Come sta andando la fase 2 coronavirus a livello nazionale e per ogni regione

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Come sta andando la fase 2 coronavirus a

Coronavirus, fase 2 come va per regione

Adesso che per quasi tutti è iniziata la fase 2, qual è la situazione aggiornata regione per regione? Con la fine del lockdown possiamo davvero essere tranquilli?

Iniziamo da una buona notizia: il contagio da coronavirus è in costante calo in tutta Italia. La ripresa delle attività e la concessione di maggiore libertà di spostamento potrebbe far salire i casi nelle prossime settimane, ma si tratta di un rischio calcolato ovvero del prezzo da pagare per non tenere paralizzata per altro tempo l'Italia.

Ma adesso che per quasi tutti è iniziata la fase 2, qual è la situazione aggiornata regione per regione? Con la fine del lockdown possiamo davvero essere tranquilli?

Le nuove disposizioni hanno allentato le restrizioni su uscite e spostamenti individuali, viene consentita la ripartenza di gran parte delle attività industriali, di cantieri edili e di vari settori e sono state introdotte rilevanti misure di sostegno economico per famiglie, lavoratori, imprese e sanità.

Il tutto nella convinzione che il coronavirus è adesso sotto controllo e che, con responsabilità, buon senso e divieto di assembramenti, eventuali piccoli focolai potranno essere gestiti con una certa facilità. Cerchiamo allora di saperne di più su cosa sta succedendo adesso in Italia tra

  • Coronavirus, fase 2 come va per ogni regione
  • Fase 2 a livello nazionale, come sta andando

Coronavirus, fase 2 come va per ogni regione

Rt è il valore adesso monitorato dal Ministero della Salute e dall'Istituto superiore della sanità nel report basato su aumento di trasmissione e impatto sui servizi assistenziali che avrà cadenza settimanale. Indica il dato del contagio dalla fine del lockdown.

Misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva ovvero rappresenta il numero medio delle persone contagiate da un individuo infetto. Se Rt è superiore a 1 il contagio si propaga, se inferiore a 1 il contagio tende a esaurirsi.

Sulla base delle ultime rilevazioni effettuate, sono tre le regioni a rischio moderato: Lombardia, Umbria, Molise. Ancora più nel dettaglio, la situazione aggiornata è la seguente:

  • Umbria 1,23
  • Friuli-Venezia Giulia 0,86
  • Provincia autonomia di Trento 0,75
  • Lazio 0,74
  • Puglia 0,72
  • Lombardia 0,62
  • Emilia-Romagna 0,6
  • Piemonte 0,58
  • Campania 0,58
  • Abruzzo 0,45
  • Provincia autonomia di Bolzano 0,56
  • Marche 0,55
  • Sicilia 0,54
  • Liguria 0,48
  • Veneto 0,41
  • Toscana 0,39
  • Molise 0,34
  • Calabria 0,34
  • Basilicata 0,27
  • Sardegna 0,24

Fase 2 a livello nazionale, come sta andando

Ricordando il dato sui tempi di incubazione che è in media di 5 giorni fino a un massimo di 14, nel suo complesso l'Italia è adesso considerata a basso rischio ovvero di livello 2. Le misure di contenimento hanno rallentato la circolazione del virus e le prime riaperture del non hanno compromesso gli sforzi.

Ma se dovessero esserci segnali di allarme - ammoniscono gli esperti - i decisori politici nazionali e regionali sono in grado di intervenire nel più breve tempo possibile, anche con nuove chiusure.

Come fatto notare dal fisico Roberto Battiston, già presidente dell'Agenzia spaziale italiana, a quasi due settimane dalla riapertura, non si osserva l'insorgere di nuovi focolai in nessuna delle regioni italiane e dunque la situazione a livello nazionale è sotto controllo.

E non deve spaventare l'eventuale aumento di qualche dato regionale o provinciale sull'andamento dei contagi. Il caso più emblematico con l'aumento di 72 unità nel Molise, tra le regioni meno colpite dal coronavirus.

La motivazione della crescita è stata molto semplice: la partecipazione numerosa a un funerale. Un episodio che suona anche come un monito sui comportamenti virtuosi da mantenere.

Anche per Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale, al momento non sono arrivate segnalazioni di un aumento dei contagi dopo la fine del lockdown e il quadro delineato è positivo fino al punto da spingere a un moderato ottimismo, impensabile fino a poche settimane fa.