Cani e gatti sono come un prodotto qualsiasi per la legge Italia. Se difettosi...

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Paradossale sentenza della Cassazione italiana sugli animali domestici che vengono trattati come se non fossero essere viventi. Ecco perchè.

Cani e gatti sono come un prodotto quals

Cani gatti cambiare se difettosi Sentenza Cassazione

Acquistare un animale domestico e rendersi conto che ha un difetto o una malattia che deludono fortemente chi con tanto entusiasmo ha deciso di comprare un cane o un gatto da amare e coccolare. Oggi questi piccoli ‘imprevisti’ hanno una soluzione. Cani e gatti, infatti, possono d’ora in poi essere considerati esattamente come i beni di consumo e se risultano difettosi possono essere facilmente e semplicemente cambiati o sostituiti. A stabilire questa novità è stata una nuova quanto inaspettata sentenza della Corte di Cassazione.

Cani e gatti come beni di consumo: la nuova sentenza della Cassazione

La Corte di Cassazione lo scorso mese di settembre, stando a quanto riportano le ultime notizie, avrebbe, infatti, depositato una nuova sentenza secondo la quale se si scopre un difetto al cane o al gatto acquistato, entro due mesi dall’acquisto, esattamente come accade per ogni altro bene di consumo, se ne può richiedere il cambio. E’ c’è chi parla già di uno svilimento della dignità degli animali considerati i migliori amici dell’uomo. Ben sappiamo, infatti, quali sono oggi le predisposizioni degli amanti degli animali nei confronti di cani e gatti trattati come membri della famiglia, viziati e coccolati. Inaccettabile per molti doverli assimilare a ‘beni di consumo’.

Cani e gatti come beni di consumo: il caso

L’intervento della Cassazione è stato richiesto a seguito del caso di un cane di razza Pincher cui, un anno dopo la vendita, dopo essere stato sottoposto a tac, era stata diagnosticata una grave cardiopatia congenita. Il suo nuovo padrone si era rivolto al venditore per ottenere una parziale restituzione del prezzo e il risarcimento del danno, ma il venditore si era chiaramente rifiutato di rimborsare il padrone del cane. E così il caso è finito in tribunale. In primo e secondo grado, la richiesta dell’acquirente era stata respinta, ma con il ricorso in Cassazione la situazione è totalmente cambiata. Facendo riferimento al Codice del Consumo, che prevede il termine di decadenza per la denuncia dei vizi per il ‘bene di consumo’ due mesi dopo la scoperta del ‘difetto’, il padrone del cane ha vinto il ricorso ottenendo il rimborso.

Secondo quanto spiegato dal Centro Tutela Consumatori Utenti, se si acquista un cane o un gatto che riporti qualche problema, si può far denuncia della malattia entro due mesi dalla scoperta o entro due anni dall’acquisto e trattare l’animale come qualsiasi bene di consumo. Attenendosi alle norme sulla garanzia di un qualsiasi prodotto, infatti, si può richiedere il cambio dell’animale acquistato o il rimborso, inviando una raccomandata al venditore e riportandovi la malattia del cucciolo, magari allegando il certificato del medico. Si può anche decidere di non procedere ad alcuna richiesta di rimborso o sostituzione nel caso in cui durante il periodo di permanenza dell’animale in casa ci si sia particolarmente affezionati a lui. E in tal caso il cane o il gatto, nonostante difetti o malattie, è già entrato a far parte della famiglia.