plastica 2020, il costo real

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Un euro al chilo: si prepara a debuttare la nuova tassa sulla plastica 2020. Come funzionerà e quanto costerà. Le posizioni sulla novità

In un mondo che aspira ad essere plastic free, mentre alcuni Paesi hanno già bandito l’uso della plastica sostituendola con materiali riciclabili, in Italia arriva la nuova tassa sulla plastica 2020 che, stando a quanto riportano le ultime notizie, interesserà sia i consumatori sia le aziende. Di quanto sarà la nuova tassa sulla plastica 2020? Quale sarà il costo reale della tassa sulla plastica per consumatori e azienda?

Nuova tassa plastica 2020: come funzionerà

Il governo, con l’approvazione della prima stesura della Legge di Bilancio che continua il suo iter in Parlamento tra Camera e Senato prima della sua approvazione finale prevista, come al solito, per il mese di dicembre, ha dato il via ad una serie di nuove tasse 2020 tra cui figura la tassa sulla plastica.

Secondo quanto stabilito, la tassa sulla plastica 2020 sarà di un euro al chilogrammo per gli imballaggi. Ciò significa che la nuova tassa colpirà bottiglie, contenitori e confezioni per prodotti alimentari. Stando a quanto previsto, la nuova tassa dovrebbe ufficialmente entrare in vigore a partire dal prossimo primo giugno 2020 e si inserirà tra quelle misure che vorrebbero portare ad una totale eliminazione dell'uso della plastica che, come ormai tutti i dibattiti tendono a sottolineare, è tra le grandi piaghe ambientali del nostro tempo.

Quanto costerà la tassa sulla plastica per consumatori e aziende

Secondo quanto stimato da Federconsumatori, la tassa sulla plastica, calcolata secondo quanto sopra spiegato, dovrebbe pesare sui consumatori per ben 138 euro annui, perché sarà scaricata soprattutto sui prezzi finali dei diversi prodotti.

Secondo le stime di Mineracqua (Federazione Italiana delle Industrie delle Acque Minerali Naturali e delle Acque di Sorgente) la nuova tassa peserà sulle aziende che impiegano il Pet-Polietilene e già versano per ogni tonnellata di questo materiale acquistato un contributo compreso tra i 188 e i 208 euro a tonnellata e prevederà per i consumatori, anche per effetto dell'Iva, un maggior costo di 5/7 centesimi a litro.

Considerando, per esempio, una bottiglietta di acqua minerale venduta a 10 centesimi al litro, il consumatore si ritroverebbe a pagare il 50% in più a causa della nuova tassa sulla plastica.

I costi per consumatori e aziende hanno portato anche Confindustria ad esprimere contrarietà nei confronti della nuova tassa annunciata, considerando che piuttosto che finalità ambientali, sembra voler penalizzare i prodotti e recuperare risorse a discapito di consumatori, lavoratori e imprese che, come ha precisato Confindustria, oggi già pagano il contributo ambientale Conai per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica per 450 milioni di euro all'anno, 350 dei quali vengono versati ai Comuni per la raccolta differenziata.

Anche per Unionplast, associazione di categoria che riunisce i trasformatori di materie plastiche, la nuova tassa sulla plastica che il governo vuole introdurre potrebbe rappresentare solo una penalizzazione per le imprese produttrici di imballaggi in plastica.

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