Al centro migranti scoppia il caso, decine di acquisti sul sito online di moda

Il punto fondamentale non è la possibilità di fare acquisti, che rientra naturalmente nelle personali scelte, quanto piuttosto la sistematicità con cui avverrebbero.

Al centro migranti scoppia il caso, deci

Decine di acquisti sul sito online


Ecco che la nuova polemica è servita perché la vicenda delle decine di pacchi Zalando comprati dai profughi non può che rappresentare un'occasione in più per i detrattori dei migranti. Il caso è comunque ufficialmente scoppiato e a essere coinvolti sono i centri di accoglienza dei profughi di Certaldo e Firenzuola e alcuni migranti che avrebbero effettuato acquisti sulla nota piattaforma online di moda. Una premessa è comunque necessaria: non c'è alcun comportamento illecito perché i capi di abbigliamenti, che sia griffati o meno, le scarpe e gli accessori sono stati regolarmente acquistati. Ma come fanno notare coloro che hanno sollevato la questione, esiste un problema di merito.

Decine di acquisti sul sito online di moda dai profughi

Come riferisce il quotidiano La Nazione che rilanciato la notizia delle decine di acquisti sul sito online di moda dai profughi, ad aver sollevato la questione e ad averla resa pubblica - comunque già nota ai cittadini e agli addetti alle consegne - è stato Jacopo Alberti, consigliere regionale della Lega Nord, riportandola in un'apposita interrogazione. A suo dire non è possibile, considerando che a ciascun ospite sono corrisposti 2,50 euro al giorno, oltre alle ricariche telefoniche, che siano stati in grado di acquistare tutti questi prodotti. Da qui la richiesta di conoscere le ragioni per le quali sono effettuati acquisti online di beni destinati alle strutture che accolgono i richiedenti asilo.

Una domanda che prende le mosse dalla considerazione che gli ospiti delle strutture di accoglienza sono già dotati di tutto il necessario. E poi, aggiunge, a che titolo, a nome di quale persona o ente e con quali risorse sono effettuati tali ordini di acquisto? Come rende il consigliere regionale toscano, le risorse destinate all'accoglienza dei richiedenti asilo servono a coprire tutte le necessità degli ospiti delle strutture ovvero pulizia, vitto e beni di prima necessità, oltre appunto al pocket money di 2,50 euro. Il punto fondamentale, viene fatto notare, non è la possibilità di fare acquisti, che rientra naturalmente nelle personali scelte. Quanto piuttosto la sistematicità con cui avverrebbero e la non compatibilità con il budget a disposizione.

E poi, come fanno notare i corrieri che consegnano i pacchi, contattati dallo stesso quotidiani, a volte i destinatari pagherebbero in contanti direttamente alla consegna, altre volte il pagamento sarebbe già avvenuto con carta di credito al momento dell'ordine sul portale di vendita online. Di conseguenza si limiterebbero alla consegna del pacco al destinatario.