Tasse locali, famiglie schiacciate. Una mazzata. I dati Uil

Tasse locali sempre più alte e una stangata per le famiglie schiacchiate da un peso del fisco locale per ben 2066 euro secondo quanto riportato dalla Uil e le prospettive non sono migliori

Tasse locali, famiglie schiacciate. Una

Tasse locali, che mazzata: nel 2017 2.066 euro a famiglia


I dati della Uil sono chiari, le famiglie italiane sono schiacciate sempre da più tasse locali, sottolineando che pure quelle nazionali nonostante si dica siano in diminuzione (e lo sarebbero di circa 1 punto o 1,5 che comunque è pochissimo) non cessano di essere pesanti e molte, anzi, sono nscoste e occulte e le cose non sembrano tendere a migliorare. Anzi....nonostante tutte le promesse per il voto in arrivo, anche percè il debito pubblico è ancora altissimo

Tasse locali, peso altissimo per le famiglie italiane

Che le tasse siano uno degli incubi peggiori per gli italiani che, nonostante le cicliche promesse di alleviamento del carico fiscale, sono ormai consapevoli di pagare un prezzo salatissimo per non avere in cambio servizi adeguati. Un mantra che torna soprattutto quando c’è una campagna elettorale in atto. E in un paese che vive questa condizione in maniera quasi permanente, si capisce che anche le tasse rappresentano un argomento spesso al centro di dibattiti e polemiche. Così quando l’analisi del servizio Politiche territoriali della Uil sull'andamento delle tasse locali nel 2017 svela che sono stati quarantasette i miliardi di euro pagati dagli italiani nel 2017 per tasse e balzelli regionali e comunali, il discorso si infiamma e prende vigore nuovamente. Questo significa, infatti, che in media ogni famiglia nel 2017 ha sborsato più di duemila euro per l'Imu o Tasi,  addizionali regionali Irpef, Irpef comunale, tassa sui rifiuti. In particolare, per l'Imu o Tasi, per immobili diversi dalla prima casa, l'esborso medio è stato di 814 euro; per le Addizionali Regionali Irpef mediamente l'esborso è stato di 726 euro; per le Addizionali Comunali Irpef 224 euro; per la Tari 302 euro.

I costi della Tari alcuni esempi

Tanto per fare qualche esempio, in Lombardia il costo a tonnellata è di 253 euro, a Isernia 249 euro, a Pesaro Urbino 263 euro. E fin qui le differenze sono contenute, ma a Roma la stessa tonnellata di spazzatura costa 406,26 euro l'anno, a Napoli 430 euro, ad Avellino 451, a Palermo 550,47 euro. Siamo insomma davanti a una vera e propria giungla di tariffe attuale. A quanto pare, alla base di questi scompensi ci sono gli scarsi controlli sugli Ato ovvero gli Ambiti territoriali ottimali, introdotti con l'obiettivo di creare un modello di gestione aggregata dei rifiuti accorpando più ambiti comunali per abbassare le tariffe grazie alle economie di scala. Tra l'altro, i singoli comuni hanno la facoltà di introdurre agevolazioni ed esenzioni anche al di à degli specifici casi individuati dalla legge. Godono insomma della massima autonomia regolamentare che può essere utilizzata bene o male a seconda delle circostanze.

Tasse sugli immobili: 40 miliardi di euro come una patrimoniale

Un peso fiscale altissimo del valore di 40 miliardi di euro pesa sui proprietari di immobili in Italia come se si trattasse di una patrimoniale. Secondo le ultime notizie rese note dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, i 40 miliardi di euro rappresenterebbero il valore totale di Irpef, Ires, imposta di registro e di bollo e cedolare secca, che, stando alle ultime notizie, pesano per 9,1 miliardi e alle quali si sommano ulteriori 9,9 miliardi di tasse legate al trasferimento (dall'iva alle imposte su successioni e donazioni, dagli oneri catastali alle imposte di registro) e 21,2 miliardi di euro di imposte a carico dei proprietari degli immobili, da Imu, a Tasi, Tari e ulteriori eventuali.

Sempre secondo la Cgia, i maggior colpiti dal peso delle imposte sugli immobili sono soprattutto i proprietari di seconde case, per cui chi oggi, oltre all’abitazione principale, possiede una casa ‘in più’ al mare o in montagna, è decisamente penalizzato per quanto riguarda il carico fiscale sugli immobili. Secondo la stessa Cgia, infatti l'aumento del gettito prodotto da Ici, Imu e Tasi tra 2011 e 2016 è passato da poco più di un miliardo di euro a ben 11 miliardi e mezzo di euro. Elevato è stato anche l’aumento delle imposte registrato per immobili strumentali. Nello stesso periodo appena riportato, infatti, i proprietari di questa tipologia di immobili si sono visti più che raddoppiare il prelievo fiscale, salito da meno di 5 miliardi del 2011 (4,88 miliardi di euro) a quasi 10 oggi (9,72 miliardi).