Amazon, gabbia per i dipendenti. Tutta la storia

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Amazon, gabbia per i dipendenti. Tutta l

La gabbia per dipendenti nei magazzini Amazon

Che si tratti di una vera gabbia è dimostrato dalla forma e dalle modalità di accesso che avviene tramite una porta chiusa con tanto di serratura.

Come al solito la lettura è doppia. Da una parte c'è quella aziendale secondo cui questa soluzione avrebbe permesso di trasportare il magazziniere e consentirgli di lavorare in sicurezza a fianco con macchine autonome. Dall'altra c'è quella dei lavoratori e dei loro rappresentanti che hanno visto con scetticismo la cosiddetta una gabbia per i dipendenti. Di certo c'è che Amazon ha brevettato questa soluzione per poi tornare sui suoi passi. Il ripensamento non è però da ricondurre alle proteste dei dipendenti o di chi per loro, ma semplicemente dall'evoluzione del settore che reso superato questo schema di organizzazione del lavoro immaginato da Amazon.

La gabbia per i dipendenti nei magazzini Amazon

Le intenzioni della multinazionale statunitense sembrano allora delle migliori perché si tratta di una soluzione per trasportare il lavoratore nel magazzino e garantirgli l'incolumità. In qualche modo si tratterebbe della sintesi tra i progressi raggiunti dall'intelligenza artificiale e le esigenze di tutela sul posto di lavoro sulla base delle normative in vigore nei vari Paesi. E che si tratti di una vera e propria gabbia è dimostrato dalla forma e dalle modalità di accesso che avviene tramite una porta chiusa con una serratura da sbloccare con la digitazione di un codice personale (la cara e vecchia chiave no, almeno quella). L'idea è però rimaste ferma sulla carta e non si è mai staccata dai fogli del brevetto regolarmente depositato.

Etica e intelligenza artificiale, la ricerca

E lo ha fatto due anni fa, ma da allora a oggi nessun ne ha parlato. Anche perché, a dirla tutta, la stessa Amazon è finita più volte al centro delle discussioni per motivi legati all'organizzazione del lavoro. Chi ricorda le polemiche infinite sul braccialetto elettronico da tenere al polso dei dipendenti, per tracciare i loro movimenti, di cui se n'è occupata anche la politica nostrana? Questa volta la questione è finita sotto i riflettori per via di uno studio di Kate Crawford (New York University) e Vladan Joler (Università di Novi Sad) sui legami tra etica e intelligenza artificiale. E una struttura di questo tipo non poteva che entrare di diritto nella ricerca.

A scivere la parola fine sulla vicenda è stato lo stesso vicepresidente Dave Clark, secondo cui a volte anche le cattive idee vengono registrate. Questo brevetto non è mai stato utilizzato e Amazon non ha in progetto di utilizzarlo ("Sometimes even bad ideas get submitted for patents. This was never used and we have no plans for usage"). Ricorda poi come la società abbia sviluppato una soluzione di gran lunga migliore, che può essere indossata da un piccolo giubbotto che causa l'arresto di tutte le unità di trasmissione robotizzate nelle loro vicinanze ("We developed a far better solution which is a small vest associates can wear that cause all robotic drive units in their proximity to stop moving").