Tasse in aumento nel 2019 in silenzio. Ecco quali, dove e chi colpiscono

A essere coinvolte sono sia l'addizionale Irpef e sia l'Imu e la Tasi. Succede perché il governo non ha confermato il blocco delle imposte locali.

Tasse in aumento nel 2019 in silenzio. E

Irpef, Imu e Tasi in aumento

Ma è vero che le tasse stanno diminuendo? La risposta non è così immediate perché occorre fare una distinzione tra le tasse nazionali e le tasse locali. Perché se le prime sono oggetto di una rivisitazione verso o il basso, almeno per i redditi medio-bassi, con l'introduzione dell'imposta piatta per gli autonomi e forse per i dipendenti, le seconde sono in rialzo. E a essere coinvolte sono sia l'addizionale Irpef e sia l'Imu e la Tasi.

Succede perché questo governo non ha confermato il blocco delle imposte locali stabilito tre anni fa. Sarebbe dunque un errore pensare che le tasse nazionali e le tasse locali viaggino su due binari separati perché le une sono strettamente legate alle altre.

Irpef, Imu e Tasi in aumento

L'allarme sull'aumento dell'addizionale Irpef è un fatto concreto e a denunciarlo è la Corte dei Conti. Come si legge nel Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica, sono 469 i primi cittdini che l'hanno già rivista verso l'alta grazie alla possibilità di aumentare i tributi locali dopo i tre anni di congelamento. E tra i comuni coinvolti in questi ritocchi verso l'altro ci sono sia grandi città come Milano, Napoli e Palermo, ma anche centri di provincia come Mantova a Rimini.

E l'impressione è che possa essere solo l'inizio. Anche perché, non dimentichiamolo, questi 469 comuni si sono aggiunti ai 3173 che avevano già fissato l'aliquota massima applicabile.

E che dire di Imu e Tasi 2019? La prima è l'imposta sulla proprietà immobiliari da pagare sulle case differenti dalla prima (purché non di lusso), la seconda è la tassa sui servizi, parte della quale è a carico dell'inquilino se diverso dal proprietario. Ebbene, anche in questo caso sono state numerose le amministrazioni comunali a rivedere le aliquote verso l'altro approfittando dei maggiori margini di manovra concessi dall'esecutivo. L'impatto per i contribuenti è alle porte perché entro il 17 giugno occorre pagare la prima rata o acconto ed entro il 16 dicembre la seconda rata o il saldo.

E a chiudere il cerchio c'è la Tari, la tassa sui rifiuti. Secondo i calcoli della Uil, su 54 città sotto esame, 23 hanno aumentato la tariffa, 19 l'hanno diminuita e 12 l'hanno mantenuta.

Ma come potrebbero cambiare Imu e Tasi

La proposta della Lega istituisce e disciplina in 13 articoli la nuova imposta municipale, sugli immobili che sostituisce fondendole la vecchia Imu e la Tasi. Con l'obiettivo di semplificare un sistema di tassazione del mattone che fa pagare due imposte sulla stessa base imponibile. L'aliquota di base della nuova Imu per gli immobili diversi dall'abitazione principale è fissata allo 7,6 per mille ma è al 10,6 per mille il tetto massimo entro il quale i comuni con propria delibera possono aumentarla. Solo per il primo anno l'asticella può essere superata confermando la maggiorazione dello 0,8 per mille dove prevista.

E torna la proposta del bollettino precompilato che i comuni devono inviare ai contribuenti. Per rendere possibile un'operazione finora bloccata dalla fioritura di oltre 2.000 aliquote diverse, il testo consente ai sindaci di fissare solo altre 10 aliquote su misura di altrettante categorie di immobili.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sui diritti per i lavoratori per rimanere aggiornato su tutte le novità:
Ti è piaciuto questo articolo? star

Seguici su Facebook, clicca su "Mi Piace":


di Chiara Compagnucci pubblicato il