Visite fiscali, esenzioni. Lettera E su certificati medici non serve. E altri chiarimenti INPS

Quali sono gli orari delle visite mediche fiscali e ultimi chiarimenti Inps su reperibilità: cosa c’è da sapere ed eventuali sanzioni previste

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L’Inps ha reso noto un nuovo comunicato ufficiale riportando chiarimenti relativi a orari di reperibilità per malattia nel caso di visite fiscali di controllo, comunicato che, stando a quanto riportano le ultime notizie, è diventato necessario a seguito delle ultime notizie circolate sulle modalità di esonero dalle visite mediche di controllo domiciliare. L’Inps ha, infatti, reso noto che dopo le notizie diffuse sul web sulle modalità di esonero dalle visite mediche di controllo domiciliari, molti lavoratori stanno chiedendo ai propri medici curanti di apporre il codice E (codice per esclusivo uso interno dei medici Inps durante la disamina dei certificati pervenuti) nei certificati per avere l’esenzione dal controllo, cosa che in realtà non è prevista.

La vista medica fiscale, infatti, è una procedura ufficiale prevista dallo stesso diritto del lavoro italiano, per cui ogni datore di lavoro può chiedere che venga effettuata una visita fiscale nei confronti del proprio dipendente per accertare che effettivamente il certificato di malattia inviato a lavoro rispecchi una relativa malattia o incidente che lo costringe ad astenersi dal lavoro.

Visite fiscali: esenzioni e reperibilità

Le regole relative alle visite fiscali, infatti, non prevedono in alcun caso l’esonero dal controllo ma la prevedono solo dalla reperibilità, per cui il controllo è sempre possibile e il medico curante non può apporre alcun codice E nei certificati per avere l’esenzione dal controllo ma può eventualmente solo prevede agevolazioni che escludono dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità in determinate e specifiche situazioni.

Sono, infatti, possibili agevolazioni per la fascia di reperibilità per i dipendenti pubblici che abbiano patologie gravi che richiedono terapie salvavita; o per causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima; o per stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%, come stabilito dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2017; e per i lavoratori subordinati dipendenti dai datori di lavoro privati che abbiano patologie gravi per cui sono necessarie terapie salvavita; o stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%, come riportato nel decreto del Ministero del Lavoro del gennaio 2016.

Le agevolazioni previste per le visite fiscali non riguardano assolutamente e in alcun modo il controllo ma solo gli orari di reperibilità. Il vincolo di reperibilità cade, invece, nei casi di gestazione a rischio, patologie documentate e identificate le cause di servizio, infortuni di lavoro, e di menomazione attestata. Tuttavia, le visite fiscali non sono obbligatorie per tutti, perché sono previste alcune esenzioni per determinati tipi di malattie. E tra queste vi sono le patologie gravi che richiedono terapie salvavita, come ad esempio le cure chemioterapiche; e gli stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità che deve aver determinato una riduzione della capacità lavorativa pari almeno al 67%.

Visite fiscali: orari

Gli orari di reperibilità per le visite fiscali sono differenti tra lavoratori pubblici e lavoratori privati. Per i primi, le visite si possono effettuare dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 e valgono dal primo giorno di malattia sia nei giorni lavorativi sia nei giorni festivi. Per i lavoratori privati, gli orari di reperibilità per le visite fiscali sono dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 e anche in questo caso valgono dal primo giorno di malattia e sia nei giorni lavorativi che nei giorni festivi.

Visite fiscali: multe

I lavoratori che non si fanno trovare presso il domicilio dichiarato al momento della disponibilità alla reperibilità potranno essere soggetti a multe. In particolare, se il lavoratore entro 15 giorni dalla visita fiscale non giustifica in maniera adeguata la sua assenza al momento della visita stessa perderà il diritto al 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di malattia e al 50% per i giorni successivi. Inoltre, in caso di assenza al momento della visita fiscale si può andare incontro anche a sanzioni a livello disciplinare che possono arrivare a prevedere anche il licenziamento con o senza preavviso.