Carne a rischio di salmonella. Quali tipi, dove e da quando

Aumentano i casi di contaminazione da salmonella soprattutto nel Regno Unito: quali sono i rischi e come evitarli

Carne a rischio di salmonella. Quali tip

Carne rischio salmonella Quali tipi dove quando


Tutti i tipi di carne sarebbero a rischio salmonella e, infatti, il rischio di malattia provocate dai bacilli della salmonella negli ultimi mesi è nettamente in aumento, come riportato dagli esperti di salute. Secondo la FSA (Food Standards Agency) del Regno Unito, dal luglio del 2017 fino al maggio di quest’anno i casi riportati sono stati 118, ma negli ultimi 4 mesi vi sono stati altri 165 casi, e si tratta di numeri che hanno portato la stessa FSA a definire modalità precise di preparazione e consumo della carne cruda.

Carne a rischio salmonella: quali sono i tipi

A rischio salmonella, dunque, non sarebbe un particolare tipo di carne, ma tutti i tipi di carne e tra le cause dell’aumento dei casi di malattia da bacillo Salmonella typhimurium è la contaminazione delle carni provenienti da pecore affette, secondo il National Infection Service, e il contagio avviene in maniera molto semplice, non cucinando bene, per esempio, la carne, non lavando le mani dopo aver toccato la carne cruda, o attraverso la contaminazione di altri cibi, superfici e utensili di cucina. Gli esperti consigliano, pertanto, grande attenzione a cottura e pulizia quando si ha a che fare con la carne cruda, qualsiasi tipo di carne cruda.

Rischi salmonella: quali sono

La salmonella è presente in natura con più di 2000 varianti ma i ceppi più frequentemente diffusi nell’uomo e nelle specie animali, in particolare in quelle allevate per la catena alimentare, sono S. enteritidis e S. typhimurium. Le infezioni da Salmonella possono verificarsi nell’uomo e negli animali domestici e da cortile (polli, maiali, bovini, roditori, cani, gatti, pulcini) e selvatici, compresi i rettili domestici (iguane e tartarughe d’acqua) e derivano principalmente dell’infezione degli animali e dei loro derivati, come carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati, e dell’ambiente, acque non potabili.

I sintomi da contagio da salmonella possono essere semplici disturbi del tratto gastrointestinale che si manifestano con febbre, nausea, vomito, dolore addominale e diarrea, o anche forme cliniche più gravi, come infezioni focali su ossa e meningi, che si verificano soprattutto in soggetti fragili, come bambini, anziani e soggetti con deficit del sistema immunitario. I sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati e si protraggono per 4-7 giorni. Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma a volte l’infezione può aggravarsi e allora è consigliabile il ricorso al pronto soccorso.

Il rischio di contaminazione da salmonella è molto alto perchè l’aspetto del cibo contaminato sembraintegro con le caratteristiche organolettiche inalterate. Per evitare la contaminazione, i consigli sono quelli di lavare sempre accuratamente gli utensili e le posate usate per cucinare; sterilizzate gli oggetti; preferire sempre la cottura degli alimenti a rischio salmonella; mantenere sempre il ciclo del freddo per quegli alimenti che hanno bisogno di temperature basse; e curare l’igiene dei frigoriferi.