Tasse, 1200 euro in meno in busta paga a causa dell'Irpef. Ecco i motivi e soluzioni

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Tasse, 1200 euro in meno in busta paga a

1200 euro in meno in busta paga

Ecco le conseguenze del combinato effetto tra taglio del cuneo fiscale, ampliamento del bonus di 80 euro, rafforzamento della detrazione d'imposta decrescente e taglio dell'Irpef.

Lo chiamano già il grande pasticcio dell'Irpef perché il rischio che si corre è di perdere anche 1.200 euro di reddito disponibile.

Succede per via del combinato effetto tra taglio del cuneo fiscale, ampliamento del bonus di 80 euro, rafforzamento della detrazione d'imposta decrescente e taglio dell'Irpef.

Approvato con l'ultima legge di Bilancio e destinato a entrare in vigore dal primo luglio, il taglio del cuneo fiscale non è altro che la riduzione del costo del lavoro a carico delle imprese.

Tradotto in termini pratici significa estensione del bonus da 80 euro fino a 100 euro per una platea di contribuenti più ampia con un reddito da lavoro dipendente. Ma anche detrazione d'imposta crescente per i redditi compresi tra 28.000 e 40.000 euro all'anno.

Per quanto riguarda le tempistiche, se la detrazione d'imposta varrà solo per il secondo semestre del 2020, l'allargamento della platea del bonus è un invece un cambiamento definitivo ovvero che resterà in vigore anche nei prossimi anni.

Si tratta di una decisione che, come evidenziato dalla Banca d'Italia, provocherà una serie di distorsione. Vediamo tutto tra

  • 1200 euro in meno in busta paga
  • Allarme tasse con la nuova Irpef

1200 euro in meno in busta paga

Cerchiamo innanzitutto di capire la portata dei cambiamenti a iniziare dalla rimodulazione del cosiddetto bonus Renzi.

Da una parte chi ha fin qui ricevuto 80 euro vedrà aumentare l'importo a 100 euro. Dall'altra sarà erogato un bonus anche per quei redditi che fino qui erano rimasti esclusi. In sintesi:

  • 100 euro al mese per redditi tra 8.000 e 28.000 euro
  • 97 euro al mese per 29.000 euro di reddito
  • 94 euro al mese per 30.000 euro di reddito
  • 91 euro al mese per 31.000 euro di reddito
  • 89 euro al mese per 32.000 euro di reddito
  • 86 euro al mese per 33.000 euro di reddito
  • 83 euro al mese per 34.000 euro di reddito
  • 80 euro al mese per 35.000 euro di reddito
  • 64 euro al mese per 36.000 euro di reddito
  • 48 euro al mese per 37.000 euro di reddito
  • 32 euro al mese per 38.000 euro di reddito
  • 16 euro al mese per 39.000 euro di reddito

Il problema nasce con l'aliquota marginale ovvero l'aumento del reddito in termini di imposte, la perdita di trasferimenti monetari e i contributi.

In sintesi accade che con la riforma fiscale questa aliquota supera il 100% e per quasi un milione di lavoratori con reddito tra 28.000 e 30.000 euro diventa più conveniente ridurre il reddito imponibile per aumentare quello netto ovvero per non perdere fino a 1.200 euro, come vediamo meglio con un esempio nel prossimo paragrafo.

Allarme tasse con la nuova Irpef

Come spiega il quotidiano il Messaggero, se un lavoratore con reddito tra 28.000 e 30.000 euro aumentasse il proprio guadagno anche di un euro, ad esempio a 29.001, il reddito disponibile verrebbe ridotto da 22.600 a 21.400 euro che si tradurrebbero in 1.200 euro in meno.

Ecco dunque che viene fatto notare che la via d'uscita è di confermare la detrazione d'imposta decrescente anche dopo il 2020 e non solo per gli ultimi mesi dell'anno, ma lo Stato significherebbe spendere altri 3 miliardi di euro circa.

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