Birra tolta da supermercati e commercio. I motivi e marca. E ricerca rivela nelle birre sostanze nocive

I risultati delle analisi da parte dell'azienda francese hanno evidenziato come il glifosato, erbicida già dichiarato probabile cancerogeno dall’Iarc, sia stato rilevato in ben venticinque marchi

Birra tolta da supermercati e commercio.

Un'indagine francese svela un lato poco positivo nel panorama delle birre


La birra al centro dell'attenzione nel mercato, per due motivi principali. Una marca ritirata dal commercio per il troppo alcool e uno studio fracese che indica diverse sostanze pericolose per la salute dell'uomo

Il dilemma, è sempre lo stesso. Bere la birra o bere il vino? In questo periodo nel quale l’anticiclone Nerone sta facendo particolarmente sentire la sua calorosa presenza in Italia, la scelta sembrerebbe cadere proprio sula prima. Da consumare fresca, anzi ghiacciata, capace di portare quel refrigerio che per molti rappresenta un miraggio di questi tempi. Ma anche in questo caso purtroppo il piacere di gustarsi una bella birra ghiacciata potrebbe essere rovinato dalla presenza di una contaminazione da glifosato e pesticidi. A svelarlo una ricerca francese che mette in guardia sul consumo eccessivo di birre che potrebbe essere davvero pericoloso per la salute dell’uomo. Proprio per questo l’indagine per cercare sostanze potenzialmente tossiche per l’organismo umano andrà avanti senza fino a quando non saranno fugati tutti i dubbi.

Le marche e i pericoli per la salute

Le birre analizzate in laboratorio, alla ricerca di ben duecentocinquanta sostanze potenzialmente rischiose per la salute dell’uomo, dall’Istituto nazionale del consumo in Francia appartengono a quarantacinque tipologie differenti. Molte le marche note non solo agli aficionados delle bionde. E i rischi per la salute, purtroppo, non sono da escludere. Anche perché i risultati delle analisi hanno evidenziato come il glifosato, erbicida già dichiarato probabile cancerogeno dall’Iarc, sia stato rilevato in ben venticinque marchi, confermandosi come il pesticida maggiormente usato nell'agricoltura.

E se è vero che tutte le sostanze a rischio che sono state trovate, soprattutto antiparassitari e pesticidi, non hanno mai sforato il tetto previsto dalla, non bisogna dimenticare che i limiti variano da Paese e Paese. Senza contare l’effetto accumulo nel nostro organismo le cui conseguenze potrebbero essere ugualmente pericolose. Le marche sono tante: si va dalla Corona alla Carlsberg, alla Leffe alla Stella Artois.

E c’è anche il ritiro per troppo alcol

Ma le birre sono al centro dell’attenzione mediatica in questi giorni anche a causa di altri avvenimenti abbastanza curiosi. C’è stata anche una birra ritirata dal mercato per il troppo alcol contenuto al suo interno. A fare pubblica ammenda è stato proprio il birrificio Glutenberg che ha richiamato volontariamente alcune delle sue birre a causa di una riscontrata gradazione alcolica superiore a quella indicata sulla confezione. Il lotto interessato è quello in cui le lattine recano il codice lotto 24606298 con data di scadenza del 29 marzo 2019. Lo segnala la compagnia, riferisce l'associazione 'Sportello dei diritti' del consumatore.

Il livello di alcol indicato sulla confezione era infatti 0,1%. Tuttavia, le birre del lotto in questione avevano un contenuto alcolico del 3,4%: il prodotto immesso sul mercato è stato quindi richiamato e recuperato quasi al cento per cento, con i rivenditori contattati per rimuovere il prodotto dagli scaffali. Le misure correttive sono già state messe in atto per convalidare ancora più accuratamente il contenuto alcolico di questo prodotto e impedire che ciò accada di nuovo.