Aumento contagi coronavirus o diminuzione e numeri reali. Cosa dicono i matematici

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Aumento contagi coronavirus o diminuzion

Coronavirus e contagi, cosa dicono i matematici

Alcune prime risposte sull'andamento del coronavirus in Italia e sull'aumento o la diminuzione nel tempo dei contagiati arrivano dagli esperti matematici e scientifici.

La situazione è tenuta sotto controllo giorno dopo giorno perché dalla scoperta del primo caso di coronavirus a oggi, i casi di contagio sono stati in costante aumento.

E l'impressione, stando a quanto riferiscono gli esperti, è che non sia stato ancora raggiunto il picco prima della lenta e graduale discesa del numero di persone positive. Ma quanto c'è da aspettare? Fino a quando quello che appare un vero e proprio bollettino di guerra tra contagiati e morti inizierà a restituire notizie positive?

Le certezze sono poche perché le conseguenze del contagio da coronavirus non sono le stesse per tutte tra chi non manifesta alcun segno e guarisce in autonomia, ma è in grado di trasmettere il Covid-19 (questo è il nome scientifico) e chi invece ne viene travolto con febbre e crisi respiratorie.

Tuttavia matematici e statistici stanno comunque provando a trovare un filo conduttore sulla base di quanto si è appreso negli ultimi giorni, ma anche dell'esperienza della Cina, il primo Paese di diffusione del coronavirus con effetti disastrosi per la salute collettiva. Vediamo in questo articolo

  • Coronavirus e contagi, cosa dicono i matematici
  • La variabile del periodo di incubazione

Coronavirus e contagi, cosa dicono i matematici e gli scienziati

Alcune prime risposte sull'andamento del coronavirus in Italia e sull'aumento o la diminuzione nel tempo dei contagiati arrivano dagli esperti Daniele Teresi e Dario Buttazzo con uno studio pubblicato sull'Huffington Post.

Qui si legge che se il governo non avesse applicato le restrizioni che abbiamo davanti agli occhi, il numero dei contagiati sarebbe aumentato in misura esponenziale fino al completo collasso del sistema sanitario italiano.

Grazie all'adozione di misure di contenimento, la situazione dovrebbe lentamente migliorare giorno dopo giorno fino alla debellazione totale. I conti numerici sono ottimisti almeno fino al momento attuale.

Se, infatti, nei modelli calcolati dai due matematici, le forme di contenimento non avessero funzionato, ieri, domenica 8 marzo, saremmo arrivati a 14mila contagiati. Al momento siamo a circa 7000 contagiati, quindi le misure decise dal Governo e nel week-end rafforzate dovrebbero stare funzionando.

Ma affinché le misure si rivelino efficaci è fondamentale che tutti i cittadini seguano le direttive sulle norme igieniche e sulla prevenzione diramate da Palazzo Chigi insieme all'Istituto superiore di sanità e alla Protezione civile.

Sicuramente più allarmanti sono le previsioni della virologa Ilaria Capua, ma in realtà non così preoccupanti come vedremo sotto, secondo cui i numeri reali del contagio potrebbero essere fino a 100 volte maggiori rispetto a quelli certificati.

Quella che può sembrare una notizia negativa è in realtà positiva perché in questo modo il tasso di mortalità reale sarebbe più basso e ridotto a pochissimi decimali sopra lo zero e che lentamente si sta formando in Italia il cosidetto effetto gregge. Tante persone sono più infette, anche con pochi sintomi o senza, significa che stanno aumentando le persone con anticorpi e il virus lentamente potrebbe non più proliferare come sta facendo.
 

La variabile del periodo di incubazione e un'altra previsione su quando ci sarà possibile rallentamento

C'è anche un altro aspetto di cui tenere conto quando si parla di contagi da coronavirus, del possibile aumento (o della diminuzione), dei casi reali in Italia ed è il tempo di incubazione.

Non è infatti detto e scontato che dall'infezione si passi subito o comunque in tempi rapidi alla malattia. Come fatto presente da Marcello Tavio, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali, e direttore dell'Unità operativa di malattie infettive degli Ospedali riuniti di Ancona, la stragrande maggioranza delle persone infettate sviluppa i sintomi della malattia entro 14 giorni dal momento dell'esposizione.

Di conseguenza indicare limiti temporali di fine del contagio non è una previsione molto semplice, anche perché è legata alla salute della persona positiva e all'età. In ogni caso, dopo 14 giorni è raro che sia ancora possibile che il contagiato diventi sintomatico. I

In pratica, come spiega l'esperto, la durata della quarantena di 14 giorni è ritenuta misura necessaria e sufficiente per consentire alla persona esposta di tornare in società nel caso rimanga asintomatica.

In questo senso, una prima reale diminuzione dei contagi, si dovrebbe vedere nella settimana prima di Pasqua, quando sarà passati circa 14 giorni (e anche di più) dall'estensione delle zone rosse in Italia.