Come è iniziato il boom dei contagi in Italia. Due eventi insospettabili indicati da studiosi

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Dal deragliamento del Frecciarossa a Lodi alla partita di Champions League Atalanta-Valencia: i due insospettabili eventi che hanno avviato i contagi da coronavirus

Perché dalla Cine il contagiosissimo coronavirus è arrivato in Italia colpendo il nostro Paese in maniera tanto forte? Cosa ha dato il via al boom dei contagi in Italia, quando mai ci si sarebbe aspettati il degenerare di una situazione che sembrava inizialmente, come affermavano dal governo, tanto sotto controllo?

Gli studiosi hanno indicato due eventi insospettabili come inizio del boom del contagi da coronavirus in Italia. Vediamo quali sono.

Come è iniziato il boom dei contagi in Italia primo evento insospettabile indicato da studiosi

Secondo una prima ricostruzione riportata dal Corriere, una prima fonte insospettabile di contagio da coronavirus è stato il treno Frecciarossa che è deragliato a Ospedaletto Lodigiano, provincia di Lodi, lo scorso 6 febbraio. Si è trattato di un incidente che ha provocato la morte di due macchinisti e diversi feriti, con arrivo sul posto del disastro di ambulanze, Vigili del Fuoco, carabinieri, poliziotti, senza dimenticare i tanti curiosi che di fronte a tali incidenti si fermano a guardare.

Ciò che a posteriori non è mai stato considerato come prima fonte di contagio da coronavirus è che il disastro ferroviario si è verificato proprio nella zona che di lì a due settimane circa sarebbe diventata la prima zona rossa di Italia, chiusa a causa dei primi casi di contagio da Covid-19. Probabilmente erano quelli i primi periodi di circolo del virus in Italia.

Molti dei feriti dell’incidente sono stati trasportati in ospedale, dove vi sono stati forse i primi contagi, tanto che diverse stesse Forze dell’Ordine nei primi giorni dell’epidemia in Italia iniziano ad avvertire i primi sintomi da coronavirus. Tuttavia, lamentando i classici sintomi da influenza, febbre alta, dolori muscolari, tosse, gola secca, si pensa siano stati tutti colpiti dalla normale influenza stagionale.

Ma tanti di quegli uomini in divisa con la febbre continuano ad essere in servizio con i loro colleghi, a dormire nelle camerate, a frequentare le mense, fino al 23 febbraio, quando il Lodigiano diventa rossa e quando le stesse Forze dell’Ordine iniziano a presidiare i Comuni chiusi. Ma tutti coloro che sono stati interpellati hanno dichiarato la stessa cosa: l’assenza di adeguate protezioni.

Non era ancora esplosa l’attuale pandemia e ciò che stava accadendo forse, anzi sicuramente potremmo dire oggi, era ancora molto sottovalutato: ci sono stati diversi contatti con i residenti, non si avevano sufficienti mascherine. Stando a quanto dichiarato da alcuni testimoni, infatti, le mascherine erano decisamente poche e venivano addirittura scambiate tra persone. Significa che chi smontava da un turno passava la sua mascherina al collega che attaccava il nuovo turno. Nulla di più contagioso possiamo dire oggi.

Tra le stesse Forze dell’Ordine della zona rossa anche uomini impiegati il 19 febbraio nell’ordine pubblico in occasione del match di Champions League Atalanta-Valencia, occasione di assembramento che gli stessi medici hanno definito ‘bomba biologica’. Il risultato: reparti interi di poliziotti, finanzieri oggi sono malati e in quarantena, alcuni comandi provinciali, come riporta il Corriere, sono chiusi. Il deragliamento a Lodi è stato, dunque, il primo evento che ha iniziato a scatenare il boom dei contagi.

Come è iniziato il boom dei contagi in Italia secondo evento insospettabile indicato da studiosi

Il secondo evento che ha dato il via al boom dei contagi da coronavirus in Italia è stato, come sopra anticipato, forse la partita di Champions League giocata allo Stadio San Siro di Milano tra Atalanta e Valencia.

Come dichiarato dal responsabile di Pneumologia dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo Fabiano Di Marco, considerando la presenza di ben 45 mila persone, il boom dei contagi poi manifestatisi a Bergamo nelle settimane successivo potrebbe essere accaduto proprio lì, dove del resto erano presenti migliaia di bergamaschi.

E si tratta di terribile sospetto condiviso anche sia dalla Protezione Civile a sia da Massimo Galli, primario del reparto malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano, che parlato di quella partita come un importante veicolo di contagio.