Tassazione patrimoni, perché serve. Da noi e nelle altre nazioni

L'importanza di tassare i patrimoni e di una patrimoniale unica anche nel nostro Paese: logica di riduzione delle disegualianze sociali

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Pagare le tasse per riuscire ad avere le risorse economiche necessarie per un’equa distribuzione della ricchezza: sarebbe questa la logica dell’imposizione fiscale che nei Paesi considerati civili è progressiva e graduale misurata sulla ricchezza. Il principio sarebbe far pagare di più a chi ha di più e percepisce redditi maggiori per una redistribuzione delle risorse con i meno abbienti. Nel nostro Paese sono, infatti, diversi i milioni di cittadini che dispongono dei servizi del welfare, che rappresenta ben oltre il 50% della spesa pubblica del Belpaese.

L’importanza della tassazione dei patrimoni

Stando a quanto spiegato da Tortuga, chiaro pseduonimo, di Econonpoly del Sole 24 Ore, considerando un’equa tassazione commisurata sulla ricchezza di ogni individuo, si mette lo Stato nella condizione di poter facilmente redistribuire le risorse economiche esistenti, per evitare gap troppo evidenti tra le classi benestanti e quelle meno abbienti. E proprio per cercare di colmare questo gap che la tassazione diventa importante, sia sui patrimoni mobiliari che su quelli immobiliari. Del resto, chi ha di più è chiaro che possa permettersi di pagare anche tasse maggiori per sostenere chi, al contrario, vive in condizioni di forte difficoltà economica.

Vista da questa prospettiva, quindi, le tasse non dovrebbero essere osteggiate a priori e considerate uno spauracchio ma più che altro bisognerebbe iniziare a considerarle come risorsa per garantire una riduzione delle disuguaglianze e valutarle e calcolarle in modo obiettivo in base alle posizioni individuali dei singoli proprio seguendo il principio dell’equità. La logica sarebbe far pagare le tasse commisurate in base a ciò che si possiede e a quanto si percepisce di stipendio,

Le tasse, infatti, devono essere eque e pesare soprattutto su chi ha una ricchezza maggiore, da una parte, e, dall’altra, devono soddisfare i parametri di cosiddetta efficienza economica, riducendo gli effetti restrittivi su ciò che produce crescita per molti e pesando di più su ciò che produce rendite per pochi.

Patrimoni tassati: cosa accade in Italia

In Italia la tassazione dei patrimoni e dei beni di proprietà prevede tante e piccole imposte e bolli, per un gettito complessivo pari al 2,7% del Pil e la maggior parte dei soldi derivano dalle tasse sugli immobili, tra Imu e Tasi, anche se le prime case sono esenti dal pagamento dell’Imu. Non esiste nel nostro Paese un’imposta complessiva sul patrimonio che, invece, secondo alcuni studi dell’Ocse, bisognerebbe istituire per ridurre le diseguaglianze che nel Belpaese sono fortemente marcate. Stando a quanto riportano le ultime notizie, infatti, il 43% della ricchezza varrebbe per un appena 10% più benestante della popolazione, mentre il 20% più povero detiene lo 0,3% della ricchezza e l’8,4% degli italiani vive oggi in condizione di povertà assoluta.

Ridurre la disuguaglianza attraverso una patrimoniale unica per i più ricchi avrebbe diversi vantaggi, da una maggiore mobilità sociale, ad una crescita costante e più dinamica, per arrivare ad una capacità di spesa immediata che lo Stato potrebbe sfruttare per ridurre gli oneri fiscali dei ceti meno abbienti o per fornire maggiori servizi pubblici.

E, secondo le ultime notizie, ulteriori vantaggi potrebbero derivare dalla riduzione del pagamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, misura che innanzitutto peserebbe meno sul datore stesso che potrebbe pertanto essere più propenso a ulteriori assunzioni, dando spinta all’occupazione italiana che come sappiamo continua a vivere un grande momento di difficoltà, e poi ci allineerebbe alla media europea, considerando che come le ultime notizie confermano  in Italia i contributi a carico del datore di lavoro siano tra i più alti dei Paesi Ocse, dopo Francia, Belgio, Repubblica Ceca e Belgio, per un totale pari all’8,7% del Pil.

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di Marianna Quatraro pubblicato il