Commessa, ecco quanto guadagno all'ora davvero e quanto devo lavorare. La storia di Veronica

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Commessa, ecco quanto guadagno all'ora d

Sempre più lavoro in nero in Italia

Questo è allora il racconto della trentenne Veronica, commessa di un negozio di generi alimentari a Roma per 3,20 euro all'ora ovvero circa 30 euro al giorno.

Anche se i numeri raccontano da anni il dramma del lavoro sottopagato (naturalmente in nero), leggere ogni volta una storia nuova fa sempre un certo effetto. A maggior ragione che protagonisti di imbarazzanti vicende sono lavoratori non più giovanissimi nella grandi città italiane dove, almeno in teoria, dovrebbero esserci maggiori occasioni di impiego e situazioni come queste che stiamo per rivelare dovrebbero essere ridotto al lumicino.

Questo è allora il racconto della trentenne Veronica, commessa di un negozio di generi alimentari a Roma per 3,20 euro all'ora ovvero circa 30 euro al giorno. Una cifra netta perché rigorosamente pagata in nero. Sconosciuta al fisco e ufficialmente disoccupata.

Veronica, commessa in nero per 3,20 euro

A portare alla luce questa vicenda ci ha pensato Lara Tomasetta, giornalista di TPI, che ha provato anche a fare qualche conto perché 3,20 euro all'ora per 10-12 ore al giorno significa circa 800 euro al mese. Ma il punto è anche un altro: stando a quanto si legge, il punto vendita di generi alimentari a Roma sarebbe anche di buon livello a Roma. Di conseguenza ci sarebbero forse i presupposti per un trattamento migliore. Ovviamente, appare quasi superfluo ricordarlo, tredicesima e quattordicesima non esistono, per non parlare della malattia.

Veronica (il nome non è quello reale) racconta una situazione di rassegnazione ovvero di lavoratori che non combattono per i propri diritti, di un titolare che urla e bestemmia, e di assenza di turnazione: si comincia alle 9 e si termina alle 20. E nel caso di malattia, il titolare trattiene il compenso dalla paga mensile. La ragazza ricorda che gli accordi erano differenti perché la paga sarebbero dovuta essere maggiore e le ore lavorative inferiori. Ma poi, trascorsa la prima settimana, il titolare avrebbe chiesto di restare di più e le ore sono aumentate. Ma non la paga.

Sempre più lavoro in nero in Italia

Ci pensa l'Istat a ricordare che la cosiddetta economia non osservata vale circa 208 miliardi di euro, pari al 12,6% del Prodotto interno lordo e che il valore aggiunto generato dall'economia sommersa ammonta a poco più di 190 miliardi di euro, quello connesso alle attività illegali a circa 17 miliardi di euro. I comparti dove l'incidenza dell'economia sommersa è più elevata sono i servizi, commercio, trasporti, alloggio e ristorazione e le costruzioni.

La diffusione del sommerso economico - fa notare l'Istituto di statistica - tende ad essere legata al tipo di mercato di riferimento anziché alla tipologia di bene prodotto o del servizio offerto. Insomma un quadro perfettamente in linea con la vicenda di Veronica. E come rilancia la Cgia di Mestre, a rimetterci non sono solo le casse dell'erario, ma anche le attività produttive e dei servizi, le imprese artigianali e quelle commerciali che subiscono la concorrenza sleale di questi soggetti.

Questi lavoratori in nero non essendo sottoposti ai contributi previdenziali, a quelli assicurativi e a quelli fiscali consentono alle imprese dove prestano servizio di beneficiare di un costo del lavoro molto inferiore.





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