Aumentano ancora i Comuni italiani che pagano fino a 30mila euro per andare a viverci. Lista aggiornata

di Chiara Compagnucci pubblicato il
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Quali sono i Comuni di Italia che pagano per tornarci a vivere e cosa fare: ecco cosa prevedono le norme in vigore e chiarimenti

Quali sono i Comuni italiani che pagano per andarci a vivere? Sono tanti e diversi i piccoli borghi italiani che negli anni si sono spopolati perché in grado di offrire decisamente molto meno, soprattutto ai più giovani, rispetto alle grandi città. 

Poi, ultimamente, c’è stata una sorta di ritorno alle origini e sono tantissimi i ragazzi che preferiscono vivere nei piccoli paesi e nei borghi piuttosto che nelle grandi città caotiche, affollate, inquinate, trafficate. Spesso, però, ci sono condizioni che non agevolano il ritorno nei borghi e nei paesi ed ecco perché alcuni Comuni hanno deciso di incentivare il ritorno nei borghi pagando chi decide di ritornarci. Vediamo qual è la lista aggiornata dei Comuni che pagano per andarci a vivere.

  • Quali sono i Comuni italiani che pagano per viverci e quanto 
  • Ulteriori agevolazioni per incentivare ripopolamento comuni 


Quali sono i Comuni italiani che pagano per viverci e quanto 

Per evitare lo spopolamento e ripopolare i territori in via di abbandono, incentivandone il trasferimento ci sono alcuni comuni italiani disposti a pagare chiunque decida di trasferirvisi.

La lista aggiornata dei comuni italiani che nel 2023 che cercano abitanti e disposti a pagare chiunque decida di trasferirsi comprende realtà come Bormida, a un’ora da Genova, di soli 394 abitanti, che offre 2000 euro a chiunque voglia viverci, comuni calabresi come Aieta, Civita, Albidona, Santa Severina, San Donato di Ninea, Caccuri, Sant’Agata del Bianco, Samo e Bova, comuni che hanno al momento meno di 2000 abitanti, e per cui sono stati stanziati 28.000 euro, 3mila per Paese, per il loro ripopolamento per i giovani  under 40 interessati ad aprire o rilevare un’attività.

Spostandoci in Puglia, il Comune di Roseto Valforte, borgo in provincia di Foggia in Puglia, offre 5 mila euro a chiunque decida di trasferirsi e di aprire un’attività economica; il comune di Candela offre dagli 800 ai circa 1.500.  In particolare, si offrono 800 euro ai single interessati al trasferimento e tra i 1.200 e i 1.500/1.800 alle famiglie.

In Emilia-Romagna è stato confermato il bonus a fondo perduto per chi decide di trasferirsi in piccoli comuni di montagna, ottenere la residenza e soprattutto acquistare casa o ristrutturare un immobile. 

Il bonus è rivolto a soggetti under 40 che dimostrano di lavorare nella regione e che, in base al punteggio ottenuto che varia anche in base al valore Isee, possono ottenere incentivi fino a 30mila euro.

Ulteriori agevolazioni per incentivare ripopolamento comuni 

Tra le ulteriori agevolazioni per incentivare il ripopolamento di alcuni Comuni ci sono anche il Bonus Casa di 15.000 euro a fondo perduto attivo in Sardegna, la possibilità di stipulare affitti simbolici e il Bonus per il Lavoro a distanza, agevolazioni che hanno già riscosso un grande successo in diverse regioni come Emilia-Romagna, Toscana e Molise. 

Inoltre, grazie al Pnrr, Piano europeo di ripresa e resilienza, relativo ai borghi italiani ci sono due bandi per cui è stata stanziata una cifra superiore a 1 miliardo di euro.

Il primo bando (linea A) prevede 420 milioni di euro da dividere tra 21 regioni e Province autonome, a un borgo ‘pilota’ a rischio abbandono dove fare interventi mirati al suo ripopolamento e ciò significa destinare 20 milioni di euro per ognuno dei 21 borghi selezionati.

Il secondo bando (linea B) prevede meno risorse per un singolo borgo: si parla di 580 milioni di euro a fondo perduto da dividere tra 229 borghi, per cui viene assegnato 1,6 milioni per ogni borgo.